BRUXELLES - Marcello Lippi resta tranquillo dopo il ko di Bruxelles contro il Messico nel penultimo test prima del Mondiale. La sconfitta, la sesta nella gestione del tecnico viareggino, non fa perdere l'ottimismo al ct, che sicuramente si aspettava qualcosa in più ma che non dimentica la dura preparazione sostenuta al Sestriere che ha imballato le gambe di Cannavaro e compagni. ''Abbiamo fatto una brutta figura ma non cambio programma - ha detto Lippi a fine gara - Sicuramente potevamo fare meglio ma siamo stati 10 giorni in montagna e siamo a venuti a giocare questa partita contro una squadra che di amichevoli ne ha fatte sette. Il Messico è più in condizione di noi, la partita va letta solo ed esclusivamente da questo punto di vista. Pensavo di stare più avanti ma la differenza di condizione era evidente, noi arrivavamo sempre secondi sulla palla. Così non contano i discorsi su moduli. I miei giocatori li conosco bene e non sono questi. Ho parlato con loro, avevano le gambe pesantissime. Comunque non è importante essere in condizione ora ma farsi trovare pronti tra dieci giorni quando inizierà il mondiale''.
La sconfitta non va giù neanche a Daniele De Rossi. Che però ammette. "Le squadre come il Messico, quando sei ancora appesantito per la preparazione, sono le peggiori da affrontare", il commento del centrocampista della Roma. "Le partite possono anche andare così quando affronti una squadra che ha fatto un mese di preparazione e 4 amichevoli, noi eravamo soltanto alla prima. Mancava la brillantezza per riproporsi e dare una mano ai compagni in avanti. Abbiamo corso parecchio, ci tenevamo a non perdere, ma è chiaro che bisogna migliorare la condizione fisica e unirla alla brillantezza". Il 4-2-3-1 provato da Lippi non ha per nulla convinto, ma De Rossi insiste sulla condizione atletica. "Sarebbe assurdo dire che l'esperimento è naufragato, il mister farà le sue valutazioni, ma c'è la l'alibi della condizione atletica, perché lo paghi anche a livello tattico. Se non stai bene fisicamente ci può stare che non riesci a fare certe cose in campo. Era un'amichevole, aver perso ci dispiace, ma la partita di oggi serviva per altre cose".
Alberto Gilardino è sulla stessa lunghezza d'onda: ''Dopo 15 giorni di lavoro era normale far fatica contro una squadra che invece era alla quarta-quinta partita. La prima del mondiale è tra 12 giorni e ci sono tutti i presupposti per lavorare ancora e migliorare la nostra condizione fisica''.
La sconfitta non va giù neanche a Daniele De Rossi. Che però ammette. "Le squadre come il Messico, quando sei ancora appesantito per la preparazione, sono le peggiori da affrontare", il commento del centrocampista della Roma. "Le partite possono anche andare così quando affronti una squadra che ha fatto un mese di preparazione e 4 amichevoli, noi eravamo soltanto alla prima. Mancava la brillantezza per riproporsi e dare una mano ai compagni in avanti. Abbiamo corso parecchio, ci tenevamo a non perdere, ma è chiaro che bisogna migliorare la condizione fisica e unirla alla brillantezza". Il 4-2-3-1 provato da Lippi non ha per nulla convinto, ma De Rossi insiste sulla condizione atletica. "Sarebbe assurdo dire che l'esperimento è naufragato, il mister farà le sue valutazioni, ma c'è la l'alibi della condizione atletica, perché lo paghi anche a livello tattico. Se non stai bene fisicamente ci può stare che non riesci a fare certe cose in campo. Era un'amichevole, aver perso ci dispiace, ma la partita di oggi serviva per altre cose".
Alberto Gilardino è sulla stessa lunghezza d'onda: ''Dopo 15 giorni di lavoro era normale far fatica contro una squadra che invece era alla quarta-quinta partita. La prima del mondiale è tra 12 giorni e ci sono tutti i presupposti per lavorare ancora e migliorare la nostra condizione fisica''.