ROMA - Se alla fine dei giochi la giostra si blocca che si fa? Si corre dal Grande Manovratore per sapere cosa non ha funzionato. Ma se il circo è quello targato Italia e soprattutto se i bottoni sono nel Palazzo sportivo, raro che ci sia la rivoluzione. Molto raro, praticamente impossibile. Così s'è svolto oggi il (primo?) confronto istituzionale dopo la disfatta sudafricana. Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha incontrato al Foro Italico quello del Coni, Giovanni Petrucci, alla presenza del Segretario Generale, Raffaele Pagnozzi. Dimissioni? Manco a parlarne. Si andrà avanti così, con qualche correzione di rotta. Tutto secondo le intese già concordate il 24 giugno.
Nell'incontro, come previsto, Abete ha rappresentato un'analisi approfondita dell'attuale situazione della Federcalcio, alla luce del risultato maturato in Sudafrica. Abete ha poi illustrato le riflessioni e le iniziative che si propone di rappresentare nella riunione del Consiglio Federale della Figc, in programma il 2 luglio a Roma, per garantire il pronto e complessivo rilancio del calcio italiano.
Il summit è durato quanto una partita di calcio. Sono serviti infatti esattamente 90 minuti a Giancarlo Abete per fare il punto con il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e col segretario generale, Raffaele Pagnozzi, sul post-mondiale. L'incontro, che si è svolto nella stanza del numero uno dello sport italiano al primo piano del Foro Italico, era già stato concordato nelle ore successive all'eliminazione dell'Italia ad opera della Slovacchia, ma è stato tenuto volutamente riservato.
"Non parlo dell'incontro - ci ha detto in serata Abete - ma la linea di continuità è espressa chiaramente".
Petrucci, Abete e Pagnozzi hanno approfittato del giorno di festa a Roma (oggi si celebrano i santi patroni e gli uffici sono tutti chiusi) per trovarsi a discutere lontano da occhi ed orecchie indiscrete, riuscendo così a sviscerare le varie tematiche sul futuro del calcio italiano con maggiore serenità.
Dal Foro Italico bocche cucite, nessun commento ma tante buone sensazioni che lasciano guardare con maggiore fiducia al futuro. Abete ha esposto idee, programmi e iniziative che verranno portate al vaglio del Consiglio federale. Per il momento è tutto top secret anche per non oscurare l'imminente presentazione del nuovo ct, Cesare Prandelli, in programma giovedì nella sala stampa dello Stadio Olimpico (così come richiesto da Abete a Petrucci) e il Consiglio federale di venerdì.
Conoscendo gli attori non era logico (purtroppo) aspettarsi un finale diverso dal volemose bene. Gianni Petrucci è tutto tranne che un rivoluzionario e la sua politica è fatta di calma, ragionevolezza, senso di responsabilità. E pochi rischi. Tutto sta nel capire se i rischi anche stavolta non siano nel far finta di niente.
Nell'incontro, come previsto, Abete ha rappresentato un'analisi approfondita dell'attuale situazione della Federcalcio, alla luce del risultato maturato in Sudafrica. Abete ha poi illustrato le riflessioni e le iniziative che si propone di rappresentare nella riunione del Consiglio Federale della Figc, in programma il 2 luglio a Roma, per garantire il pronto e complessivo rilancio del calcio italiano.
Il summit è durato quanto una partita di calcio. Sono serviti infatti esattamente 90 minuti a Giancarlo Abete per fare il punto con il presidente del Coni, Gianni Petrucci, e col segretario generale, Raffaele Pagnozzi, sul post-mondiale. L'incontro, che si è svolto nella stanza del numero uno dello sport italiano al primo piano del Foro Italico, era già stato concordato nelle ore successive all'eliminazione dell'Italia ad opera della Slovacchia, ma è stato tenuto volutamente riservato.
"Non parlo dell'incontro - ci ha detto in serata Abete - ma la linea di continuità è espressa chiaramente".
Petrucci, Abete e Pagnozzi hanno approfittato del giorno di festa a Roma (oggi si celebrano i santi patroni e gli uffici sono tutti chiusi) per trovarsi a discutere lontano da occhi ed orecchie indiscrete, riuscendo così a sviscerare le varie tematiche sul futuro del calcio italiano con maggiore serenità.
Dal Foro Italico bocche cucite, nessun commento ma tante buone sensazioni che lasciano guardare con maggiore fiducia al futuro. Abete ha esposto idee, programmi e iniziative che verranno portate al vaglio del Consiglio federale. Per il momento è tutto top secret anche per non oscurare l'imminente presentazione del nuovo ct, Cesare Prandelli, in programma giovedì nella sala stampa dello Stadio Olimpico (così come richiesto da Abete a Petrucci) e il Consiglio federale di venerdì.
Conoscendo gli attori non era logico (purtroppo) aspettarsi un finale diverso dal volemose bene. Gianni Petrucci è tutto tranne che un rivoluzionario e la sua politica è fatta di calma, ragionevolezza, senso di responsabilità. E pochi rischi. Tutto sta nel capire se i rischi anche stavolta non siano nel far finta di niente.