Arriva Prandelli, crisi finita?
di LUIGI PANELLAGiovedì verrà presentato il nuovo tecnico della Nazionale. Un colpo di spugna che di fatto archivia senza colpevoli la catastrofica spedizione in Sud Africa senza tener conto della pressione dell'opinione pubblica. Eppure in Francia il presidente federale si è dimesso, mentre in inghilterra Capello vacilla
ROMA - Anche se il concetto può risultare un po' forte, le teste dopo i fallimenti mondiali iniziano a rotolare. Il fatto che Domenech fosse comunque esautorato in Francia non è bastato, ed il presidente della federazione Escalettes ha tolto il disturbo: "Considero mio dovere dimettermi dalle funzioni di presidente della federazione francese", una frase che dice tutto. Ed anche un mostro sacro come Fabio Capello, che comunque dice di voler rimanere, è all'esame della federazione oltre che sotto pressione da parte dell'opinione pubblica. Ora, se Francia e Inghilterra archiviano il mondiale in maniera fallimentare, non si può certo dire che l'Italia abbia fatto meglio.
Dov'è la differenza? Che con Lippi già in barca ed i giocatori al mare, la federazione di fatto archivia la crisi con un comunicato: "Giovedì prossimo, 1° luglio, è confermata a Roma, la conferenza stampa per la presentazione ufficiale di Ces…
Dov'è la differenza? Che con Lippi già in barca ed i giocatori al mare, la federazione di fatto archivia la crisi con un comunicato: "Giovedì prossimo, 1° luglio, è confermata a Roma, la conferenza stampa per la presentazione ufficiale di Ces…
ROMA - Anche se il concetto può risultare un po' forte, le teste dopo i fallimenti mondiali iniziano a rotolare. Il fatto che Domenech fosse comunque esautorato in Francia non è bastato, ed il presidente della federazione Escalettes ha tolto il disturbo: "Considero mio dovere dimettermi dalle funzioni di presidente della federazione francese", una frase che dice tutto. Ed anche un mostro sacro come Fabio Capello, che comunque dice di voler rimanere, è all'esame della federazione oltre che sotto pressione da parte dell'opinione pubblica. Ora, se Francia e Inghilterra archiviano il mondiale in maniera fallimentare, non si può certo dire che l'Italia abbia fatto meglio.
Dov'è la differenza? Che con Lippi già in barca ed i giocatori al mare, la federazione di fatto archivia la crisi con un comunicato: "Giovedì prossimo, 1° luglio, è confermata a Roma, la conferenza stampa per la presentazione ufficiale di Cesare Prandelli, nuovo Commissario tecnico della Nazionale. L'inizio è previsto per le ore 15 presso la Sala Stampa dello stadio Olimpico (ingresso lato Tribuna Monte Mario)". In pratica: presentiamo il nuovo ct e nessuno paga per la peggiore spedizione della storia azzurra. Il presidente federale Giancarlo Abete non molla la poltrona e via: tecnico nuovo, vita nuova come se niente fosse successo. il giorno dopo si terrà la riunione del consiglio federale nella sede della Figc, dove Abete farà una relazione sulla disastrosa spedizione in Sud Africa. relazione, ma di dimissioni neanche l'ombra. Un atteggiamento che snobba l'opinione pubblica. Oltre duecentomila utenti unici hanno votato il sondaggio di Repubblica: il 40% ha dato la colpa a Lippi, il 26% ai giocatori, ma anche un buon 17% ha dato la colpa alla federazione. Chi paga? Nessuno. L'arrivo del bravo Cesare Prandelli dà un colpo di spugna a tutto, e si ricomincia.
