Italia

I recuperi

Pirlo con il gruppo
è l'unico sorriso

La buona notizia arriva dalle condizioni fisiche del centrocampista che si è allenato con la squadra e sembra vicino al rientro. Il problema psicologico

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IRENE - L'unica buona notizia è il rientro nel gruppo di Pirlo. Per li resto, il giorno dopo la sconfitta, pardòn, il pareggio contro la Nuova Zelanda, tra scricchiolii di spogliatoio, facce scure, e retro pensieri assordanti è di quelli che lasciano ben poco spazio a qualsiasi forma di ottimismo. La parola chiave è "paura". Checché ne dica De Rossi ("non ne abbiamo affatto") è senza dubbio questo il sentimento che sembra aver preso il sopravvento sul gruppo, almeno a giudicare dalle facce e dagli umori. "E' una trappola, quella della paura nella quale non dobbiamo cadere", continua a ripetere Iaquinta che però non appare, lui stesso, convinto di quello che dice. Figurarsi gli altri, gente come Marchisio che invece lo ammette candidamente: "Sì è vero, adesso siamo demoralizzati e abbiamo paura". Amen.

Così adesso Lippi dovrà lavorare su due fronti, uno tecnico l'altro psicologico. Dal punto di vista tecnico la squadra non risponde più, l'impressione è che il progetto che il ct aveva in testa sia rimasto lì e che in campo ci vadano invece i suoi incubi. La difesa prende gol troppo facilmente, il centrocampo è popolato di fantasmi, l'attacco di statue.  Dal punto di vista psicologico la situazione è, forse ancora peggiore, perché la paura oltre a confondere le idee, piega le ginocchia. Ed è proprio di questo, a quanto si è capito, che Lippi e i giocatori hanno parlato questa mattina per una ventina di minuti buoni. La scena è stata abbastanza insolita. Prima di cominciare gli allenamenti, il tecnico ha fatto sedere i calciatori al riparo dei cartelloni pubblicitari per evitare sguardi indiscreti, e lì li ha tenuti a rapporto.
Cosa possa produrre, non è dato sapersi. Di buono c'è che una delle soluzioni possibili in questo momento potrebbe essere quella, utile sia psicologicamente sia tecnicamente, di tornare al passato, ritrovare Pirlo e Gattuso, e sperare che il carattere e l'agonismo dei due campioni del mondo possa in qualche modo restituire spina dorsale a una squadra che sembra ormai sulla via del ritorno in Italia.