Gary Lineker, capocannoniere ai Mondiali del 1986 in Messico e profondo conoscitore della materia, un giorno sentenziò: "Il calcio è un gioco semplice, ventidue uomini rincorrono il pallone e alla fine vincono i tedeschi". Nelle parole del centravanti inglese c'è la vera essenza del calcio della Germania. Anche per l'ennesima avventura Mondiale, a Sudafrica 2010.
Potenza, voglia, forza, tenacia: sono rudimenti comportamentali che rendono la nazionale tre volte campione del mondo un osso durissimo per tutti. A prescindere dalla qualità tecnica complessiva, dai nomi e dal modo di giocare. Il bilancio della Germania nei maggiori tornei internazionali è storicamente impressionante: 3 Mondiali e 3 Europei vinti, 7 finali di Coppa del mondo disputate, 6 nel torneo continentale. E' un luogo comune che i tedeschi arrivino sempre pronti agli appuntamenti più importanti, perchè anche loro hanno conosciuto più di una disfatta. Ma è un luogo comune in larga parte suffragato dai numeri e dalle statistiche. Quello che sorprende è che raramente la Germania ha avuto una rosa più competitiva di quella brasiliana o argentina, ma un posto tra le prime quattro è quasi sempre riuscita a ritagliarselo.
Se da un lato emerge, come la storia insegna, una cospicua dose di fortuna (i Mondiali di Italia '90 o Corea-Giappone 2002 rappresentano una testimonianza significativa) sarebbe riduttivo parlare solo di congiunzioni astrali, quando c'è di mezzo la cosiddetta Fussballnationalmannschaft. La disciplina teutonica esiste, e il rigore con cui i bianchi affrontano Mondiali ed Europei aiuta ed agevola le prestazioni.
I tedeschi si presentano alla fase finale della Coppa del mondo in Sudafrica con il ruolo di outsider, dopo un girone di qualificazione in cui non hanno offerto un calcio di alto profilo, e assolutamente in linea con il livello della Bundesliga. La Nazionale, però, fa storia a sé. Anche in questa edizione del Mondiale, non ci saranno grandi campioni, ma "solo" buoni calciatori. Il selezionatore Joachim Loew (all'esordio in un Mondiale) non potrà far leva su nomi di grido, ma su un giusto mix tra vecchia guardia e giovani che s'impongono per la prima volta alla ribalta internazionale. Il ct, tuttavia, dovrà fare a meno di un paio di elementi preziosi: oltre al portiere del Bayer Leverkusen, Renè Adler, che era candidato a partire titolare ed invece dovrà guardare il Mondiale dalla tv a causa di un infortunio (forse Neuer al suo posto), in Sudafrica non ci sarà nemmeno Michael Ballack. L'uomo-faro del gioco tedesco ha subito un infortunio alla caviglia durante la finale di Fa Cup disputata dal Chelsea contro il Portsmouth. Quindi, addio Mondiali.
La difesa potrà invece contare su giocatori di lungo corso, come Lahm, Mertesacker e Friedrich. Tasci, con i suoi 23 anni, rappresenta il nuovo che avanza. E' forse il centrocampo il reparto maggiormente da decifrare: Trochowski e Schweinsteiger garantiranno sicuramente qualità e quantità. L'attacco, come dimostrato nel girone di qualificazione, può garantire gol a grappoli, con Klose, Podolski, Gomez e il brasiliano naturalizzato Cacau.
Il ct, ormai in perenne polemica per lo scarso spazio che la Bundesliga concede alla sua Nazionale, dovrà far leva quasi esclusivamente sulla solidità della squadra. Loew, tuttavia, potrà anche contare su una qualità media della rosa tutto sommato elevata, pur senza avere a disposizione un Kakà, un Messi o un Cristiano Ronaldo. Scommettere sulla Germania tra le prime quattro non è certamente un azzardo, visti i precedenti e tenendo conto che è fermamente intenzionata a far bene in questo Mondiale anche per onorare al meglio la memoria di Enke, il suo portiere che, malato di depressione, si è suicidato nel novembre scorso.
Potenza, voglia, forza, tenacia: sono rudimenti comportamentali che rendono la nazionale tre volte campione del mondo un osso durissimo per tutti. A prescindere dalla qualità tecnica complessiva, dai nomi e dal modo di giocare. Il bilancio della Germania nei maggiori tornei internazionali è storicamente impressionante: 3 Mondiali e 3 Europei vinti, 7 finali di Coppa del mondo disputate, 6 nel torneo continentale. E' un luogo comune che i tedeschi arrivino sempre pronti agli appuntamenti più importanti, perchè anche loro hanno conosciuto più di una disfatta. Ma è un luogo comune in larga parte suffragato dai numeri e dalle statistiche. Quello che sorprende è che raramente la Germania ha avuto una rosa più competitiva di quella brasiliana o argentina, ma un posto tra le prime quattro è quasi sempre riuscita a ritagliarselo.
Se da un lato emerge, come la storia insegna, una cospicua dose di fortuna (i Mondiali di Italia '90 o Corea-Giappone 2002 rappresentano una testimonianza significativa) sarebbe riduttivo parlare solo di congiunzioni astrali, quando c'è di mezzo la cosiddetta Fussballnationalmannschaft. La disciplina teutonica esiste, e il rigore con cui i bianchi affrontano Mondiali ed Europei aiuta ed agevola le prestazioni.
I tedeschi si presentano alla fase finale della Coppa del mondo in Sudafrica con il ruolo di outsider, dopo un girone di qualificazione in cui non hanno offerto un calcio di alto profilo, e assolutamente in linea con il livello della Bundesliga. La Nazionale, però, fa storia a sé. Anche in questa edizione del Mondiale, non ci saranno grandi campioni, ma "solo" buoni calciatori. Il selezionatore Joachim Loew (all'esordio in un Mondiale) non potrà far leva su nomi di grido, ma su un giusto mix tra vecchia guardia e giovani che s'impongono per la prima volta alla ribalta internazionale. Il ct, tuttavia, dovrà fare a meno di un paio di elementi preziosi: oltre al portiere del Bayer Leverkusen, Renè Adler, che era candidato a partire titolare ed invece dovrà guardare il Mondiale dalla tv a causa di un infortunio (forse Neuer al suo posto), in Sudafrica non ci sarà nemmeno Michael Ballack. L'uomo-faro del gioco tedesco ha subito un infortunio alla caviglia durante la finale di Fa Cup disputata dal Chelsea contro il Portsmouth. Quindi, addio Mondiali.
La difesa potrà invece contare su giocatori di lungo corso, come Lahm, Mertesacker e Friedrich. Tasci, con i suoi 23 anni, rappresenta il nuovo che avanza. E' forse il centrocampo il reparto maggiormente da decifrare: Trochowski e Schweinsteiger garantiranno sicuramente qualità e quantità. L'attacco, come dimostrato nel girone di qualificazione, può garantire gol a grappoli, con Klose, Podolski, Gomez e il brasiliano naturalizzato Cacau.
Il ct, ormai in perenne polemica per lo scarso spazio che la Bundesliga concede alla sua Nazionale, dovrà far leva quasi esclusivamente sulla solidità della squadra. Loew, tuttavia, potrà anche contare su una qualità media della rosa tutto sommato elevata, pur senza avere a disposizione un Kakà, un Messi o un Cristiano Ronaldo. Scommettere sulla Germania tra le prime quattro non è certamente un azzardo, visti i precedenti e tenendo conto che è fermamente intenzionata a far bene in questo Mondiale anche per onorare al meglio la memoria di Enke, il suo portiere che, malato di depressione, si è suicidato nel novembre scorso.