Transit story, incredibili quegli anni
Tutto cominciò nel lontano 1953, da una costola delle grandi berline...
A vederlo oggi non viene da pensare che il primo Ford Transit portava su di sé ancora tracce delle auto da cui era stato riprogettato. Era il 1953, infatti, quando un van dalle forme che oggi giudicheremmo con severità, venne motorizzato con un 1200 benzina derivato da quello che montavano le berline e station wagon Taunus all'epoca.
La produzione in serie iniziò nello stabilimento di Langley, nel Berkshire (lo stesso che nel secondo conflitto sfornava a ritmo serrato i caccia Hawker Hurricane), ma presto la domanda superò la capacità produttiva della fabbrica e le linee vennero spostate a Southampton, dove viene tuttora prodotto. Il Transit viene inoltre costruito a Genk, in Belgio, in Turchia, e in Cina. Attualmente sono stati prodotti più di cinque milioni di Transit attraverso sette serie.
La prima produzione in serie Ford ad avere il nome "Transit" però fu appannaggio di un furgone costruito nello stabilimento Ford di Colon…
La produzione in serie iniziò nello stabilimento di Langley, nel Berkshire (lo stesso che nel secondo conflitto sfornava a ritmo serrato i caccia Hawker Hurricane), ma presto la domanda superò la capacità produttiva della fabbrica e le linee vennero spostate a Southampton, dove viene tuttora prodotto. Il Transit viene inoltre costruito a Genk, in Belgio, in Turchia, e in Cina. Attualmente sono stati prodotti più di cinque milioni di Transit attraverso sette serie.
La prima produzione in serie Ford ad avere il nome "Transit" però fu appannaggio di un furgone costruito nello stabilimento Ford di Colon…
A vederlo oggi non viene da pensare che il primo Ford Transit portava su di sé ancora tracce delle auto da cui era stato riprogettato. Era il 1953, infatti, quando un van dalle forme che oggi giudicheremmo con severità, venne motorizzato con un 1200 benzina derivato da quello che montavano le berline e station wagon Taunus all'epoca.
La produzione in serie iniziò nello stabilimento di Langley, nel Berkshire (lo stesso che nel secondo conflitto sfornava a ritmo serrato i caccia Hawker Hurricane), ma presto la domanda superò la capacità produttiva della fabbrica e le linee vennero spostate a Southampton, dove viene tuttora prodotto. Il Transit viene inoltre costruito a Genk, in Belgio, in Turchia, e in Cina. Attualmente sono stati prodotti più di cinque milioni di Transit attraverso sette serie.
La prima produzione in serie Ford ad avere il nome "Transit" però fu appannaggio di un furgone costruito nello stabilimento Ford di Colonia in Germania, introdotto nel 1953 con il nome di FK 1000 (Ford Köln, capacità di carico 1000 kg). Il veicolo assunse la denominazione Ford Taunus Transit solo nel 1961 ed uscì di produzione nel 1965.
Ma la forza del Transit non venne solo da un veicolo subito gradito al mercato, il merito va equamente diviso con l'intuizione di Henry Ford II°, di riunire le filiali inglese e tedesca, primo passo verso la fondazione dell'attuale Ford Europa. La carreggiata larga e le linee ispirate ai light truck USA coniugarono un veicolo pieno di fascino, innovativo e con grande capacità di carico, con una vera e propria rivoluzione nel settore del trasporto leggero, quello di veicoli che si potessero guidare con la stessa patente delle automobili, cioè i commerciali per tutti.
All'inizio i motori della gamma inglese permettevano la scelta tra un 1500/1700 benzina (derivato dalla Taunus) e un due litri diesel. Per scopi speciali (polizia e ambulanza) erano state subito previste anche versioni con motori più potenti, benzina tre litri e 6 cilindri.
La prima rivoluzione arrivò all'inizio del 1986; scompaiono le forme quadrate, cambia il sistema di sospensioni dalle balestre alle molle - esclusi cassonati e versioni a passo lungo - mentre la gamma di motori rimane pressoché invariata, salvo che per V6 benzina, dove il tre litri viene sostituito da un V6 di 2,9 litri alimentato attraverso iniezione elettronica EFI. In quegli anni però arriva anche quello che diverrà il motore storico del Transit, il 4 cilindri diesel di 2.400 cc, dapprima in versione aspirata quindi anche turbo.
Si deve arrivare poi al luglio del 2000 per vedere la sesta serie, sviluppata negli USA. Con questa versione arriva anche la trazione anteriore, in alternativa allo schema classico. La motorizzazione diesel - grazie al nuovo universo Ford, di cui faceva parte anche Jaguar - è tutta nuova, un Duratorq uguale a quello che gira nei cofani di Mondeo e Jaguar X-Type.
E arriva anche il cambio automatico Durashift (opzionale sulla versione a trazione posteriore e di serie sui motori Duratorq TD 2.400): i comandi sono sul cruscotto, con selezioni personalizzate che comprendono perfino una modalità inverno per la guida su fondi innevati.
Due anni dopo, ecco il Transit Connect, che si inserisce nella portata dei veicoli multispazio, per sostituirsi ai commerciali Ford di taglia piccola allora in listino, basati su Escort e Fiesta, come il Ford Courier (derivato direttamente dalla Fiesta, a cui era identico nella parte anteriore). Condivide comunque molto poco con il Transit tradizionale in termini di ingegneria e meccanica, sebbene sia prodotto insieme ad esso in un nuovo stabilimento in Turchia.
