BLOEMFONTEIN (Sudafrica) - Francia sempre più nel caos alla vigilia dell'ultimo impegno ai mondiali contro il Sudafrica. Alcuni giocatori della nazionale transalpina, ad un passo dall'eliminazione al primo turno, potrebbero non scendere in campo domani pomeriggio nella sfida contro i padroni di casa in segno di solidarietà nei confronti di Nicolas Anelka, escluso dalla squadra in seguito agli insulti rivolti al ct Domenech nell'intervallo del match perso contro il Messico. Nel corso della conferenza stampa odierna Domenech ha spiegato di aver appoggiato la decisione della federcalcio francese di rispedire a casa l'attaccante del Chelsea e ha definito una ''sciocchezza senza nome'' la decisione dei giocatori di far saltare l'allenamento di ieri. Il ct transalpino ha anche spiegato che ''è una possibilità'' che alcuni giocatori non vorrebbero giocare la partita di domani a Bloemfontein, ultima chance per la Francia di conquistare la qualificazione agli ottavi.
Più che del Sudafrica, nella conferenza stampa si è parlato soprattutto della clamorosa rivolta dei giocatori andata in scena ieri e del comunicato letto dallo stesso Domenech: "Per 45 minuti - ha spiegato il ct - anche di più, ho provato a convincere i giocatori dell'imbecillità, della sciocchezza senza nome di quello che stavano facendo. Con lo staff e i membri della Federazione abbiamo tentato di tutto per convincerli che non potevano permettersi di fare una cosa del genere. Dopo, mi sono detto che era ora di finirla con quella pagliacciata, quindi ho preso il foglio, l'ho letto e me ne sono andato. Ma non approvo in nessun modo quel comunicato".
Più che del Sudafrica, nella conferenza stampa si è parlato soprattutto della clamorosa rivolta dei giocatori andata in scena ieri e del comunicato letto dallo stesso Domenech: "Per 45 minuti - ha spiegato il ct - anche di più, ho provato a convincere i giocatori dell'imbecillità, della sciocchezza senza nome di quello che stavano facendo. Con lo staff e i membri della Federazione abbiamo tentato di tutto per convincerli che non potevano permettersi di fare una cosa del genere. Dopo, mi sono detto che era ora di finirla con quella pagliacciata, quindi ho preso il foglio, l'ho letto e me ne sono andato. Ma non approvo in nessun modo quel comunicato".