Neozelandesi mondiali
Una "missione eroica"
La loro tradizione sportiva li vuole padroni quasi incontrastati del rugby internazionale. L'approdo in Sudafrica per la massima competizione calcistica è un risultato di per sé molto importante. Difficile credere nel passaggio alla seconda fase, ma dopo l'amichevole vinta contro la Serbia l'ottimismo è in fase ascendente
In Nuova Zelanda la palla è ovale. L'arcipelago oceaniano ha la nazionale più forte nel mondo del rugby, i mitici "All Blacks" obbligati a vincere il Mondiale in casa del prossimo anno. Anche per evitare paragoni imbarazzanti la nazionale di calcio ha una divisa completamente bianca, ma ora lo sponsor tecnico spinge affinchè venga usata la seconda divisa, quella tutta nera.
Gli "All Whithes" arrivano per la seconda volta a una fase finale del Campionato del mondo. Esserci è già un successo, sperare di accedere al secondo turno un sogno troppo grande anche da pronunciare. In Spagna, nel 1982, i kiwi capitarono in un girone composto da Brasile, Urss e Scozia: il risultato fu di tre sconfitte con 12 gol subiti e 2 fatti. Entrambi, ininfluenti, contro gli scozzesi.
Ma per gli adepti del pallone neozelandese, i componenti della nazionale "tutta bianca" che parteciparono al Mundial del 1982 sono delle vere leggende. Fra loro anc…
Gli "All Whithes" arrivano per la seconda volta a una fase finale del Campionato del mondo. Esserci è già un successo, sperare di accedere al secondo turno un sogno troppo grande anche da pronunciare. In Spagna, nel 1982, i kiwi capitarono in un girone composto da Brasile, Urss e Scozia: il risultato fu di tre sconfitte con 12 gol subiti e 2 fatti. Entrambi, ininfluenti, contro gli scozzesi.
Ma per gli adepti del pallone neozelandese, i componenti della nazionale "tutta bianca" che parteciparono al Mundial del 1982 sono delle vere leggende. Fra loro anc…
In Nuova Zelanda la palla è ovale. L'arcipelago oceaniano ha la nazionale più forte nel mondo del rugby, i mitici "All Blacks" obbligati a vincere il Mondiale in casa del prossimo anno. Anche per evitare paragoni imbarazzanti la nazionale di calcio ha una divisa completamente bianca, ma ora lo sponsor tecnico spinge affinchè venga usata la seconda divisa, quella tutta nera.
Gli "All Whithes" arrivano per la seconda volta a una fase finale del Campionato del mondo. Esserci è già un successo, sperare di accedere al secondo turno un sogno troppo grande anche da pronunciare. In Spagna, nel 1982, i kiwi capitarono in un girone composto da Brasile, Urss e Scozia: il risultato fu di tre sconfitte con 12 gol subiti e 2 fatti. Entrambi, ininfluenti, contro gli scozzesi.
Ma per gli adepti del pallone neozelandese, i componenti della nazionale "tutta bianca" che parteciparono al Mundial del 1982 sono delle vere leggende. Fra loro anche Ricki Herbert, all'epoca ingenuo terzinaccio che ha visto segnare da vicino Zico e Falcao, poi ha cercato, senza trovarla, fortuna in Inghilterra. E che oggi è allenatore apprezzato in patria: ha vinto il campionato continentale nel 2008 (anno in cui la ben più forte Australia ha traslocato nella confederazione asiatica) e ha portato la nazionale ai Mondiali vincendo uno spareggio epico con il Bahrein, con una vittoria per 1-0 nel match di ritorno a Wellington (dopo lo 0-0 dell'andata) con tanto di rigore parato negli ultimi minuti.
La Nuova Zelanda si è affacciata l'anno scorso al calcio che conta con la Confederations Cup, ed era proprio in Sudafrica. Ma i risultati non possono certo lasciar sperare in un exploit ai Mondiali essendo stata strapazzata dalla Spagna, battuta dal Sudafrica e uscita con un modesto 0-0 dalla sfida con l'Iraq. Nel recente passato anche un'amichevole con l'Italia (proprio alla vigilia della Confederations Cup), finita con un bizzarro 4-3, con l'Italia delle riserve tre volte in svantaggio. Una partita ricordata più per le frittate difensive italiane che per le giocate dei neozelandesi.
