PRETORIA - L'ultimo allarme ai Mondiali è quello che riguarda gli hooligans, anzi, più precisamente i "barra bravas", gli ultrà argentini. Organizzati in bande e notoriamente incontrollabili, erano temutissimi dalle autorità sudafricane prima ancora dell'inizio della manifestazione, anche più degli inglesi. E le preoccupazioni si sono dimostrate fondate. Da giorni la polizia locale è infatti impegnata in una serie di operazioni, alcune delle quali anche spettacolari, che puntano a neutralizzarli prima ancora che possano entra in azione.
Questa mattina all'alba, è andato in scena il blitz più spettacolare. Un'irruzione in piena regola, con tanto di tenute antisommossa e cani antidroga, in una delle strutture alberghiere scelte dai supporter per arrestarne diciassette. Il blitz è scattato alle sette in punto, a Pretoria. Dopo un paio d'ore gli agenti sono usciti dall'albergo seguiti da diciassette argentini. L'accusa nei loro confronti - come recita un comunicato della polizia - è quella di "aver provato a forzare l'ingresso allo stadio in occasione di due partite pur non avendo i biglietti, di essersi comportati in maniera disordinata, usando violenza ad altri tifosi, creando complessivamente problemi".
Adesso gli ultrà verranno rispediti a casa. Nei giorni scorsi altri cinque tifosi argentini, che venivano tenuti d'occhio dalla polizia locale, hanno deciso volontariamente (non si sa poi davvero quanto) di tornarsene a casa, mentre altri 11 non sono stati fatti entrare dalla polizia di frontiera. La preoccupazione resta comunque molto alta. Le autorità sudafricane hanno deciso di stringere le maglie contro gli hooligans argentini dopo che da Buenos Aires è stato lanciato un allarme specifico: nei prossimi giorni altri 400 "barra bravas" arriveranno a Pretoria per sostenere Maradona & co. E la polizia, abbandonata anche dagli steward, vuole evitare che la situazione peggiori.
Questa mattina all'alba, è andato in scena il blitz più spettacolare. Un'irruzione in piena regola, con tanto di tenute antisommossa e cani antidroga, in una delle strutture alberghiere scelte dai supporter per arrestarne diciassette. Il blitz è scattato alle sette in punto, a Pretoria. Dopo un paio d'ore gli agenti sono usciti dall'albergo seguiti da diciassette argentini. L'accusa nei loro confronti - come recita un comunicato della polizia - è quella di "aver provato a forzare l'ingresso allo stadio in occasione di due partite pur non avendo i biglietti, di essersi comportati in maniera disordinata, usando violenza ad altri tifosi, creando complessivamente problemi".
Adesso gli ultrà verranno rispediti a casa. Nei giorni scorsi altri cinque tifosi argentini, che venivano tenuti d'occhio dalla polizia locale, hanno deciso volontariamente (non si sa poi davvero quanto) di tornarsene a casa, mentre altri 11 non sono stati fatti entrare dalla polizia di frontiera. La preoccupazione resta comunque molto alta. Le autorità sudafricane hanno deciso di stringere le maglie contro gli hooligans argentini dopo che da Buenos Aires è stato lanciato un allarme specifico: nei prossimi giorni altri 400 "barra bravas" arriveranno a Pretoria per sostenere Maradona & co. E la polizia, abbandonata anche dagli steward, vuole evitare che la situazione peggiori.