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"E' la gara più importante
della mia carriera"

Fabio Capello avverte la tensione della sfida decisiva ai balcanici: "Non abbiamo altra scelta che vincere. La difficoltà è psicologica, quando sei sotto pressione capita che le gambe non girino a dovere"
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RUSTENBURG - Per salvarsi dal naufragio, cioè dall'eliminazione meno attesa di sempre, l'Inghilterra dovrà battere la Slovenia a Port Elizabeth. Nient'altro, a parte un complicato intreccio che prevede un pareggio per 3-3 dell'Inghilterra e uno 0-0 degli Usa con l'Algeria. Di fatto, è obbligatorio vincere. La tensione sale, l'attesa nel Regno Unito è altissima, la pressione sui giocatori gigantesca. E persino Fabio Capello, l'uomo di tutte le stagioni, vent'anni di successi su ogni panchina, il navigatore dei sette mari, parla con la Bbc e ammette: "E' una delle partite più importanti della mia carriera. Non abbiamo altra scelta che vincere". E ribadisce come il problema della squadra, che ha pareggiato la prime due partite contro Usa e Algeria, non sia affatto di natura tecnica o tattica: "E' assolutamente una questione psicologica. Quando sei sotto pressione, una grande pressione, capita che le gambe non girino a dovere. I risultati…
RUSTENBURG - Per salvarsi dal naufragio, cioè dall'eliminazione meno attesa di sempre, l'Inghilterra dovrà battere la Slovenia a Port Elizabeth. Nient'altro, a parte un complicato intreccio che prevede un pareggio per 3-3 dell'Inghilterra e uno 0-0 degli Usa con l'Algeria. Di fatto, è obbligatorio vincere. La tensione sale, l'attesa nel Regno Unito è altissima, la pressione sui giocatori gigantesca. E persino Fabio Capello, l'uomo di tutte le stagioni, vent'anni di successi su ogni panchina, il navigatore dei sette mari, parla con la Bbc e ammette: "E' una delle partite più importanti della mia carriera. Non abbiamo altra scelta che vincere". E ribadisce come il problema della squadra, che ha pareggiato la prime due partite contro Usa e Algeria, non sia affatto di natura tecnica o tattica: "E' assolutamente una questione psicologica. Quando sei sotto pressione, una grande pressione, capita che le gambe non girino a dovere. I risultati finora non sono stati buoni perché lo spirito non è stato quello giusto per 90 minuti. Solo per 5 o 6 minuti a partita, ed è troppo poco. Spero che nella gara decisiva torni quello spirito che avevamo ammirato durante le qualificazioni".

Come già si era appreso nella mattinata di oggi, nella riunione di ieri, cui hanno preso parte i giocatori e che secondo John Terry doveva essere un'occasione di riflessione collettiva, in realtà non si è verificata nessuna seduta di autocoscienza, e neppure un accenno di ammutinamento, anzi. Capello conferma: "Durante l'incontro abbiamo osservato la gara contro l'Algeria, abbiamo analizzato gli errori e non c'è stato nessun commento. Né durante l'analisi, né dopo". Quanto alle spaccature che ci sarebbero nello spogliatoio, tra giocatori che in teoria sono con Capello e altri che invece ne contestano i metodi, il tecnico smentisce ogni voce: "L'umore è alto, sia in ritiro sia durante gli allenamenti. E' fantastico, è incredibile. I giocatori si allenano bene, sono sorridenti, uniti, si trovano a meraviglia come se fosse il miglior periodo delle loro vite. Ma vorrei vedere questo atteggiamento anche in campo, non solo in allenamento".

Si parla di qualche giocatore che sarebbe scontento per la noia del ritiro o per le metodologie di allenamento, ma anche qui Capello cerca di allontanare dubbi e polemiche, precisando: "Abbiamo preparato tutto alla perfezione per i giocatori, oltre ad allenarsi possono nuotare, andare in palestra, inoltre sono liberi di andare dove vogliono. Tutto è più o meno perfetto. Poi è chiaro, siamo qui per giocare una Coppa del mondo, non per fare vacanze".

E la risposta a Terry, che si era lagnato per la noia del ritiro, è piuttosto diretta. Anche perché pare proprio che Terry, raccontando ai media dell'assemblea plenaria che poi non è stata tale (e per cui è stato bacchettato dallo stesso Capello, che gli ha 'consigliato' di parlare dei problemi in privato), avesse parlato per sé e per qualche altro compagno scontento di Capello (Terry non ha perdonato al tecnico di avergli tolto la fascia di capitano, il suo amico Joe Cole di non aver mai giocato in questo Mondiale), ma non a nome dell'intero gruppo. In cui, in effetti, qualche crepa c'è. Ma è logico che la vittoria sulla Slovenia, e il passaggio agli ottavi, farà passare in secondo piano le incompresioni. Però fino alla partita, in cui si decide il destino di tutti, un macigno pesantissimo grava sulla testa e sui cuori.