BLOEMFONTEIN - E' l'ottavo di finale più intrigante. Fascino vero direttamente dalla storia del calcio europeo. Quello che qui in Sud Africa è stato un mezzo fallimento e che affida a una di loro, più l'Olanda (al momento la meglio del vecchio continente), la missione di salvare la faccia e magari fare pure qualcosa di più. Germania-Inghilterra (Free State Stadium di Bloemfontein, domani alle 16) è una classica che emetterà un verdetto cattivo, perché chi salta fuori verserà di sicuro lacrime acide e amare.
Colpa degli inglesi, incapaci di vincere il girone e costretti adesso a fare un salto di qualità nel gioco per provare ad affondare una Germania che fino a qui ha giocato da sei e mezzo: qualche lode, ma nessuna infamia, visto che la sconfitta con la Serbia è stata figlia anche di una inferiorità numerica lunga quasi tre quarti di partita. Comunque sia, entrambe le squadre sono in crescita. Capello, dopo la vittoria sulla Slovenia, si è detto ottimista sul cammino che verrà. Tutti, per la verità, sono lì che aspettano Rooney, ancora a zero gol. I buoni segnali lanciati dall'attaccante nell'ultima partita (era la Slovenia, comunque) fanno bel sperare i tifosi e i critici inglesi. D'altra parte Rooney non ha ancora segnato un gol mondiale, il che lascia immaginare anche che il ragazzo sia abbastanza affamato.
Altra storia quella di Miroslav Klose, assente contro il Ghana per via dell'espulsione rimediata contro la Serbia, al terzo mondiale è arrivato a quota 12 gol, a sole tre lunghezze dal record di Ronaldo e a due da quello del mito tedesco chiamato Gerd Muller. L'attaccante di origine polacca rientra in gioco nella partita più importante, quella che i giornali Sud Africani, senza andare tanto per il sottile, chiamano "La guerra". Beh, esagerazioni a parte, di sicuro nei giorni scorsi Beckenbauer non aveva lavorato per la costruzione di un clima idilliaco. Per il Kaiser l'Inghilterra vista contro gli Usa era una squadra arretrata dal punti di vista del gioco e della mentalità. Insomma, bei pensieri per Capello, sul quale poi il mito vivente del calcio crucco aveva un po' corretto il tiro con qualche buon aggettivo figlio della diplomazia.
Resta il fatto che il calcio della nazionale inglese di sicuro deve ancora sbocciare. E in questa ricerca Capello spinge avanti al stessa formazione che ha battuto la Slovenia, con Defoe in attacco (Loew invece capirà stasera se avrà o no a disposizione Schweinsteiger). Ma oltre alle scelte tecniche non mancano anche quelle scaramantiche. L'Inghilterra, infatti, giocherà con la divisa rossa, come è accaduto nella partita contro la Slovenia. "Ci porta bene", dicono quelli dello staff tecnico. Un'arma in più, allora, per sperare di andare oltre, magari chiudendo la partita prima dei rigori, quelli che spinsero fuori gli inglesi da Italia '90 proprio nella semifinale con la Germania. E se i tedeschi di una certa età ancora non hanno perdonato il gol fantasma di Hurst che consegnò all'Inghilterra il suo unico mondiale, quello giocato in casa loro nel '66, ai più giovani, per meditare una rivincita, basta pensare al terribile 1-5 rimediato in terra tedesca nella sfida di qualificazione ai campionati nippo-coreani: tripletta di Owen, quindi Gerrard e Heskey. Il fatto che due su tre domani saranno in campo forse vorrà dire qualcosa, chissà.
Colpa degli inglesi, incapaci di vincere il girone e costretti adesso a fare un salto di qualità nel gioco per provare ad affondare una Germania che fino a qui ha giocato da sei e mezzo: qualche lode, ma nessuna infamia, visto che la sconfitta con la Serbia è stata figlia anche di una inferiorità numerica lunga quasi tre quarti di partita. Comunque sia, entrambe le squadre sono in crescita. Capello, dopo la vittoria sulla Slovenia, si è detto ottimista sul cammino che verrà. Tutti, per la verità, sono lì che aspettano Rooney, ancora a zero gol. I buoni segnali lanciati dall'attaccante nell'ultima partita (era la Slovenia, comunque) fanno bel sperare i tifosi e i critici inglesi. D'altra parte Rooney non ha ancora segnato un gol mondiale, il che lascia immaginare anche che il ragazzo sia abbastanza affamato.
Altra storia quella di Miroslav Klose, assente contro il Ghana per via dell'espulsione rimediata contro la Serbia, al terzo mondiale è arrivato a quota 12 gol, a sole tre lunghezze dal record di Ronaldo e a due da quello del mito tedesco chiamato Gerd Muller. L'attaccante di origine polacca rientra in gioco nella partita più importante, quella che i giornali Sud Africani, senza andare tanto per il sottile, chiamano "La guerra". Beh, esagerazioni a parte, di sicuro nei giorni scorsi Beckenbauer non aveva lavorato per la costruzione di un clima idilliaco. Per il Kaiser l'Inghilterra vista contro gli Usa era una squadra arretrata dal punti di vista del gioco e della mentalità. Insomma, bei pensieri per Capello, sul quale poi il mito vivente del calcio crucco aveva un po' corretto il tiro con qualche buon aggettivo figlio della diplomazia.
Resta il fatto che il calcio della nazionale inglese di sicuro deve ancora sbocciare. E in questa ricerca Capello spinge avanti al stessa formazione che ha battuto la Slovenia, con Defoe in attacco (Loew invece capirà stasera se avrà o no a disposizione Schweinsteiger). Ma oltre alle scelte tecniche non mancano anche quelle scaramantiche. L'Inghilterra, infatti, giocherà con la divisa rossa, come è accaduto nella partita contro la Slovenia. "Ci porta bene", dicono quelli dello staff tecnico. Un'arma in più, allora, per sperare di andare oltre, magari chiudendo la partita prima dei rigori, quelli che spinsero fuori gli inglesi da Italia '90 proprio nella semifinale con la Germania. E se i tedeschi di una certa età ancora non hanno perdonato il gol fantasma di Hurst che consegnò all'Inghilterra il suo unico mondiale, quello giocato in casa loro nel '66, ai più giovani, per meditare una rivincita, basta pensare al terribile 1-5 rimediato in terra tedesca nella sfida di qualificazione ai campionati nippo-coreani: tripletta di Owen, quindi Gerrard e Heskey. Il fatto che due su tre domani saranno in campo forse vorrà dire qualcosa, chissà.