Sud Africa 2010

"E' la festa di tutta la Spagna"

Nelle strade di Barcellona migliaia di persone festeggiano la vittoria di Iniesta e compagni: per una notte le bandiere della Catalogna e della Spagna sventolano insieme

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BARCELLONA -  Piazza Iniesta, la chiameranno così. La festa mondiale a Barcellona è il battesimo di molte cose, di strade e patrie, di un sogno che si fa città. A Plaza de Espagne, luogo pieno di simboli, di identità, è un'esplosione. Migliaia di tifosi davanti all'unico megaschermo voluto dal sindaco Jorge Hereu dopo molte pressioni, dopo che il gol di Puyol contro la Germania ha provocato tutto questo. Un sogno possibile, eccolo. La Catalogna è la Spagna stasera, Iniesta, il centrocampista del Barca, il suo re. "Lo appenderò al cuore questo giorno" dice Hilario, catalano da generazioni. Una folla che si prevedeva, ma non così. L'avenida della Reina Maria Cristina è stracolma, le fontane illuminate si riempiono di corpi in festa. Fa caldo, si celebra con un tuffo nelle acque reale, la gente è ovunque, sui muri, sugli obelischi. Famiglie, ragazzi, stranieri. Un corteo di colori impastati. Rosso e giallo. E anche blu. Le bandiere della Seleccion, quelle della Catalogna, quelle del club di Guardiola. Vuvuzela anche qui, i confini non ci sono più.  "E' la partita di tutti" dice Saul, bermuda bicolori, occhiali di plastica in tono. Basco, "e spagnolo", precisa.
Una serata di gioia preparata, dal mattino sulle spiagge di Barceloneta gli ombrelloni erano già patriottici. Stranieri con le maglie dei campioni. Ristoranti, palazzi e balconi addobbati con gli stendarsi del paese. Un girovagare di attese e certezze fino alla sera.
A ragione, anche se a fatica. Robben fa paura da solo contro Castillas, silenzio infinito per un secondo, sbaglia, trombe che liberano dalla paura. E così quando Villa nel prtimo tempo sta vicino alla porta, quello strano Jabulani non entra. Sconforto. C'è da faticare, temere, fino alla fine. La piazza singhiozza, fino a Iniesta. Trema la strada, partono i cori, i caroselli, le bandiere in aria. Non si fermano. E' finita. Per la città partono i caroselli, i clacson delle auto, il servizio d'ordine non può che distribuire la festa che esplode. Una città che per una notte è tutta una cosa, la lingua della felicità è la stessa.