SESTRIERE (Torino) - Antonio Di Natale è il numero 10 dell'Italia, viene dopo Baggio, Del Piero e Totti, ha lo stesso numero di Messi e ha anche segnato, non solo quest'anno, il triplo di Cassano e Balotelli. Pure più di Milito, se è per quello. Secondo Zambrotta è al livello di Torres. E per Buffon, "se lo metti di fianco a Messi, tutta 'sta differenza non si nota".
Di Natale, è vero o l'hanno sparata grossa?
"Ringrazio tutti, in effetti sono complimenti niente male. D'altronde, Buffon me lo dice sempre".
Cosa?
"Che se giocassi in una grande squadra, tutti parlerebbero di me. E mi fa anche le interviste".
Interviste?
"Continua a chiedermi come mai dall'Udinese non mi abbia mai portato via nessuno".
E lei come risponde?
"Che anche l'Udinese è una grande squadra: mi ha portato in Champions, in Europa League, in Nazionale. Mi ha permesso di vincere la classifica cannonieri. Mi ha dato la fascia di capitano, l'affetto della gente, il calore di una città dove si vive benissimo".
Se lei è il nostro Messi, perché in Italia ci si lamenta che a questa Nazionale manchi il talento?
"Lippi ha fatto le scelte giuste. A questa squadra non manca nulla".
Nulla nulla?
"L'Italia è fatta così. In questa maniera funziona e ottiene risultati. Bisogna avere fiducia".
Lei avrà il numero 10: sa che molti spettatori stranieri si chiederanno chi è questo Di Natale?
"Lo so, è normale, ma non mi interessa. Giocando in una squadra piccola ti guardano di meno, ma non posso tormentarmi per questo. I numeri sono dalla mia parte".
In Sudafrica andrà il miglior Di Natale che ci sia mai stato?
"No, due campionati fa stavo giocando ancora meglio ma sul più bello mi sono infortunato, proprio con la Nazionale, e ho dovuto ricominciare da capo".
Ha temuto di perdere tutto?
"Sì, ho avuto paura. Mi hanno fatto lavorare tanto e adesso eccomi qui, da capocannoniere".
Lei è stato portato in Nazionale da Trapattoni, si è affermato con Donadoni ed è stato rilanciato da Lippi: cosa significa?
"Vuol dire che tanti anni di lavoro hanno avuto un senso, che anche giocando in una squadra poco blasonata si possono ottenere buoni risultati. Forse vuol anche dire che il mio modo di giocare e di comportarmi piace agli allenatori".
Pensa che il Mondiale possa aprirle le porte di una grande?
"No, la mia scelta di restare a Udine è definitiva e non mi pesa per nulla. Un gol per l'Udinese vale doppio, non è come con Inter e Roma: lì è tutto più facile. Arrivare a grandi traguardi partendo dal basso è più gratificante".
Pensa che basterà la fantasia di Di Natale per accendere l'Italia?
"Spero di sì, in ogni caso da sola la fantasia non basta: per formare una buona squadra, ma anche un buon giocatore, servono tante qualità e noi le abbiamo tutte. A livello di tecnica pura ce n'è un po' di meno, adesso, rispetto ad altre Nazionali. Ma sapremo compensare".
Due anni fa arrivò agli Europei dopo aver giocato un eccellente girone di qualificazione, ma in Austria deluse: perché adesso dovrebbe essere diverso?
"Perché l'esperienza mi è servita. Nel 2008 la prima partita andò male, Donadoni decise di cambiare e cambiò anche me. Ma adesso sono più maturo e tranquillo: non andrà alla stessa maniera".
E come andrà?
"Ho in testa un nome: Schillaci. Ecco, vorrei imitarlo".
Di Natale, è vero o l'hanno sparata grossa?
"Ringrazio tutti, in effetti sono complimenti niente male. D'altronde, Buffon me lo dice sempre".
Cosa?
"Che se giocassi in una grande squadra, tutti parlerebbero di me. E mi fa anche le interviste".
Interviste?
"Continua a chiedermi come mai dall'Udinese non mi abbia mai portato via nessuno".
E lei come risponde?
"Che anche l'Udinese è una grande squadra: mi ha portato in Champions, in Europa League, in Nazionale. Mi ha permesso di vincere la classifica cannonieri. Mi ha dato la fascia di capitano, l'affetto della gente, il calore di una città dove si vive benissimo".
Se lei è il nostro Messi, perché in Italia ci si lamenta che a questa Nazionale manchi il talento?
"Lippi ha fatto le scelte giuste. A questa squadra non manca nulla".
Nulla nulla?
"L'Italia è fatta così. In questa maniera funziona e ottiene risultati. Bisogna avere fiducia".
Lei avrà il numero 10: sa che molti spettatori stranieri si chiederanno chi è questo Di Natale?
"Lo so, è normale, ma non mi interessa. Giocando in una squadra piccola ti guardano di meno, ma non posso tormentarmi per questo. I numeri sono dalla mia parte".
In Sudafrica andrà il miglior Di Natale che ci sia mai stato?
"No, due campionati fa stavo giocando ancora meglio ma sul più bello mi sono infortunato, proprio con la Nazionale, e ho dovuto ricominciare da capo".
Ha temuto di perdere tutto?
"Sì, ho avuto paura. Mi hanno fatto lavorare tanto e adesso eccomi qui, da capocannoniere".
Lei è stato portato in Nazionale da Trapattoni, si è affermato con Donadoni ed è stato rilanciato da Lippi: cosa significa?
"Vuol dire che tanti anni di lavoro hanno avuto un senso, che anche giocando in una squadra poco blasonata si possono ottenere buoni risultati. Forse vuol anche dire che il mio modo di giocare e di comportarmi piace agli allenatori".
Pensa che il Mondiale possa aprirle le porte di una grande?
"No, la mia scelta di restare a Udine è definitiva e non mi pesa per nulla. Un gol per l'Udinese vale doppio, non è come con Inter e Roma: lì è tutto più facile. Arrivare a grandi traguardi partendo dal basso è più gratificante".
Pensa che basterà la fantasia di Di Natale per accendere l'Italia?
"Spero di sì, in ogni caso da sola la fantasia non basta: per formare una buona squadra, ma anche un buon giocatore, servono tante qualità e noi le abbiamo tutte. A livello di tecnica pura ce n'è un po' di meno, adesso, rispetto ad altre Nazionali. Ma sapremo compensare".
Due anni fa arrivò agli Europei dopo aver giocato un eccellente girone di qualificazione, ma in Austria deluse: perché adesso dovrebbe essere diverso?
"Perché l'esperienza mi è servita. Nel 2008 la prima partita andò male, Donadoni decise di cambiare e cambiò anche me. Ma adesso sono più maturo e tranquillo: non andrà alla stessa maniera".
E come andrà?
"Ho in testa un nome: Schillaci. Ecco, vorrei imitarlo".