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Stampa contro Capello
"Ha finito le idee"

I giornali britannici si scatenano contro il ct e i giocatori dopo il pari contro l'Algeria: "Uno spettacolo patetico", scrive il Daily Mail. Contestato anche Rooney per la reazione contro i tifosi. E il Sun chiede scusa a Eriksson...

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LONDRA - Forse l'errore di Fabio Capello è stato di non portare la sua squadra al cinema. Invece Rabah Saadane, allenatore dell'Algeria, che a differenza dell'allenatore dell'Inghilterra non guadagna 6 milioni di sterline l'anno (ed è l'unico allenatore africano del Mondiale - tutte le altre squadre del continente sono guidate da coach stranieri), ce li ha portati, i suoi giocatori, al cinema, prima della partita di venerdì sera contro la nazionale inglese: li ha chiusi in una saletta dell'albergo dove soggiornano, ha preso un dvd e ha fatto vedere loro un film. Non un film qualsiasi: "La battaglia di Algeri", il capolavoro del regista italiano Gillo Pontecorvo, epica rivisitazione della lotta del popolo algerino, con ogni mezzo, per l'indipendenza. E quando i giocatori sono entrati in campo, chissà, forse hanno pensato di essere i loro nonni contro i colonialisti francesi. Hanno lottato, hanno combattuto, hanno corso, hanno ottenuto un pareggio che, dal loro punto di vista, è storico: quasi come l'indipendenza.

L'indiscrezione sul "segreto" cinematografico della prestazione dell'Algeria, pubblicata sul quotidiano londinese Guardian di oggi, è accompagnata da parole di scherno per l'Inghilterra: col senno di poi, se Capello avesse fatto vedere un film ai suoi, avrebbe dovuto scegliere una commediola, anzi, una farsa. Che però rischia di finire in tragedia. La stampa britannica stamani non ha voglia di scherzare. "Nessuna scintilla, nessun ardimento, nessuna speranza", titola il Guardian. "Senza gol, senza coraggio, pronti a tornare a casa?", titola l'Independent. "E' questo tutto quello di cui siamo capaci?", si domanda a tutta pagina il Daily Mail, aggiungendo: "Uno spettacolo patetico". E, in un articolo che fa il resoconto dell'angoscia dei tifosi nei pub di Londra, lo stesso giornale si chiede: "Vinceremo mai?" Per il Telegraph, l'Inghilterra è stata "senza spina dorsale e senza idee". Il Times suggerisce ai fans di cambiare canale, dalla prossima settimana, e sintonizzarsi su Wimbledon: "Non ci sono vuvuzuela, la palla non ha uno strano effetto, e chissà che Andy Murray (sebbene scozzese, ndr) non dia più soddisfazioni ai tifosi di casa".

Lo scrittore Simon Barnes, scrivendo sul Daily Mirror, fa un'ipotesi: "Il problema è che abbiamo sempre aspettative troppo alte. Ci illudiamo che ogni volta sia la volta buona per riprenderci la Coppa del Mondo, come non siamo più stati capaci di fare dal 1966. Ma può darsi che l'Inghilterra sia una squadra modesta, che la Coppa non la vincerà più, a meno di sorprese clamorose". Sui giornali si sprecano le analisi tecniche e quelle psicologiche. Gerrard dovrebbe giocare più avanti, stare più vicino a Rooney. Questa squadra ha paura. Le sue tre stelle non brillano: Rooney, Gerrard e Lampard sembrano le comparse dei giocatori che si sono visti in campionato e nelle coppe europee.

Nel mirino c'è soprattutto Rooney. Che ha perso le staffe, uscendo dal campo, al termine dei 90 minuti contro l'Algeria. Mentre un cameramen lo inquadrava, e mentre dagli spalti scendevano salve di fischi contro la sua squadra, ha guardato dentro l'obiettivo e ha detto: "Bello vedere i tuoi tifosi che ti fischiano, e questi sarebbero i nostri sostenitori". Commentano i giornali inglesi: Wayne è frustrato perché non segna più. La scusante è che due mesi fa si è infortunato e non è, probabilmente, tornato più al meglio della sua forma. Ma qualcuno sottolinea anche che, senza Cristiano Ronaldo, il Manchester United non ha più vinto niente. Anche su Rooney, forse, le aspettative sono esagerate.

E per finire, non può mancare il processo a Capello. Era considerato il "salvatore della patria", durante le qualificazioni. "Se non vinciamo allenati da lui, non vinceremo allenati da nessun altro", scrivevano i giornali di Londra. Ma ora gli rimproverano di non essere riuscito a creare l'alchimia giusta nel momento più importante. Di essere troppo freddo con la squadra. Di avere sbagliato tattica. "E' venuta l'ora di rimpiangere Eriksson", scrive il Telegraph, ricordando che, con lo svedese, l'Inghilterra ai mondiali 2006 almeno arrivò ai quarti di finale e fu eliminata solo ai rigori. Con l'aria che tira, quella di Capello con la Slovenia potrebbe essere la sua ultima partita da coach della nazionale inglese, se non finisce con una vittoria e con la qualificazione agli ottavi. Suggerimento: porti i suoi al cinema, prima del match. Si procuri il dvd di "Momenti di gloria", il film sulle vittorie strappate con i denti dagli atleti inglesi alle Olimpiadi degli anni Trenta. Magari il trucco dell'allenatore algerino funziona.