Pirlo con il gruppo
è l'unico sorriso
dall'inviato MARCO MENSURATI
La buona notizia arriva dalle condizioni fisiche del centrocampista che si è allenato con la squadra e sembra vicino al rientro. Il problema psicologico
IRENE - L'unica buona notizia è il rientro nel gruppo di Pirlo. Per li resto, il giorno dopo la sconfitta, pardòn, il pareggio contro la Nuova Zelanda, tra scricchiolii di spogliatoio, facce scure, e retro pensieri assordanti è di quelli che lasciano ben poco spazio a qualsiasi forma di ottimismo. La parola chiave è "paura". Checché ne dica De Rossi ("non ne abbiamo affatto") è senza dubbio questo il sentimento che sembra aver preso il sopravvento sul gruppo, almeno a giudicare dalle facce e dagli umori. "E' una trappola, quella della paura nella quale non dobbiamo cadere", continua a ripetere Iaquinta che però non appare, lui stesso, convinto di quello che dice. Figurarsi gli altri, gente come Marchisio che invece lo ammette candidamente: "Sì è vero, adesso siamo demoralizzati e abbiamo paura". Amen.
Così adesso Lippi dovrà lavorare su due fronti, uno tecnico l'altro ps…
Così adesso Lippi dovrà lavorare su due fronti, uno tecnico l'altro ps…
IRENE - L'unica buona notizia è il rientro nel gruppo di Pirlo. Per li resto, il giorno dopo la sconfitta, pardòn, il pareggio contro la Nuova Zelanda, tra scricchiolii di spogliatoio, facce scure, e retro pensieri assordanti è di quelli che lasciano ben poco spazio a qualsiasi forma di ottimismo. La parola chiave è "paura". Checché ne dica De Rossi ("non ne abbiamo affatto") è senza dubbio questo il sentimento che sembra aver preso il sopravvento sul gruppo, almeno a giudicare dalle facce e dagli umori. "E' una trappola, quella della paura nella quale non dobbiamo cadere", continua a ripetere Iaquinta che però non appare, lui stesso, convinto di quello che dice. Figurarsi gli altri, gente come Marchisio che invece lo ammette candidamente: "Sì è vero, adesso siamo demoralizzati e abbiamo paura". Amen.
Così adesso Lippi dovrà lavorare su due fronti, uno tecnico l'altro psicologico. Dal punto di vista tecnico la squadra non risponde più, l'impressione è che il progetto che il ct aveva in testa sia rimasto lì e che in campo ci vadano invece i suoi incubi. La difesa prende gol troppo facilmente, il centrocampo è popolato di fantasmi, l'attacco di statue. Dal punto di vista psicologico la situazione è, forse ancora peggiore, perché la paura oltre a confondere le idee, piega le ginocchia. Ed è proprio di questo, a quanto si è capito, che Lippi e i giocatori hanno parlato questa mattina per una ventina di minuti buoni. La scena è stata abbastanza insolita. Prima di cominciare gli allenamenti, il tecnico ha fatto sedere i calciatori al riparo dei cartelloni pubblicitari per evitare sguardi indiscreti, e lì li ha tenuti a rapporto.
Cosa possa produrre, non è dato sapersi. Di buono c'è che una delle soluzioni possibili in questo momento potrebbe essere quella, utile sia psicologicamente sia tecnicamente, di tornare al passato, ritrovare Pirlo e Gattuso, e sperare che il carattere e l'agonismo dei due campioni del mondo possa in qualche modo restituire spina dorsale a una squadra che sembra ormai sulla via del ritorno in Italia.
Così adesso Lippi dovrà lavorare su due fronti, uno tecnico l'altro psicologico. Dal punto di vista tecnico la squadra non risponde più, l'impressione è che il progetto che il ct aveva in testa sia rimasto lì e che in campo ci vadano invece i suoi incubi. La difesa prende gol troppo facilmente, il centrocampo è popolato di fantasmi, l'attacco di statue. Dal punto di vista psicologico la situazione è, forse ancora peggiore, perché la paura oltre a confondere le idee, piega le ginocchia. Ed è proprio di questo, a quanto si è capito, che Lippi e i giocatori hanno parlato questa mattina per una ventina di minuti buoni. La scena è stata abbastanza insolita. Prima di cominciare gli allenamenti, il tecnico ha fatto sedere i calciatori al riparo dei cartelloni pubblicitari per evitare sguardi indiscreti, e lì li ha tenuti a rapporto.
Cosa possa produrre, non è dato sapersi. Di buono c'è che una delle soluzioni possibili in questo momento potrebbe essere quella, utile sia psicologicamente sia tecnicamente, di tornare al passato, ritrovare Pirlo e Gattuso, e sperare che il carattere e l'agonismo dei due campioni del mondo possa in qualche modo restituire spina dorsale a una squadra che sembra ormai sulla via del ritorno in Italia.