Italia

IL COMMENTO

Condannati a soffrire

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L'attesa è stata fin troppo snervante. L'Italia ha avuto troppo tempo per pensare e soprattutto troppo tempo per macerarsi nei suoi dubbi. Arriviamo alla prima partita del mondiale dopo aver smontato e rimontato troppe volte la nazionale, e senza nemmeno la certezza di averne tirato fuori la combinazione migliore possibile.

Lasciamo perdere la questione convocati, alcuni che ci sarebbero stati benissimo non sono mai stati presi in considerazione anche perché il gruppo stesso non ne ha voluto sapere (sentito Gattuso su Cassano?), ma inutile sfinirci a discutere di questo. Se ne riparlerà quando faremo il bilancio: speriamo che sia l'11 luglio, giorno della finale, e che a quel punto abbia avuto ragione Lippi. Detto questo le perplessità ci sono, inutile nasconderle;  soprattutto sembra che se ne renda conto lo stesso Lippi. Arriviamo a Città del Capo da Campioni del Mondo, certo, ma non serve a nulla sfoggiare le medaglie, anzi. Siamo molto più simili alla squadra che è stata eliminata ai quarti agli Europei, che a quella che vinse a Berlino. E a occhio non so nemmeno se abbiamo fatto grandi passi avanti rispetto a due anni fa. L'Italia è un mix di nove campioni del mondo (Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, De Rossi, Gattuso, Pirlo, Gilardino, Iaquinta) e altri 14 messi insieme con non troppa convinzione arrivati perché i berlinesi stavano cedendo uno a uno.

Abbiamo passato 4 anni a dire che la nazionale doveva essere rinnovata e che il mondiale successivo a uno vinto è sempre il più difficile, perché si è ancora troppo sentimentalmente legati ai protagonisti del trionfo. E tutti a citare il tonfo di Mexico '86. In Sudafrica abbiamo una squadra che effettivamente è stata molto rinnovata, ma non per scelta quanto per costrizione e per il crollo di alcuni pilastri di sostegno: quello portante era quello della Juventus che questa squadra avrebbe dovuto sostenere. E' tutta qui la ragione delle incertezze che investono un po' tutto. Dalla difesa (si ragiona molto sul terzino sinistro - Zambrotta o Criscito? - ma il vero problema è al centro con Cannavaro che non è più quello di 4 anni fa ) al centrocampo dove è venuto meno Pirlo, e dove si punta su De Rossi arrivato sfinito da una stagione non proprio esaltante per lui; fino all'attacco dove tutte le combinazioni possibili sembrano zoppicare e dove soprattutto manca un giocatore che dia sicurezza, che la metta dentro. Difficile fare ragionamenti se giocare con una punta sola o meno se non c'è fiducia nemmeno sul capocannoniere Di Natale. Effettivamente in campionato è il migliore, ma in nazionale deve ancora dimostrare tutto.

Lippi dà la sensazione di essere rimasto a metà, di essere rimasto spiazzato un po' anche lui. Avrei preferito che avesse scelto una squadra clamorosamente diversa da quella che avrebbe fatto ognuno di noi, che ci avesse fatto arrabbiare, ma che avesse dato al tempo stesso sicurezza, grinta, fiducia e soprattutto cattiveria. Insomma che fosse allo scontro totale col mondo, come gli è capitato spesso in questi ultimi due anni (e lo abbiamo anche criticato per questo): ma non lo è. Ci manca un punto di riferimento preciso: di solito è un attaccante o un centrocampista di grande talento, in Germania  furono Cannavaro e la difesa. Oggi chi è il punto di riferimento? Se davvero il motore della squadra deve essere il gruppo stesso, lo spogliatoio - come dice il ct - il noi contro tutti, beh sinceramente non vedo nemmeno questo. O pensiamo davvero che le polemiche con i politici sui premi servano davvero a stringere i legami?

Lippi giustamente non condivide lo scetticismo che circonda la nazionale, ci mancherebbe altro. Ma un anno fa in Confederation Cup non andò bene e da allora i progressi sono stati pochi: ci siamo qualificati per i Mondiali, certo, ma non è un grandissima conquista. Puntiamo tutto su un mese che sia totalmente differente da come sono andate le cose nell'ultimo anno.  E' possibile? Beh, diciamo che non è impossibile, e speriamo abbia ragione Lippi quando dice che "tutto ciò che precede il mondiale non conta nulla". Ma funziona sempre così?

Di sicuro l'Italia comincerà soffrendo, magari anche col Paraguay, è la sua caratteristica, cercherà di compattare la squadra partendo soprattutto dalla difesa, molto probabilmente non darà spettacolo ma forse troverà il modo, strada facendo, per trasformarsi da nazionale di seconda fascia a nazionale competitiva. In grado di vedersela col Brasile e con l'Argentina, con la Spagna e con l'Inghilterra: il mondiale è questo, non si può sfuggire al confronto. Adesso sembra impossibile, ma qualcosa può davvero accadere. Fino ai quarti l'Italia può oggettivamente arrivare, dopo servirà una svolta, una squadra solida e molto convinta di se stessa: la storia è dalla sua parte, e non è poco. Servirebbe, soprattutto, una squadra migliore, ma servono anche entusiasmo e un po' di quella cieca fiducia che una nazionale campione del mondo comunque merita. Non ci resta che tifare.