JOHANNESBURG - I numeri parlano chiaro: l'Olanda è pronta a recitare il ruolo di guastafeste in questi Mondiali, dove un po' tutti la considerano la mina vagante del torneo. Del resto, la selezione guidata dal ct Lambertus Marwijk ha staccato il biglietto per Sudafrica 2010 con solo vittorie nel girone di qualificazione, subendo appena 2 gol.
ROBBEN NON CE LA FA: TOCCA A KUYT - Un biglietto da visita eloquente, quello con cui si presentano gli 'orange', che domani all'ora di pranzo debuttano nella rassegna iridata contro la Danimarca nel Soccer City Stadium di Johannesburg. In questa prima uscita mondiale, l'Olanda (salvo colpi di scena clamorosi) dovrà fare a meno della propria stella Arjen Robben: il fantasista, che con le sue reti ha trascinato il Bayern Monaco alla finale di Champions League contro l'Inter, si è infortunato cadendo male nell'amichevole dell'Amsterdam Arena stravinta contro l'Ungheria (6-1) e dunque dovrà saltare l'appuntamento di apertura. Il suo posto sarà preso dal generosissimo Kuyt, fino a qualche anno addietro prima punta, ma oggi in grado di interpretare in maniera assolutamente moderna il ruolo di attaccante, quello che un po' tutti i tecnici vorrebbero: il giocatore del Liverpool assicura infatti copertura, dinamismo, pericolosità e, quando può, anche un cospicuo contributo in fase realizzativa. Ne sa qualcosa Rafa Benitez, neo allenatore dell'Inter, che non a caso spinge per portarlo con sé a Milano. Alla luce di tutto ciò, c'è anche chi sostiene che, senza Robben, l'Olanda dia l'impressione di essere una squadra più equilibrata, meno offensiva, e che dunque l'assenza dell'ala - vista la delicatezza dell'esordio - non è da catalogare come negativa in senso assoluto. Anche se si tratta di una squadra che può ottenere tutto o niente (molto dipenderà dalla gestione delle proprie risorse mentali più che tecniche), quella 'orangè mantiene il pronostico di favorita del girone e c'è chi scommette anche per gli step successivi, considerando pure il preludio ai Mondiali 2010 praticamente trionfale: 2-1 sul Messico, 4-1 sul Ghana e il tennistico punteggio alla malcapitata Ungheria allenata dall'olandese campione del mondo nell'88, Erwin Koeman.
VAN BRONCKHORST: "VOGLIAMO IL TITOLO" - In più c'è la voglia matta di questa Nazionale di regalarsi il primo titolo iridato della sua storia: l'impresa fu sfiorata due volte negli anni Settanta, quando il team che ideò il 'calcio totalè fu sconfitto in finale sia nel 1974 che nel 1978 (l'unico prestigioso titolo in bacheca è l'Europeo del 1988). "L'Olanda ha sempre avuto la tradizione del bel gioco, ma alla fine non siamo mai riusciti a vincere. Spero che questa volta sfateremo il tabù - conferma il 35enne Giovanni Van Bronckhorst, capitano che domani taglierà il traguardo delle cento presenze con la maglia dell'Olanda -. L'Olanda vuole disperatamente il titolo Mondiale. Questa squadra ha dimostrato negli ultimi quattro anni di essere anche concreta. Siamo una squadra unita, naturalmente fra di noi ci sono giocatori che fanno la differenza, ma il gruppo è cresciuto negli ultimi anni soprattutto come squadra".
TRA I DANESI TOMASSON PER BENDTNER - La Danimarca, però, è avversaria tosta, una squadra compatta, forte fisicamente e con un bagaglio di esperienza da non sottovalutare. Anche gli scandinavi, comunque, dovranno rinunciare a qualcosa: non sarà della partita Nikolas Bendtner, stella dell'Arsenal e quindi compagno di squadra di Van Persie, che domani guiderà l'attacco olandese. Bandtner, da fine maggio, è alle prese con un problema all'inguine, si è allenato con il resto della squadra, ma la sua presenza in campo a Johannesburg è oltremodo problematica. Il probabile sostituto, Jon Dahl Tomasson, è una vecchia conoscenza dei tifosi milanisti e potrebbe creare qualche problema alla difesa olandese, che qualcosa la concede sempre agli avversari.
