Land Rover 2012

SETTIMA TAPPA

Alla frontiera bloccata?
Proseguire sembra impossibile

Una tempesta di neve ha cancellato 1.000 km di strada, rendendo impossibile il transito anche per la Discovery 4, oramai già ribattezzata l'Inarrestabile

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Seguiamo il corso del Volga, fino all'ultima sosta russa ad Astrakan, vicina al Mar Caspio. È qui che i dubbi sulla possibilità di non poter passare il confine del Kazakistan, verso la parte più incerta del percorso di 8.000 miglia, prendono forma. Ben due valichi di confine con l'Uzbekistan risultano chiusi: una tempesta di neve ha cancellato 1.000 km di strada, rendendo impossibile il transito anche per la Discovery 4, oramai già ribattezzata l'Inarrestabile.

Il sole del Kazakistan riscalda la giornata e gli animi, mentre cerchiamo di lasciare l'Europa per addentrarci in Asia, verso Atyrau. I nostri presentimenti peggiori diventano l'argomento del giorno che serpeggia per radio tra i camionisti. Sentiamo previsioni apocalittiche, di gente che ha impiegato dei giorni per fare la frontiera. Le strade lasciano il posto a carreggiate di fango pressato piene di buche, un buon diversivo per i nostri pensieri, che funziona solo fino alla visione concreta del nostro incubo: una coda senza fine d'autocarri segnala l'avvicinarsi del confine.

In momenti come questo abbiamo ringraziato gli istruttori di Salisburgo per il briefing in caso di fuoristrada serio, essendo riusciti a inventarci un percorso  - che definire creativo è un eufemismo-  per arrivare al fronte: è ora di prendere la via del deserto.

Commutate rapidamente tutte le regolazioni delle Discovery su "full off road": massima altezza da terra, Terrain Response su Mud e Ruts (Fango e Solchi) ed esclusione del controllo della trazione, ci lasciamo alle spalle l'ultimo camion della fila -e la relativa sicurezza della rotabile- per affrontare in fuori strada quel tratto di territorio che non risulta essere segnato su nessuna mappa.

Comunque, con il confine uzbeko ancora piuttosto distante e le voci raccolte circa la possibile chiusura della sua frontiera entro un'ora, non abbiamo altra scelta. Ci immergiamo nella steppa desertica in uno scenario mutevole che passa dalla sabbia asciutta e compatta a buche fangose e piene d'acqua, attraverso tutte le possibili varianti intermedie. La luce del giorno che cala rapidamente rende ancora più impegnativa la scelta del percorso migliore, tenendoci in uno stato di costante allerta misto a ansia da prestazione.

La gente del luogo insiste a dirci che a volte possono essere necessari tre giorni per attraversare il confine, ma i nostri 50 giorni di viaggio, da Birmingham a Pechino, meticolosamente pianificati, hanno una scadenza: l'arrivo della milionesima Discovery in Cina è previsto per il Motor Show di Pechino. Ritardi dovuti ai passaggi di frontiera ne abbiamo previsti, ma uno stop forzato di tre giorni sarebbe davvero duro da ammortizzare.

Una buona dose di fortuna e le prodezze delle nostre Discovery ci portano a concludere, per il momento la fuga verso il confine dove, almeno sul versante del Kazakistan, le formalità vengono espletate rapidamente. Sembra però che anche le guardie di questo valico sperduto conoscano le difficoltà d'ingresso nel paese vicino. E se il cartello all'uscita dal Kazakistan dice solo "Buona Fortuna", il sorriso ironico della guardia che ci saluta con la mano sembra davvero intendere "Adesso ve ne accorgerete." E così è stato.