Inghilterra

IL PROTAGONISTA

Il "Pelè bianco"
a caccia del titolo

Wayne Rooney ha vinto tutto tranne il Mondiale. In qualità di leader della nazionale inglese, in Sudafrica può provare a colmare questa lacuna, per portare all'apice una carriera già ricca di successi

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E' una sfida fra extraterrestri quella tra Wayne Rooney e Lionel Messi. Con un terzo incomodo: Diego Milito. L'inglese, nella corsa al Pallone d'oro 2010 che lo vedrà opposto ai due argentini di Barcellona e Inter, ha perso terreno con l'eliminazione ai quarti di Champions del Manchester, ma può rifarsi con gli interessi vincendo i mondiali, che sarebbe la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria.

In Sudafrica guiderà l'attacco di un'Inghilterra mai così competitiva. Ventiquattro anni, rapido, potente, gran tecnica e fiuto del gol, Rooney era un ragazzino di venti anni quando la nazionale di Sven Goran Eriksson andò in ritiro per Germania 2006 nella Foresta Nera, eppure era già un veterano avendo esordito a diciassette anni. Tutto era già sulle sue spalle, un brutto infortunio in campionato minacciava di tenerlo fuori e l'Inghilterra trattenne il fiato. Lui spinse, certamente troppo, perché recuperò in tempo per la seconda partita ma fu poi involontariamente causa della sconfitta fatale contro il Portogallo, quando fu espulso per un fallo violento su Ricardo Carvalho e litigò con l'allora compagno di club Cristiano Ronaldo. Stavolta sta meglio di quattro anni fa, ma nelle ultime partite ha stretto i denti per una caviglia che non va a posto, senza contare la pubalgia che lo affligge.

In questi quattro anni, Rooney si è coperto di gloria vincendo praticamente tutto con il Manchester United, agli ordini di un Alex Ferguson che da diamante grezzo l'ha reso giocatore universale, trasformandolo in quello che in Inghilterra viene chiamato "il Pelè bianco". Con i "Red Devils", l'ex pugile (da bambino Wayne praticava la boxe) ha messo in cassaforte campionati, una Champions e un mondiale per club. Gol a valanga ogni anno, ma soprattutto una straordinaria maturità acquisita e la capacità di giocare in ogni zona del campo pur essendo l'attaccante forse più pericoloso al mondo. E' riuscito a mettere a profitto al meglio anche la partenza di un attaccante altrettanto forte pur se molto diverso da lui, come Cristiano Ronaldo, riportando quest'anno l'impressionante bottino di 34 reti e assumendosi nuove responsabilità. Così come ha fatto nella vita, da quando la moglie Coleen ha dato alla luce il piccolo Kai, e come è pronto a fare in Sudafrica da leader della nazionale.