Abete comunque incassa non solo critiche, ma anche solidarietà. Secondo il dg della Juve, Giuseppe Marotta "La Nazionale non può fare a meno dei grandi club perché storicamente questi hanno sempre dato molto agli azzurri. Nel '66 dopo la Corea il consiglio federale chiuse le frontiere agli stranieri. Quella fu una soluzione azzardata ma bisogna lavorare molto, partendo dal settore giovanile dove il contributo della federazione deve essere principale e la collaborazione con i club più forte. E' difficile oggi identificare la terapia vincente, ma bisogna considerare che il livello di qualità non è più quello di prima. Abete dovrebbe dimettersi? Non può essere colvevole di una situazione che tocca tutto il movimento calcistico. La Lega deve essere più presente, come avviene nelle altre nazioni, ma non mi sento di mettere sul tavolo degli imputati Abete perché le difficoltà che il calcio italiano ha evidenziato non possono attribuirsi al presidente federale".
Iniziano anche le valutazioni sul nuovo ct: "E' un giovane allenatore con idee e energia e credo che sia la scelta giusta. Penso che porterà l'aria fresca dei giovani e questa è una buona cosa - spiega Gianfranco Zola-. Ci saranno momenti in cui dovremo lottare, ma è un percorso che dobbiamo affrontare. E' un momento difficile per il calcio italiano. Sapevamo di non avere una grande squadra ma nessuno si aspettava una delusione così. Penso che la vittoria della Coppa del Mondo in Germania ha in qualche modo coperto tutti i problemi che stiamo passando. Adesso bisogna produrre qualcosa di buono".
Dov'è la differenza? Che con Lippi già in barca ed i giocatori al mare, la federazione di fatto archivia la crisi con un comunicato: "Giovedì prossimo, 1° luglio, è confermata a Roma, la conferenza stampa per la presentazione ufficiale di Cesare Prandelli, nuovo Commissario tecnico della Nazionale. L'inizio è previsto per le ore 15 presso la Sala Stampa dello stadio Olimpico (ingresso lato Tribuna Monte Mario)". In pratica: presentiamo il nuovo ct e nessuno paga per la peggiore spedizione della storia azzurra. Il presidente federale Giancarlo Abete non molla la poltrona e via: tecnico nuovo, vita nuova come se niente fosse successo. il giorno dopo si terrà la riunione del consiglio federale nella sede della Figc, dove Abete farà una relazione sulla disastrosa spedizione in Sud Africa. relazione, ma di dimissioni neanche l'ombra. Un atteggiamento che snobba l'opinione pubblica. Oltre duecentomila utenti unici hanno votato il sondaggio di Repubblica: il 40% ha dato la colpa a Lippi, il 26% ai giocatori, ma anche un buon 17% ha dato la colpa alla federazione. Chi paga? Nessuno. L'arrivo del bravo Cesare Prandelli dà un colpo di spugna a tutto, e si ricomincia.
Abete comunque incassa non solo critiche, ma anche solidarietà. Secondo il dg della Juve, Giuseppe Marotta "La Nazionale non può fare a meno dei grandi club perché storicamente questi hanno sempre dato molto agli azzurri. Nel '66 dopo la Corea il consiglio federale chiuse le frontiere agli stranieri. Quella fu una soluzione azzardata ma bisogna lavorare molto, partendo dal settore giovanile dove il contributo della federazione deve essere principale e la collaborazione con i club più forte. E' difficile oggi identificare la terapia vincente, ma bisogna considerare che il livello di qualità non è più quello di prima. Abete dovrebbe dimettersi? Non può essere colvevole di una situazione che tocca tutto il movimento calcistico. La Lega deve essere più presente, come avviene nelle altre nazioni, ma non mi sento di mettere sul tavolo degli imputati Abete perché le difficoltà che il calcio italiano ha evidenziato non possono attribuirsi al presidente federale".
Iniziano anche le valutazioni sul nuovo ct: "E' un giovane allenatore con idee e energia e credo che sia la scelta giusta. Penso che porterà l'aria fresca dei giovani e questa è una buona cosa - spiega Gianfranco Zola-. Ci saranno momenti in cui dovremo lottare, ma è un percorso che dobbiamo affrontare. E' un momento difficile per il calcio italiano. Sapevamo di non avere una grande squadra ma nessuno si aspettava una delusione così. Penso che la vittoria della Coppa del Mondo in Germania ha in qualche modo coperto tutti i problemi che stiamo passando. Adesso bisogna produrre qualcosa di buono".