OCCHI PUNTATI SUL SOCCER CITY - Sul match del Soccer City Stadium saranno puntati gli occhi degli osservatori azzurri, dal momento che dal Girone E uscirà l'avversaria che incontrerà negli ottavi la prima o la seconda del gruppo dell'Italia. Insomma, un motivo in più per non perdersi lo spettacolo di Olanda-Danimarca.
ROBBEN NON CE LA FA: TOCCA A KUYT - Un biglietto da visita eloquente, quello con cui si presentano gli 'orange', che domani all'ora di pranzo debuttano nella rassegna iridata contro la Danimarca nel Soccer City Stadium di Johannesburg. In questa prima uscita mondiale, l'Olanda (salvo colpi di scena clamorosi) dovrà fare a meno della propria stella Arjen Robben: il fantasista, che con le sue reti ha trascinato il Bayern Monaco alla finale di Champions League contro l'Inter, si è infortunato cadendo male nell'amichevole dell'Amsterdam Arena stravinta contro l'Ungheria (6-1) e dunque dovrà saltare l'appuntamento di apertura. Il suo posto sarà preso dal generosissimo Kuyt, fino a qualche anno addietro prima punta, ma oggi in grado di interpretare in maniera assolutamente moderna il ruolo di attaccante, quello che un po' tutti i tecnici vorrebbero: il giocatore del Liverpool assicura infatti copertura, dinamismo, pericolosità e, quando può, anche un cospicuo contributo in fase realizzativa. Ne sa qualcosa Rafa Benitez, neo allenatore dell'Inter, che non a caso spinge per portarlo con sé a Milano. Alla luce di tutto ciò, c'è anche chi sostiene che, senza Robben, l'Olanda dia l'impressione di essere una squadra più equilibrata, meno offensiva, e che dunque l'assenza dell'ala - vista la delicatezza dell'esordio - non è da catalogare come negativa in senso assoluto. Anche se si tratta di una squadra che può ottenere tutto o niente (molto dipenderà dalla gestione delle proprie risorse mentali più che tecniche), quella 'orangè mantiene il pronostico di favorita del girone e c'è chi scommette anche per gli step successivi, considerando pure il preludio ai Mondiali 2010 praticamente trionfale: 2-1 sul Messico, 4-1 sul Ghana e il tennistico punteggio alla malcapitata Ungheria allenata dall'olandese campione del mondo nell'88, Erwin Koeman.
VAN BRONCKHORST: "VOGLIAMO IL TITOLO" - In più c'è la voglia matta di questa Nazionale di regalarsi il primo titolo iridato della sua storia: l'impresa fu sfiorata due volte negli anni Settanta, quando il team che ideò il 'calcio totalè fu sconfitto in finale sia nel 1974 che nel 1978 (l'unico prestigioso titolo in bacheca è l'Europeo del 1988). "L'Olanda ha sempre avuto la tradizione del bel gioco, ma alla fine non siamo mai riusciti a vincere. Spero che questa volta sfateremo il tabù - conferma il 35enne Giovanni Van Bronckhorst, capitano che domani taglierà il traguardo delle cento presenze con la maglia dell'Olanda -. L'Olanda vuole disperatamente il titolo Mondiale. Questa squadra ha dimostrato negli ultimi quattro anni di essere anche concreta. Siamo una squadra unita, naturalmente fra di noi ci sono giocatori che fanno la differenza, ma il gruppo è cresciuto negli ultimi anni soprattutto come squadra".
TRA I DANESI TOMASSON PER BENDTNER - La Danimarca, però, è avversaria tosta, una squadra compatta, forte fisicamente e con un bagaglio di esperienza da non sottovalutare. Anche gli scandinavi, comunque, dovranno rinunciare a qualcosa: non sarà della partita Nikolas Bendtner, stella dell'Arsenal e quindi compagno di squadra di Van Persie, che domani guiderà l'attacco olandese. Bandtner, da fine maggio, è alle prese con un problema all'inguine, si è allenato con il resto della squadra, ma la sua presenza in campo a Johannesburg è oltremodo problematica. Il probabile sostituto, Jon Dahl Tomasson, è una vecchia conoscenza dei tifosi milanisti e potrebbe creare qualche problema alla difesa olandese, che qualcosa la concede sempre agli avversari.
OCCHI PUNTATI SUL SOCCER CITY - Sul match del Soccer City Stadium saranno puntati gli occhi degli osservatori azzurri, dal momento che dal Girone E uscirà l'avversaria che incontrerà negli ottavi la prima o la seconda del gruppo dell'Italia. Insomma, un motivo in più per non perdersi lo spettacolo di Olanda-Danimarca.