Klose, il bomber
che viene dalla Polonia
Atletico e versatile, è capace di segnare da qualsiasi posizione. Figlio di un calciatore e di una giocatrice di pallamano, il polacco è stato il capocannoniere dell'ultimo Mondiale
Il gol è il suo pane quotidiano, un mestiere vero e proprio. Vuole segnare sempre, contro chiunque, dovunque, in qualsiasi modo: di testa, di piede, in acrobazia, di rapina, dal dischetto. A lui interessa solo buttare il pallone in rete. E basta. Non a caso, agli ultimi Mondiali è diventato il primo calciatore tedesco (dopo la riunificazione delle due Germanie) a conquistare il titolo di capocannoniere in una competizione iridata, sulla scia della leggenda Gerd Mueller, implacabile cannoniere degli anni '70.
Miroslav Marian Klose, nato a Opole (Polonia) il 9 giugno 1978, e' un figlio dello sport: suo padre, Josef, giocò nell'Auxerre, in Francia, mentre sua madre Barbara Jez è stata una buona giocatrice di pallamano. La sua presenza nella Nazionale dei "bianchi" è da ricondurre alle radici tedesche della famiglia. Poco importa se il superbomber sia nato in Polonia e la madre abbia vestito la maglia della nazionale polacca di pallamano.
Klose &…
Miroslav Marian Klose, nato a Opole (Polonia) il 9 giugno 1978, e' un figlio dello sport: suo padre, Josef, giocò nell'Auxerre, in Francia, mentre sua madre Barbara Jez è stata una buona giocatrice di pallamano. La sua presenza nella Nazionale dei "bianchi" è da ricondurre alle radici tedesche della famiglia. Poco importa se il superbomber sia nato in Polonia e la madre abbia vestito la maglia della nazionale polacca di pallamano.
Klose &…
Il gol è il suo pane quotidiano, un mestiere vero e proprio. Vuole segnare sempre, contro chiunque, dovunque, in qualsiasi modo: di testa, di piede, in acrobazia, di rapina, dal dischetto. A lui interessa solo buttare il pallone in rete. E basta. Non a caso, agli ultimi Mondiali è diventato il primo calciatore tedesco (dopo la riunificazione delle due Germanie) a conquistare il titolo di capocannoniere in una competizione iridata, sulla scia della leggenda Gerd Mueller, implacabile cannoniere degli anni '70.
Miroslav Marian Klose, nato a Opole (Polonia) il 9 giugno 1978, e' un figlio dello sport: suo padre, Josef, giocò nell'Auxerre, in Francia, mentre sua madre Barbara Jez è stata una buona giocatrice di pallamano. La sua presenza nella Nazionale dei "bianchi" è da ricondurre alle radici tedesche della famiglia. Poco importa se il superbomber sia nato in Polonia e la madre abbia vestito la maglia della nazionale polacca di pallamano.
Klose è il più classico dei giocatori d'area di rigore, decisivo non solo per la spiccata propensione al gol, per il suo modo di inquadrare la porta, ma anche per come riesce a conquistarsi spazio nell'area avversaria. Possiede un ottimo colpo di testa ed è inoltre dotato di grande astuzia nell'area avversaria: abbina la potenza fisica all'opportunismo, il senso della posizione a una buona tecnica individuale. Un brutto cliente per qualsiasi difensore, insomma.
Attualmente gioca nel Bayern Monaco allenato dall'olandese Louis Van Gaal, ma in passato ha indossato le maglie del Kaiserslautern (cinque anni) e del Werder Brema (per tre stagioni). E' stato vicecampione del mondo in Corea e Giappone (segnando 5 gol in sette partite e risultando secondo solo a Ronaldo) alle spalle del Brasile, vicecampione d'Europa in Austria e Svizzera e terzo all'ultimo Mondiale, disputato proprio in casa.
In Nazionale ha fatto il proprio esordio il 24 marzo 2001 contro l'Albania. E' andato a segno dopo soli 17 minuti, mettendo subito in mostra le proprie spiccate attitudini realizzative. Diventa celebre anche per il salto mortale eseguito dopo ogni rete, un gesto atletico che poi gli sarà proibito da vari allenatori, per non rischiare l'osso del collo.
L'estate scorsa ha dichiarato a un giornale tedesco di essere intenzionato a seguire le orme del proprio compagno di difesa Lucio, ingaggiato dall'Inter. Non hai fatto mistero della propria simpatia verso Josè Mourinho, con il quale avrebbe voluto lavorare, ma anche nei confronti dell'Italia (si parlò anche di un suo passaggio alla Roma). Non ha escluso nemmeno la possibilità di volare in Inghilterra, magari al Liverpool. Alla fine, però, potrebbe chiudere la propria carriera dove l'aveva cominciata nel 1999, in Germania.
Intanto, ai Mondiali sudafricani, vuole dimostrare di essere ancora lui il re dei bomber, per continuare a nutrirsi di gol e per spingere la Germania più in alto possibile. L'Inter può aspettare, almeno per il momento.
Miroslav Marian Klose, nato a Opole (Polonia) il 9 giugno 1978, e' un figlio dello sport: suo padre, Josef, giocò nell'Auxerre, in Francia, mentre sua madre Barbara Jez è stata una buona giocatrice di pallamano. La sua presenza nella Nazionale dei "bianchi" è da ricondurre alle radici tedesche della famiglia. Poco importa se il superbomber sia nato in Polonia e la madre abbia vestito la maglia della nazionale polacca di pallamano.
Klose è il più classico dei giocatori d'area di rigore, decisivo non solo per la spiccata propensione al gol, per il suo modo di inquadrare la porta, ma anche per come riesce a conquistarsi spazio nell'area avversaria. Possiede un ottimo colpo di testa ed è inoltre dotato di grande astuzia nell'area avversaria: abbina la potenza fisica all'opportunismo, il senso della posizione a una buona tecnica individuale. Un brutto cliente per qualsiasi difensore, insomma.
Attualmente gioca nel Bayern Monaco allenato dall'olandese Louis Van Gaal, ma in passato ha indossato le maglie del Kaiserslautern (cinque anni) e del Werder Brema (per tre stagioni). E' stato vicecampione del mondo in Corea e Giappone (segnando 5 gol in sette partite e risultando secondo solo a Ronaldo) alle spalle del Brasile, vicecampione d'Europa in Austria e Svizzera e terzo all'ultimo Mondiale, disputato proprio in casa.
In Nazionale ha fatto il proprio esordio il 24 marzo 2001 contro l'Albania. E' andato a segno dopo soli 17 minuti, mettendo subito in mostra le proprie spiccate attitudini realizzative. Diventa celebre anche per il salto mortale eseguito dopo ogni rete, un gesto atletico che poi gli sarà proibito da vari allenatori, per non rischiare l'osso del collo.
L'estate scorsa ha dichiarato a un giornale tedesco di essere intenzionato a seguire le orme del proprio compagno di difesa Lucio, ingaggiato dall'Inter. Non hai fatto mistero della propria simpatia verso Josè Mourinho, con il quale avrebbe voluto lavorare, ma anche nei confronti dell'Italia (si parlò anche di un suo passaggio alla Roma). Non ha escluso nemmeno la possibilità di volare in Inghilterra, magari al Liverpool. Alla fine, però, potrebbe chiudere la propria carriera dove l'aveva cominciata nel 1999, in Germania.
Intanto, ai Mondiali sudafricani, vuole dimostrare di essere ancora lui il re dei bomber, per continuare a nutrirsi di gol e per spingere la Germania più in alto possibile. L'Inter può aspettare, almeno per il momento.