FIRENZE - Prandelli va, D'Agostino arrivo. Nel giorno in cui il tecnico di Orzinuovi lascia ufficialmente la Fiorentina dopo cinque anni, il club viola piazza il primo colpo del suo mercato ufficializzando l'acquisto dall'Udinese di Gaetano D'Agostino, 28 anni. Per il centrocampista siciliano contratto triennale da 1,3 milioni a stagione. Domani via al nuovo corso con la presentazione di Sinisa Mihajlovic.
IL SALUTO DI PRANDELLI - Prandelli, che diventerà ct dell'Italia dopo i Mondiali, ha rescisso il contratto insieme al suo vice Gabriele Pin. "Ho rescisso il contratto", si è limitato a dire l'ex tecnico viola all'uscita della sede della società. L'ufficialità è stata data poi dalla stessa Fiorentina con una nota: ''La decisione, presa consensualmente, permetterà a Prandelli di continuare in maniera prestigiosa la sua carriera professionale, sedendosi sulla panchina della Nazionale Italiana. A Cesare Prandelli, e a tutto il suo staff, un in bocca al lupo per la nuova avventura e un ringraziamento sincero per gli splendidi anni di collaborazione trascorsi. Insieme abbiamo fatto grandi cose che non dimenticheremo mai".
Prandelli ha scritto una lettera per salutare Firenze e i tifosi della Fiorentina nel giorno della rescissione del contratto, primo passo per poter diventare ct della nazionale. "A chi mi incontra per strada e mi chiama 'Cesare'; a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi; a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina; a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield; a chi ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola ad una finestra; a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene; a chi ha saputo capire ed apprezzare il significato del silenzio; a chi ha fatto centinaia di chilometri per dire 'io c'erò, quelli di Verona, di Torino e che hanno pianto di gioia con noi; a quelli che ci aspettavano all'aeroporto la notte per cantare 'forza viola'; a chi urlava 'falli correre' e a chi ha corso; a chi mi diceva, toccandomi ogni volta l'anima, 'Grande Mister, uno di noi' oppure 'quando parlo con te è come se parlassi con un parente, fratello, zio cugino, padre non fa differenza. A tutti, a Firenze con la sua eleganza un po' malinconica, la sua diffidenza e la sua generosità, devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore. Cesare".
IL SALUTO DI PRANDELLI - Prandelli, che diventerà ct dell'Italia dopo i Mondiali, ha rescisso il contratto insieme al suo vice Gabriele Pin. "Ho rescisso il contratto", si è limitato a dire l'ex tecnico viola all'uscita della sede della società. L'ufficialità è stata data poi dalla stessa Fiorentina con una nota: ''La decisione, presa consensualmente, permetterà a Prandelli di continuare in maniera prestigiosa la sua carriera professionale, sedendosi sulla panchina della Nazionale Italiana. A Cesare Prandelli, e a tutto il suo staff, un in bocca al lupo per la nuova avventura e un ringraziamento sincero per gli splendidi anni di collaborazione trascorsi. Insieme abbiamo fatto grandi cose che non dimenticheremo mai".
Prandelli ha scritto una lettera per salutare Firenze e i tifosi della Fiorentina nel giorno della rescissione del contratto, primo passo per poter diventare ct della nazionale. "A chi mi incontra per strada e mi chiama 'Cesare'; a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi; a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina; a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield; a chi ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola ad una finestra; a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene; a chi ha saputo capire ed apprezzare il significato del silenzio; a chi ha fatto centinaia di chilometri per dire 'io c'erò, quelli di Verona, di Torino e che hanno pianto di gioia con noi; a quelli che ci aspettavano all'aeroporto la notte per cantare 'forza viola'; a chi urlava 'falli correre' e a chi ha corso; a chi mi diceva, toccandomi ogni volta l'anima, 'Grande Mister, uno di noi' oppure 'quando parlo con te è come se parlassi con un parente, fratello, zio cugino, padre non fa differenza. A tutti, a Firenze con la sua eleganza un po' malinconica, la sua diffidenza e la sua generosità, devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore. Cesare".