ROMA - "Non illudiamoci, il nostro calcio non lo può salvare Marcello Lippi". Demetrio Albertini, vicepresidente Figc ed ex calciatore, è rimasto scottato dall'Uefa che ha assegnato gli Euro 2016 alla Francia, ma guarda avanti: il calcio italiano adesso rischia davvero il declino. Cosa si può fare? "Intendiamoci bene: io tifo Lippi - spiega -: sono convinto che abbia fatto un ottimo lavoro e che l'Italia possa essere protagonista in Sudafrica. Ma il risultato sportivo non potrebbe risolvere i nostri problemi. Soprattutto quello che è vitale per il nostro calcio: gli impianti".
Il vero problema che frena il nostro mondo è davvero quello degli impianti. Vecchi, brutti, pericolosi, e con una legge ferma da oltre un anno fra Senato e Camera. A Ginevra, Albertini è rimasto a bocca aperta davanti a Sarkozy: "Proprio così, io sono rimasto incantato dal suo discorso e se avessi potuto avrei votato per la Francia. Ha parlato da vero capo di Stato quando ha spiegato che gli Europei sono un'opportunità per uscire dalla crisi economica e un'eredità da lasciare alle generazioni future. Gli stadi sono una necessità vitale, non solo economica ma soprattutto sociale. Sarkozy l'ha capito".
L'Italia a Ginevra era rappresentata da Rocco Crimi, che è stato abbandonato dal governo e forse la Figc avrebbe fatto meglio a ritirare la sua candidatura. "Abbandonati non è la parola giusta. E Crimi non ha colpe. Era una competizione sportiva e io voglio vincere o perdere sul campo: non era giusto ritirarci, Abete ha fatto un ottimo lavoro. Il nostro dossier era all'altezza del francese".
Albertini è rimasto male per le parole di Platini. "Ha detto 'arrangiatevi'... sono rimasto davvero amareggiato. Ma come? L'Italia ha dato cinque squadre finaliste negli ultimi 7 anni in Champions, ha vinto il Mondiale 2006. L'Uefa ha concesso l'opportunità di rifarsi gli stadi e crescere a tutti. Al Portogallo, alla Polonia, all'Inghilterra, ora alla Francia. A tutti e a noi no. Mai". È vero: abbiamo perso due Europei di fila, 2012 e 2016, ma il nostro calcio in tutti questi anni non ha mai imparato a camminare da solo. "L'Europeo era un'opportunità unica - conclude Albertini - ma è anche vero che siamo troppo pressappochisti, dobbiamo darci da fare in fretta, altrimenti stavolta rischiamo di restare tagliati fuori dal resto d'Europa".
Il vero problema che frena il nostro mondo è davvero quello degli impianti. Vecchi, brutti, pericolosi, e con una legge ferma da oltre un anno fra Senato e Camera. A Ginevra, Albertini è rimasto a bocca aperta davanti a Sarkozy: "Proprio così, io sono rimasto incantato dal suo discorso e se avessi potuto avrei votato per la Francia. Ha parlato da vero capo di Stato quando ha spiegato che gli Europei sono un'opportunità per uscire dalla crisi economica e un'eredità da lasciare alle generazioni future. Gli stadi sono una necessità vitale, non solo economica ma soprattutto sociale. Sarkozy l'ha capito".
L'Italia a Ginevra era rappresentata da Rocco Crimi, che è stato abbandonato dal governo e forse la Figc avrebbe fatto meglio a ritirare la sua candidatura. "Abbandonati non è la parola giusta. E Crimi non ha colpe. Era una competizione sportiva e io voglio vincere o perdere sul campo: non era giusto ritirarci, Abete ha fatto un ottimo lavoro. Il nostro dossier era all'altezza del francese".
Albertini è rimasto male per le parole di Platini. "Ha detto 'arrangiatevi'... sono rimasto davvero amareggiato. Ma come? L'Italia ha dato cinque squadre finaliste negli ultimi 7 anni in Champions, ha vinto il Mondiale 2006. L'Uefa ha concesso l'opportunità di rifarsi gli stadi e crescere a tutti. Al Portogallo, alla Polonia, all'Inghilterra, ora alla Francia. A tutti e a noi no. Mai". È vero: abbiamo perso due Europei di fila, 2012 e 2016, ma il nostro calcio in tutti questi anni non ha mai imparato a camminare da solo. "L'Europeo era un'opportunità unica - conclude Albertini - ma è anche vero che siamo troppo pressappochisti, dobbiamo darci da fare in fretta, altrimenti stavolta rischiamo di restare tagliati fuori dal resto d'Europa".