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''Dopo il mondiale lascio l'azzurro
Politici, perché parlate di calcio?''

Ringhio Gattuso annuncia l'addio alla nazionale al termine della rassegna in Sudafrica: ''Il mio sogno è guidare la nazionale al Mondiale''. Poi torna sulle polemiche degli ultimi giorni e si mette a disposizione di Lippi: ''So di essere ancora importante per questa squadra''
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CENTURION (Sudafrica) - Quelle in Sudafrica saranno le sue ultime partite in maglia azzurra. Poi, come Cannavaro, anche Gattuso dirà addio alla nazionale e cercherà di tornarci in un'altra veste. ''E' giusto che a 33 anni, per come intendo il calcio io, ci sia spazio per chi ha più benzina e freschezza atletica - dice il centrocampista del Milan -. Da calciatore è il mio ultimo Mondiale, poi ho un sogno: guidare un giorno io la Nazionale al Mondiale''. Saluta anche Ringhio, quindi. Prima però vuole giocarsi fino in fondo questo mondiale ed essere protagonista in campo ''perché faccio ancora il calciatore e non l'allenatore''. Sta meglio, Gattuso. I problemi al ginocchio sono alle spalle così come una stagione vissuta in chiaroscuro nel Milan: ''Mi sveglio senza dolore, faccio allenamenti regolari, sono sereno, mi sento bene - dice -. E' già molto, il resto voglio dimostrarlo sul campo. E' innegabile che ho passato una stagione du…
CENTURION (Sudafrica) - Quelle in Sudafrica saranno le sue ultime partite in maglia azzurra. Poi, come Cannavaro, anche Gattuso dirà addio alla nazionale e cercherà di tornarci in un'altra veste. ''E' giusto che a 33 anni, per come intendo il calcio io, ci sia spazio per chi ha più benzina e freschezza atletica - dice il centrocampista del Milan -. Da calciatore è il mio ultimo Mondiale, poi ho un sogno: guidare un giorno io la Nazionale al Mondiale''. Saluta anche Ringhio, quindi. Prima però vuole giocarsi fino in fondo questo mondiale ed essere protagonista in campo ''perché faccio ancora il calciatore e non l'allenatore''. Sta meglio, Gattuso. I problemi al ginocchio sono alle spalle così come una stagione vissuta in chiaroscuro nel Milan: ''Mi sveglio senza dolore, faccio allenamenti regolari, sono sereno, mi sento bene - dice -. E' già molto, il resto voglio dimostrarlo sul campo. E' innegabile che ho passato una stagione durissima ma Lippi mi ha dato un'occasione e io devo farmi trovare pronto. Ero abituato a giocare da 11 anni tutte le partite, la situazione che ho vissuto quest'anno al Milan è stata completamente diversa. Io devo avere entusiasmo nel mio lavoro, altrimenti non mi sento contento di me stesso. Se non posso avere passione, andrò a Schiavonea, a casa mia a pescare''.

Non si è mai tirato indietro, Ringhio. ''Ho una spiegazione sul mio rendimento non esaltante di quest'anno. Ho fatto la Confederations Cup con mezza gamba, dopo l'infortunio al ginocchio, spesso ho giocato non in perfette condizioni. Ma ora sono a posto e mi sento in forma. So di essere ancora importante per questa squadra, altrimenti col carettere che ho avrei detto a Lippi di non convocarmi. Non ho ancora capito se lunedì sarò in campo, De Rossi è stato fermo a livello precauzionale, ha un piccolo fastidio, ma al 99,9% ci sarà. Se non giocassi dall'inizio, farei comunque grande tifo per i miei compagni''. Porta con orgoglio la maglia azzurra: ''Mi fa onore, mi mette orgoglio che Lippi mi abbia chiamato per la Confederations anche se non stavo bene. Io in Nazionale sarei venuto anche a portare l'acqua, non c'è cosa più bella dell'indossare questa maglia. Non  mi sento affatto un capitano non giocatore, i consigli ai più giovani li dò volentieri, ma il capitano lo abbiamo, è Cannavaro''.

Tira le orecchie ai politici (''mi fa diventare matto il fatto che prima del Mondiale parlino di calcio, mentre noi calciatori non parliamo mai di politica''), non vuol parlare del futuro (''Io a Dubai? Sono stato l'artefice della firma di Cannavaro, ma sto pensando al mondiale, non certo a Dubai''), non si pente di essere rimasto al Milan (''l'unico pentimento è per come ho gestito l'infortunio al ginocchio, con gli infortuni gravi non si scherza e io l'ho fatto'') e teme molto il Paraguay, primo avversario degli azzurri lunedì prossimo: ''Non dobbiamo cadere in provocazioni. Questa Nazionale deve avere compattezza, non dico giocare in contropiede ma essere appunto compatta difensivamente, secondo le caratteristiche del nostro calcio. La sconfitta in amichevole col Messico? E' stato detto che il Messico è stato avvantaggiato dalla preparazione più avanzata rispetto a noi, ma la verità è anche che soffriamo quel tipo di squadra''.

La chiusura è sulle scelte di Lippi e sulle assenze di Balotelli e Cassano: ''Lui pensa che sia molto più importante un gruppo coeso di un gruppo dove c'è chi va per conto suo. Non si possono mettere Balotelli e Totti sullo stesso piano: Balotelli deve ancora farne di strada prima di potere essere paragonato a Francesco. Cassano? Il suo valore tecnico è indiscutibile, si è rovinato con le sue mani con i suoi comportamenti. Non ha fatto nulla contro la squadra, né contro Lippi, che però ha tenuto conto del fatto che nel 2006 abbiamo vinto grazie alla coesione del gruppo''.