Per l'Uruguay il sogno a questi mondiali è "riscrivere la storia", come invoca il ct Oscar Washington Tabarez. Magari non quella lontana, che nel Trenta e nel Cinquanta vide l'Uruguay campione del mondo. Ma almeno quella del Novanta (ottavi) o, meglio, del Settanta (semifinale).
L'ex tecnico del Cagliari e del Milan ci crede. Dopo essersi qualificata agli spareggi per il Sudafrica, la nazionale uruguayana (ultima a staccare il biglietto per i mondiali fra le 32) è meno accreditata del Messico dai bookmakers per il secondo posto nel girone (il primo, in teoria, sarebbe della Francia). Ma la Celeste ha dalla sua la tradizione e un paese intero che la sorregge e la incita.
Tanti sono gli "italiani" agli ordini di Tabarez, da Cavani a Gargano, punti di forza di Palermo e Napoli, al portiere della Lazio Muslera, al difensore Caceres della Juventus. Dovranno farsi largo, soprattutto in attacco, dove sembra a prova di concorrenza la coppia formata da Diego Forlan e Luis Suarez, attaccanti di Atletico Madrid e Ajax Amsterdam, il primo Scarpa d'oro l'anno scorso, il secondo talento degli olandesi con 22 gol all'attivo nello scorso campionato e quasi altrettanti in questa stagione, inseguito dai principali club europei. La promessa è rappresentata da Nicolas Lodeiro, 21 anni, regista dell'Ajax dal sinistro magico.
A 62 anni, Tabarez 'el maestro', come lo chiamano i suoi, è sulla panchina uruguayana per la seconda volta dopo Italia 90. Lo stile della Celeste sembra un pò meno arcigno e più votato ad un calcio offensivo e veloce che al tradizionale fraseggio lento ma poco pungente. "Abbiamo appuntamento con la storia del nostro calcio, che qualcuno finge di dimenticare non avendone in realtà una propria - ha proclamato Tabarez - dobbiamo essere in sintonia con i nostri antichi campioni". Se Tabarez non sogna finali, è almeno onesto nel primo obiettivo: "battere la Francia".
La difesa, tradizionalmente arcigna, non sembra il punto forte della squadra, nonostante abbia finalmente trovato un portiere affidabile in Muslera. Tabarez conta molto su Caceres, Lugano e Godin. Il centrocampo ha acquistato velocità rispetto al passato con l'innesto di Gargano accanto a Eguren (Villareal) e con la star Lodeiro in cabina di regia. In attacco, soltanto problemi di scelta per Tabarez, con i titolari Forlan e Suarez pungolati da rincalzi di tutto rispetto come Cavani e il "vecchio" ma sempre valido gigante Sebastian Abreu.
L'ex tecnico del Cagliari e del Milan ci crede. Dopo essersi qualificata agli spareggi per il Sudafrica, la nazionale uruguayana (ultima a staccare il biglietto per i mondiali fra le 32) è meno accreditata del Messico dai bookmakers per il secondo posto nel girone (il primo, in teoria, sarebbe della Francia). Ma la Celeste ha dalla sua la tradizione e un paese intero che la sorregge e la incita.
Tanti sono gli "italiani" agli ordini di Tabarez, da Cavani a Gargano, punti di forza di Palermo e Napoli, al portiere della Lazio Muslera, al difensore Caceres della Juventus. Dovranno farsi largo, soprattutto in attacco, dove sembra a prova di concorrenza la coppia formata da Diego Forlan e Luis Suarez, attaccanti di Atletico Madrid e Ajax Amsterdam, il primo Scarpa d'oro l'anno scorso, il secondo talento degli olandesi con 22 gol all'attivo nello scorso campionato e quasi altrettanti in questa stagione, inseguito dai principali club europei. La promessa è rappresentata da Nicolas Lodeiro, 21 anni, regista dell'Ajax dal sinistro magico.
A 62 anni, Tabarez 'el maestro', come lo chiamano i suoi, è sulla panchina uruguayana per la seconda volta dopo Italia 90. Lo stile della Celeste sembra un pò meno arcigno e più votato ad un calcio offensivo e veloce che al tradizionale fraseggio lento ma poco pungente. "Abbiamo appuntamento con la storia del nostro calcio, che qualcuno finge di dimenticare non avendone in realtà una propria - ha proclamato Tabarez - dobbiamo essere in sintonia con i nostri antichi campioni". Se Tabarez non sogna finali, è almeno onesto nel primo obiettivo: "battere la Francia".
La difesa, tradizionalmente arcigna, non sembra il punto forte della squadra, nonostante abbia finalmente trovato un portiere affidabile in Muslera. Tabarez conta molto su Caceres, Lugano e Godin. Il centrocampo ha acquistato velocità rispetto al passato con l'innesto di Gargano accanto a Eguren (Villareal) e con la star Lodeiro in cabina di regia. In attacco, soltanto problemi di scelta per Tabarez, con i titolari Forlan e Suarez pungolati da rincalzi di tutto rispetto come Cavani e il "vecchio" ma sempre valido gigante Sebastian Abreu.