Ma per il calcio neozelandese l'importante è esserci, appunto. Giocarsela senza niente da perdere con la consapevolezza che la missione eroica è già compiuta, con una squadra solida in difesa, guidata da Ryan Nelsen, capitano anche dei Blackburn Rovers e vedette della squadra. Le altre stelle hanno un ruolo da comprimari nella seconda serie inglese, oppure militano nel campionato australiano, molti dei quali nella squadra di Wellington, la capitale neozelandese, che gioca però nella serie A australiana. Fra loro c'è Chris Killen (attaccante del Middelsbrough, due gol ad Amelia nella famosa amichevole), l'altro attaccante Shane Smeltz e il portiere Mark Paston: il rigore parato col Bahrein lo ha spedito dritto nella Hall of fame del calcio kiwi.
Ma su Ricki Herbert peseranno anche problemi logistici e organizzativi: con i migliori giocatori che militano in Europa la preparazione è cominciata in mezzo a mille problemi. In più, con il campionato australiano finito a metà marzo, per molti giocatori sarà difficile mantenere la condizione in vista del Mondiale. Sembra sia stato comunque proficuo lo stage di preparazione in Austria, a Bad Waltersdorf, al punto che i neozelandesi sono poi stati capaci di battere in amichevole per 1-0 una rivale del calibro della Serbia. E' un'iniezione di ottimismo che ci voleva, prima di volare in Sudafrica.
Gli "All Whithes" arrivano per la seconda volta a una fase finale del Campionato del mondo. Esserci è già un successo, sperare di accedere al secondo turno un sogno troppo grande anche da pronunciare. In Spagna, nel 1982, i kiwi capitarono in un girone composto da Brasile, Urss e Scozia: il risultato fu di tre sconfitte con 12 gol subiti e 2 fatti. Entrambi, ininfluenti, contro gli scozzesi.
Ma per gli adepti del pallone neozelandese, i componenti della nazionale "tutta bianca" che parteciparono al Mundial del 1982 sono delle vere leggende. Fra loro anche Ricki Herbert, all'epoca ingenuo terzinaccio che ha visto segnare da vicino Zico e Falcao, poi ha cercato, senza trovarla, fortuna in Inghilterra. E che oggi è allenatore apprezzato in patria: ha vinto il campionato continentale nel 2008 (anno in cui la ben più forte Australia ha traslocato nella confederazione asiatica) e ha portato la nazionale ai Mondiali vincendo uno spareggio epico con il Bahrein, con una vittoria per 1-0 nel match di ritorno a Wellington (dopo lo 0-0 dell'andata) con tanto di rigore parato negli ultimi minuti.
La Nuova Zelanda si è affacciata l'anno scorso al calcio che conta con la Confederations Cup, ed era proprio in Sudafrica. Ma i risultati non possono certo lasciar sperare in un exploit ai Mondiali essendo stata strapazzata dalla Spagna, battuta dal Sudafrica e uscita con un modesto 0-0 dalla sfida con l'Iraq. Nel recente passato anche un'amichevole con l'Italia (proprio alla vigilia della Confederations Cup), finita con un bizzarro 4-3, con l'Italia delle riserve tre volte in svantaggio. Una partita ricordata più per le frittate difensive italiane che per le giocate dei neozelandesi.
Ma per il calcio neozelandese l'importante è esserci, appunto. Giocarsela senza niente da perdere con la consapevolezza che la missione eroica è già compiuta, con una squadra solida in difesa, guidata da Ryan Nelsen, capitano anche dei Blackburn Rovers e vedette della squadra. Le altre stelle hanno un ruolo da comprimari nella seconda serie inglese, oppure militano nel campionato australiano, molti dei quali nella squadra di Wellington, la capitale neozelandese, che gioca però nella serie A australiana. Fra loro c'è Chris Killen (attaccante del Middelsbrough, due gol ad Amelia nella famosa amichevole), l'altro attaccante Shane Smeltz e il portiere Mark Paston: il rigore parato col Bahrein lo ha spedito dritto nella Hall of fame del calcio kiwi.
Ma su Ricki Herbert peseranno anche problemi logistici e organizzativi: con i migliori giocatori che militano in Europa la preparazione è cominciata in mezzo a mille problemi. In più, con il campionato australiano finito a metà marzo, per molti giocatori sarà difficile mantenere la condizione in vista del Mondiale. Sembra sia stato comunque proficuo lo stage di preparazione in Austria, a Bad Waltersdorf, al punto che i neozelandesi sono poi stati capaci di battere in amichevole per 1-0 una rivale del calibro della Serbia. E' un'iniezione di ottimismo che ci voleva, prima di volare in Sudafrica.