PRETORIA - Si coccola le sue star, Diego Armando Maradona, commissario tecnico dell'Argentina, una delle big del Mondiale sudafricano, attesa domani all'esordio contro la Nigeria. In particolare l'ex Pibe de Oro ha speso parole importanti per Lionel Messi, attaccante del Barcellona che sarà uno degli osservati speciali del torneo, per vedere se la 'pulce'' saprà imitare le gesta del suo selezionatore, capace di trascinare la seleccion al trionfo nell'edizione di Messico 1986, e per Carlos Tevez, centravanti del Manchester City e uno dei principali uomini mercato, essendo nel mirino di vari grandi club europei (Inter compresa).
L'AUGURIO SPECIALE A MESSI - "Sarei felicissimo se Lio avesse l'impatto che ho avuto io nel 1986. Lui dovrebbe essere la ciliegina sulla torta - ha sottolineato il ct dell'Argentina nella conferenza stampa alla vigilia del debutto ufficiale -. Con tutto il cuore auguro a Lio di essere il protagonista assoluto e di diventare il migliore di tutti i tempi". Maradona preferisce non sbottonarsi troppo sullo schieramento per la gara di domani, anche se lascia intendere che non dovrebbero esserci colpi di scena. "Sorprese? L'unica sorpresa sarebbe la mia presenza in campo. Non ci sarà nessuna sorpresa nella squadra", risponde Diego a precisa domanda.
TEVEZ E' UN IDOLO, NON PUO' STARE FUORI - Il ct dei biancocelesti, però, in un'intervista televisiva ha anche lasciato intendere che Carlos Tevez farà parte della squadra titolare che disputerà il primo match del gruppo B. "Carlitos non può rimanere fuori da questa squadra. Tevez è l'idolo del popolo, come Messi o anche più di me", ha detto Maradona alla televisione argentina TYC Sport. Durante le qualificazioni per i Mondiali, era stato privilegiato il duo d'attacco Messi-Higuain, ai quali domani potrebbe dunque essere affiancato l'attaccante del City in un 4-3-3. E' probabile, quindi, che l'Argentina debutti domani a Johannesburg con questa formazione: Romero; Jonas, Demichelis, Samuel, Heinze; Veron, Mascherano, Di Maria; Messi, Higuain e Tevez.
TANTE SOLUZIONI DI PRIM'ORDINE - Il Pibe, criticato aspramente durante le qualificazioni, ora si sta "godendo molto" l'avventura sulla panchina della Nazionale. "E' una bellezza -afferma il ct - perché non so se quale altra Nazionale ha 23 giocatori tutti in grado di scendere in campo. Noi siamo molto tranquilli e orgogliosi per il modo in ci siamo preparati. So di avere a disposizione varie soluzioni: soprattutto, so di avere una squadra elastica. I miei giocatori hanno grande volontà, hanno tutto ciò che serve per interpretare una partita. Il gruppo sta bene, ha fiducia nei propri mezzi e sa quello che vuole. Speriamo di poter costruire da domani il nostro sogno di poter vincere il mondiale. Sono orgoglioso di essere il commissario tecnico dell'Argentina".
MARADONA SI IDENTIFICA IN MASCHERANO - Se pensa ai giocatori a disposizione, Maradona si identifica in particolare col regista Javier Mascherano. "E' quello che si avvicina di più a ciò che ho vissuto e sperimentato io prima dei Mondiali del 1986. Da giocatore ero molto più nervoso, adesso vivo questa situazione con maggiore tranquillità. Sono fiero di essere riuscito ad arrivare alla guida della nazionale. Ora le responsabilità sono maggiori rispetto a quando giocavo, ma ho la certezza che i 23 calciatori che ho portato qui hanno anima e forza. Sarebbe stato difficile trovarne di migliori. Credo nei giocatori che ho a disposizione, muoio per quello che mi danno in allenamento, per il modo in cui sentono la maglia - conclude il ct con enfasi - e per quello che prova il popolo argentino".
L'AUGURIO SPECIALE A MESSI - "Sarei felicissimo se Lio avesse l'impatto che ho avuto io nel 1986. Lui dovrebbe essere la ciliegina sulla torta - ha sottolineato il ct dell'Argentina nella conferenza stampa alla vigilia del debutto ufficiale -. Con tutto il cuore auguro a Lio di essere il protagonista assoluto e di diventare il migliore di tutti i tempi". Maradona preferisce non sbottonarsi troppo sullo schieramento per la gara di domani, anche se lascia intendere che non dovrebbero esserci colpi di scena. "Sorprese? L'unica sorpresa sarebbe la mia presenza in campo. Non ci sarà nessuna sorpresa nella squadra", risponde Diego a precisa domanda.
TEVEZ E' UN IDOLO, NON PUO' STARE FUORI - Il ct dei biancocelesti, però, in un'intervista televisiva ha anche lasciato intendere che Carlos Tevez farà parte della squadra titolare che disputerà il primo match del gruppo B. "Carlitos non può rimanere fuori da questa squadra. Tevez è l'idolo del popolo, come Messi o anche più di me", ha detto Maradona alla televisione argentina TYC Sport. Durante le qualificazioni per i Mondiali, era stato privilegiato il duo d'attacco Messi-Higuain, ai quali domani potrebbe dunque essere affiancato l'attaccante del City in un 4-3-3. E' probabile, quindi, che l'Argentina debutti domani a Johannesburg con questa formazione: Romero; Jonas, Demichelis, Samuel, Heinze; Veron, Mascherano, Di Maria; Messi, Higuain e Tevez.
TANTE SOLUZIONI DI PRIM'ORDINE - Il Pibe, criticato aspramente durante le qualificazioni, ora si sta "godendo molto" l'avventura sulla panchina della Nazionale. "E' una bellezza -afferma il ct - perché non so se quale altra Nazionale ha 23 giocatori tutti in grado di scendere in campo. Noi siamo molto tranquilli e orgogliosi per il modo in ci siamo preparati. So di avere a disposizione varie soluzioni: soprattutto, so di avere una squadra elastica. I miei giocatori hanno grande volontà, hanno tutto ciò che serve per interpretare una partita. Il gruppo sta bene, ha fiducia nei propri mezzi e sa quello che vuole. Speriamo di poter costruire da domani il nostro sogno di poter vincere il mondiale. Sono orgoglioso di essere il commissario tecnico dell'Argentina".
MARADONA SI IDENTIFICA IN MASCHERANO - Se pensa ai giocatori a disposizione, Maradona si identifica in particolare col regista Javier Mascherano. "E' quello che si avvicina di più a ciò che ho vissuto e sperimentato io prima dei Mondiali del 1986. Da giocatore ero molto più nervoso, adesso vivo questa situazione con maggiore tranquillità. Sono fiero di essere riuscito ad arrivare alla guida della nazionale. Ora le responsabilità sono maggiori rispetto a quando giocavo, ma ho la certezza che i 23 calciatori che ho portato qui hanno anima e forza. Sarebbe stato difficile trovarne di migliori. Credo nei giocatori che ho a disposizione, muoio per quello che mi danno in allenamento, per il modo in cui sentono la maglia - conclude il ct con enfasi - e per quello che prova il popolo argentino".