Stati Uniti

IL PROTAGONISTA

Il Beckham degli Usa
in cerca di consacrazione

Secondo i suoi connazionali, nessun americano ha mai giocato bene come lui. Landon Donovan ha già segnato 41 gol con la selezione statunitense. Una carriera a cavallo tra Usa ed Europa a cui manca, però, il sigillo del Mondiale

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Capitano e top scorer, piedi buoni e grande corsa, esperienza e freschezza. A 27 anni Landon Donovan è già tutto questo, e per gli Stati Uniti è lui il numero uno. In patria è considerato il miglior americano di sempre sul campo di pallone. Gli manca la consacrazione internazionale, e ora gli piacerebbe tanto trovarla, anche se è saltato il confronto diretto con il compagno di club (nel Galaxy) David Beckham, messo ko da un infortunio.

Al suo terzo mondiale Donovan è una sicurezza e il suo inverno in prestito all'Everton (che ha fatto di tutto per non farlo tornare in California) ne è stata ulteriore dimostrazione. Punto di forza dei Los Angeles Galaxy, che lo hanno fatto rientrare a fine prestito nonostante il giocatore avesse premuto per rimanere a Liverpool, Donovan è uno che non si ferma mai. Nemmeno l'influenza A è riuscita a rallentarlo: qualche mese fa è sceso in campo con la febbre, per mettersi poi a letto, distrutto, soltanto dopo il match.

Straordinaria tecnica con entrambi i piedi e buona visione di gioco. Nonostante non sia dotato di un fisico straordinario, Donovan sembra avere un'energia inesauribile. Con la palla al piede punta al cuore delle difese avversarie, aprendo varchi per gli attaccanti che spesso gli restituiscono il pallone in profondità. E' così che ha segnato buona parte dei suoi 41 gol in nazionale, un record che gli è valso tre volte il premio di miglior calciatore americano e la garanzia che molto difficilmente il suo nome verrà cancellato dagli annali.

A soli 17 anni fu richiesto dai tedeschi del Bayer Leverkusen, che gli fecero firmare un contratto ma per poi relegarlo in panchina. Tornato in California, si è riaffacciato di nuovo in Europa: prima al Bayern Monaco ma con poca fortuna, poi all'Everton in modo più convincente.