Nel 2002 fu la volta del primo motore diesel common rail nel Transit, con il lancio di un common rail due litri sulla versione a trazione anteriore, seguito, appena due anni dopo, dalla variante HPCR di 2,4 litri, cui venne abbinato anche il nuovo cambio MT-82 a 6 marce, montato sui modelli a trazione posteriore.
Ancora due anni per arrivare all'attuale 2200 TDCi e il 2014 è ormai alle porte.
Intanto erano stati fatti più esercizi di ingegneria sul Transit, dal prototipo visto ad un salone di Ginevra che montava nell'area di carico un tremila trapiantato dalla Formula Uno, rumore e larghezza degli pneumatici erano uguali, al concept sportivo del 2011, equipaggiato con un diesel Duratorq TDCi da 200 cv e 470 Nm di coppia, con spoiler, passaruota allargati, doppio terminale di scarico e cerchi in lega con gomme ribassate 235/45. Una gioia per gli occhi degli appassionati. (m.c.)
La produzione in serie iniziò nello stabilimento di Langley, nel Berkshire (lo stesso che nel secondo conflitto sfornava a ritmo serrato i caccia Hawker Hurricane), ma presto la domanda superò la capacità produttiva della fabbrica e le linee vennero spostate a Southampton, dove viene tuttora prodotto. Il Transit viene inoltre costruito a Genk, in Belgio, in Turchia, e in Cina. Attualmente sono stati prodotti più di cinque milioni di Transit attraverso sette serie.
La prima produzione in serie Ford ad avere il nome "Transit" però fu appannaggio di un furgone costruito nello stabilimento Ford di Colonia in Germania, introdotto nel 1953 con il nome di FK 1000 (Ford Köln, capacità di carico 1000 kg). Il veicolo assunse la denominazione Ford Taunus Transit solo nel 1961 ed uscì di produzione nel 1965.
Ma la forza del Transit non venne solo da un veicolo subito gradito al mercato, il merito va equamente diviso con l'intuizione di Henry Ford II°, di riunire le filiali inglese e tedesca, primo passo verso la fondazione dell'attuale Ford Europa. La carreggiata larga e le linee ispirate ai light truck USA coniugarono un veicolo pieno di fascino, innovativo e con grande capacità di carico, con una vera e propria rivoluzione nel settore del trasporto leggero, quello di veicoli che si potessero guidare con la stessa patente delle automobili, cioè i commerciali per tutti.
All'inizio i motori della gamma inglese permettevano la scelta tra un 1500/1700 benzina (derivato dalla Taunus) e un due litri diesel. Per scopi speciali (polizia e ambulanza) erano state subito previste anche versioni con motori più potenti, benzina tre litri e 6 cilindri.
La prima rivoluzione arrivò all'inizio del 1986; scompaiono le forme quadrate, cambia il sistema di sospensioni dalle balestre alle molle - esclusi cassonati e versioni a passo lungo - mentre la gamma di motori rimane pressoché invariata, salvo che per V6 benzina, dove il tre litri viene sostituito da un V6 di 2,9 litri alimentato attraverso iniezione elettronica EFI. In quegli anni però arriva anche quello che diverrà il motore storico del Transit, il 4 cilindri diesel di 2.400 cc, dapprima in versione aspirata quindi anche turbo.
Si deve arrivare poi al luglio del 2000 per vedere la sesta serie, sviluppata negli USA. Con questa versione arriva anche la trazione anteriore, in alternativa allo schema classico. La motorizzazione diesel - grazie al nuovo universo Ford, di cui faceva parte anche Jaguar - è tutta nuova, un Duratorq uguale a quello che gira nei cofani di Mondeo e Jaguar X-Type.
E arriva anche il cambio automatico Durashift (opzionale sulla versione a trazione posteriore e di serie sui motori Duratorq TD 2.400): i comandi sono sul cruscotto, con selezioni personalizzate che comprendono perfino una modalità inverno per la guida su fondi innevati.
Due anni dopo, ecco il Transit Connect, che si inserisce nella portata dei veicoli multispazio, per sostituirsi ai commerciali Ford di taglia piccola allora in listino, basati su Escort e Fiesta, come il Ford Courier (derivato direttamente dalla Fiesta, a cui era identico nella parte anteriore). Condivide comunque molto poco con il Transit tradizionale in termini di ingegneria e meccanica, sebbene sia prodotto insieme ad esso in un nuovo stabilimento in Turchia.
Nel 2002 fu la volta del primo motore diesel common rail nel Transit, con il lancio di un common rail due litri sulla versione a trazione anteriore, seguito, appena due anni dopo, dalla variante HPCR di 2,4 litri, cui venne abbinato anche il nuovo cambio MT-82 a 6 marce, montato sui modelli a trazione posteriore.
Ancora due anni per arrivare all'attuale 2200 TDCi e il 2014 è ormai alle porte.
Intanto erano stati fatti più esercizi di ingegneria sul Transit, dal prototipo visto ad un salone di Ginevra che montava nell'area di carico un tremila trapiantato dalla Formula Uno, rumore e larghezza degli pneumatici erano uguali, al concept sportivo del 2011, equipaggiato con un diesel Duratorq TDCi da 200 cv e 470 Nm di coppia, con spoiler, passaruota allargati, doppio terminale di scarico e cerchi in lega con gomme ribassate 235/45. Una gioia per gli occhi degli appassionati. (m.c.)