Dopo la partenza dagli stabilimenti Land Rover di Birmingham dove anche la The Millionth Discovery è stata prodotta e assemblata, la spedizione ha partecipato ad una cena di gala a Londra, alla Royal Geographical Society, per poi dirigersi verso il continente per fare tappa al Motor Show di Ginevra, sulle rive del lago. Dalla Svizzera il convoglio è ripartito verso le Alpi assieme a Ben Saunders, esploratore polare e già ambasciatore di Land Rover, percorrendo anche qualche strada in quota, non senza incontrare neve fresca e ghiaccio.
L'Italia era a un paio d'ore di macchina e fermarsi a Milano per una notte era d'obbligo, pronti per ripartire alla volta di Monaco, in Germania e a Vienna. L'urgenza di questi primi giorni era arrivare a Salisburgo, dove la carovana delle Discovery -con la carrozzeria ancora limpida, sporcata solo da qualche moscerino autostradale- si ferma obbligatoriamente per una sosta al centro Land Rover Experience.
Il motivo è un allenamento specifico in vista di dover affrontare ogni genere di terreno immaginabile, dalle pianeggianti arterie cittadine ai solchi ed alle profonde buche dell'Ucraina, dai passi ghiacciati delle Alpi e della catena dei Carpazi alle pianure selvagge del Kazakistan. Gli istruttori del centro hanno speso una giornata intera a preparare i driver, ancora ignari delle difficoltà che avrebbero incontrato lungo il percorso, per poi ripartire lasciandosi alle spalle le prime grandi città: Budapest, L'Viv e Kiev.
L'Italia era a un paio d'ore di macchina e fermarsi a Milano per una notte era d'obbligo, pronti per ripartire alla volta di Monaco, in Germania e a Vienna. L'urgenza di questi primi giorni era arrivare a Salisburgo, dove la carovana delle Discovery -con la carrozzeria ancora limpida, sporcata solo da qualche moscerino autostradale- si ferma obbligatoriamente per una sosta al centro Land Rover Experience.
Il motivo è un allenamento specifico in vista di dover affrontare ogni genere di terreno immaginabile, dalle pianeggianti arterie cittadine ai solchi ed alle profonde buche dell'Ucraina, dai passi ghiacciati delle Alpi e della catena dei Carpazi alle pianure selvagge del Kazakistan. Gli istruttori del centro hanno speso una giornata intera a preparare i driver, ancora ignari delle difficoltà che avrebbero incontrato lungo il percorso, per poi ripartire lasciandosi alle spalle le prime grandi città: Budapest, L'Viv e Kiev.