JOHANNESBURG - E' il Mondiale dei Palloni d'oro sgonfiati, da Messi a Kakà a Cristiano Ronaldo, ma anche quello dei portieri sciagurati. Alla vigilia delle due semifinali, però, sono proprio i quattro portieri rimasti in corsa a rivalutare il ruolo e a segnare, almeno per ora, il primato delle difese sugli attacchi. Nei successi di Spagna, Germania, Olanda e Uruguay il peso di Casillas, Neuer, Stekelenburg e Muslera è stato determinante. Casillas e Muslera in particolare, con le loro prodezze sui rigori di Paraguay e Ghana, sono diventati i giocatori più importanti delle rispettive nazionali.
LE PAPERE - Dopo i quarti di finale, è stata aggiornata la speciale classifica degli errori più imperdonabili dei numeri uno. Continua a capeggiarla l'inglese Green, con la sua ormai celebre topica sul tiro dello statunitense Dempsey: è costata all'Inghilterra il primo posto nel girone e il duro e fatale ottavo di finale contro la Germania. Ma il pianto di Julio Cesar al rientro in patria dimostra che anche la sua uscita a vuoto contro l'Olanda, sul cross di Sneijder, è entrata di diritto nella galleria delle scempiaggini, così come la mancata respinta dell'argentino Romero, sempre contro la Germania, ha avviato la disfatta di Maradona.
I RICORSI STORICI - Gli statistici si sono divertiti a elencare gli sbagli dei portieri nelle varie edizioni del Mondiale e hanno trovato molto materiale. Il pallone Fevernova, predecessore del criticatissimo Jabulani nel Mondiale nippocoreano del 2002, costò due figuracce ai portieri del Sudafrica Arendse e della Danimarca Sorensen. Il primo mancò del tutto la presa, offrendo il più comodo dei gol allo spagnolo Raul. Il secondo regalò un gol all'Inghilterra, che è stata punita otto anni dopo per la legge del contrappasso. Nel '90 l'argentino Pumpido fu protagonista di un grave errore nella partita inaugurale col Camerun, su un colpo di testa del camerunese Oman Biyik. Nel '74 il portiere dello Zaire Kazadi, che già aveva regalato alla Scozia, uscì per esaurimento nervopso sullo 0-3 della partita con la Jugoslavia, che si chiuse poi sul 9-0. Ma la madre di tutte le sciocchezze è senza alcun dubbio l'errore di un grande portiere: sempre nel 2002, il tedesco Kahn finì per consegnare prima del tempo la coppa del mondo al Brasile, respingendo soltanto un destro di Rivaldo: sulla respinta, Ronaldo segnò il gol del vantaggio dei verdeoro, che poi vinsero 2-0. Sbagliare in finale, per un portiere, è un incubo: per questo nessuno tra i quattro superstiti vuole imitare Kahn.
LE PAPERE - Dopo i quarti di finale, è stata aggiornata la speciale classifica degli errori più imperdonabili dei numeri uno. Continua a capeggiarla l'inglese Green, con la sua ormai celebre topica sul tiro dello statunitense Dempsey: è costata all'Inghilterra il primo posto nel girone e il duro e fatale ottavo di finale contro la Germania. Ma il pianto di Julio Cesar al rientro in patria dimostra che anche la sua uscita a vuoto contro l'Olanda, sul cross di Sneijder, è entrata di diritto nella galleria delle scempiaggini, così come la mancata respinta dell'argentino Romero, sempre contro la Germania, ha avviato la disfatta di Maradona.
I RICORSI STORICI - Gli statistici si sono divertiti a elencare gli sbagli dei portieri nelle varie edizioni del Mondiale e hanno trovato molto materiale. Il pallone Fevernova, predecessore del criticatissimo Jabulani nel Mondiale nippocoreano del 2002, costò due figuracce ai portieri del Sudafrica Arendse e della Danimarca Sorensen. Il primo mancò del tutto la presa, offrendo il più comodo dei gol allo spagnolo Raul. Il secondo regalò un gol all'Inghilterra, che è stata punita otto anni dopo per la legge del contrappasso. Nel '90 l'argentino Pumpido fu protagonista di un grave errore nella partita inaugurale col Camerun, su un colpo di testa del camerunese Oman Biyik. Nel '74 il portiere dello Zaire Kazadi, che già aveva regalato alla Scozia, uscì per esaurimento nervopso sullo 0-3 della partita con la Jugoslavia, che si chiuse poi sul 9-0. Ma la madre di tutte le sciocchezze è senza alcun dubbio l'errore di un grande portiere: sempre nel 2002, il tedesco Kahn finì per consegnare prima del tempo la coppa del mondo al Brasile, respingendo soltanto un destro di Rivaldo: sulla respinta, Ronaldo segnò il gol del vantaggio dei verdeoro, che poi vinsero 2-0. Sbagliare in finale, per un portiere, è un incubo: per questo nessuno tra i quattro superstiti vuole imitare Kahn.