RUSTENBURG - Dopo l'infortunio che ha messo ko Rio Ferdinand, Fabio Capello appare sconsolato e rassegnato. Già costretto mesi fa a togliere la fascia da capitano a John Terry dopo le rivelazioni dei tabloid sulla relazione extra-coniugale del capitano del Chelsea con Vanessa Perroncel, il ct perde un altro leader.
"UNA MALEDIZIONE" - "Il mio primo giorno qui non poteva andare peggio". Parla chiaro Fabio Capello, dopo l'infortunio al collaterale del ginocchio sinistro nella prima sessione di allenamento a Rustenburg rimediato da Ferdinand. "E' stato un infortunio accidentale in allenamento, ma non ha niente a che fare con il campo. E' la maledizione del capitano", dice il tecnico italiano. Steven Gerrard sarà ora il nuovo capitano, ma il forfait di Rio Ferdinand pesa sul morale di tutti. "Tutti i giocatori che sono qui con me sono importanti. Ma lui era il capitano, un leader", dice sconsolato Capello. "Ma sono imprevisti che bisogna mettere in conto: a volte accade durante una partita, altre in allenamento, in alcuni casi anche prima di una finale".
ECCO DAWSON - Intanto oggi in Sudafrica è arrivato Michael Dawson, difensore del Tottenham chiamato a sostituire Ferdinand nella rosa inglese. "Un momento prima stavo cercando di organizzare la mia vacanza, poi ricevo una chiamata in cui vengo informato dell'infortunio di Rio e infine mi viene detto di farmi trovare pronto entro un'ora per partire. E' stata una giornata folle, le cose possono cambiare in una frazione di secondo", il commento di Dawson.
FERDINAND AVVILITO - Alla maledizione del capitano crede anche lo stesso Rio Ferdinand, le cui parole sono riportate dal suo manager Pini Zahavi. "Rio ha detto: 'Penso che qualcuno mi abbia maledetto'", racconta l'agente, secondo il quale il difensore del Manchester United è molto avvilito. "Sta molto giù di morale. Non riesce a darsi una spiegazione sul perché proprio a lui. Questo infortunio non ha nulla a che fare con quelli avuti in precedenza. E' completamente diverso, è stato molto sfortunato", prosegue Zahavi. "Rio si sentiva forte ed era pronto per il Mondiale. Aspettava da tempo questo torneo, voleva aiutare l'Inghilterra a vincere. Ma è un uomo forte e tornerà. Sono sicuro che guiderà l'Inghilterra ai prossimi Mondiali fra quattro anni", conclude Zahavi.
"UNA MALEDIZIONE" - "Il mio primo giorno qui non poteva andare peggio". Parla chiaro Fabio Capello, dopo l'infortunio al collaterale del ginocchio sinistro nella prima sessione di allenamento a Rustenburg rimediato da Ferdinand. "E' stato un infortunio accidentale in allenamento, ma non ha niente a che fare con il campo. E' la maledizione del capitano", dice il tecnico italiano. Steven Gerrard sarà ora il nuovo capitano, ma il forfait di Rio Ferdinand pesa sul morale di tutti. "Tutti i giocatori che sono qui con me sono importanti. Ma lui era il capitano, un leader", dice sconsolato Capello. "Ma sono imprevisti che bisogna mettere in conto: a volte accade durante una partita, altre in allenamento, in alcuni casi anche prima di una finale".
ECCO DAWSON - Intanto oggi in Sudafrica è arrivato Michael Dawson, difensore del Tottenham chiamato a sostituire Ferdinand nella rosa inglese. "Un momento prima stavo cercando di organizzare la mia vacanza, poi ricevo una chiamata in cui vengo informato dell'infortunio di Rio e infine mi viene detto di farmi trovare pronto entro un'ora per partire. E' stata una giornata folle, le cose possono cambiare in una frazione di secondo", il commento di Dawson.
FERDINAND AVVILITO - Alla maledizione del capitano crede anche lo stesso Rio Ferdinand, le cui parole sono riportate dal suo manager Pini Zahavi. "Rio ha detto: 'Penso che qualcuno mi abbia maledetto'", racconta l'agente, secondo il quale il difensore del Manchester United è molto avvilito. "Sta molto giù di morale. Non riesce a darsi una spiegazione sul perché proprio a lui. Questo infortunio non ha nulla a che fare con quelli avuti in precedenza. E' completamente diverso, è stato molto sfortunato", prosegue Zahavi. "Rio si sentiva forte ed era pronto per il Mondiale. Aspettava da tempo questo torneo, voleva aiutare l'Inghilterra a vincere. Ma è un uomo forte e tornerà. Sono sicuro che guiderà l'Inghilterra ai prossimi Mondiali fra quattro anni", conclude Zahavi.