Salone Ginevra 2012

Salone Ginevra che sogno
qui, dove la crisi non esiste

Supercar da 350 orari, Gt milionarie, prototipi unici: il mondo dell'auto è ancora capace di stupire. E di dimenticare, per qualche giorno, tutti i suoi problemi

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Visto da Ginevra il mondo dell'auto sembra lontano anni luce dall'Italia. Fra record di vendite sbandierati qua e là, supercar da oltre 700 cavalli sparse come semi al vento e 140 (si, centoquaranta) anteprime assolute la nostra Italia con la benzina a due euro, con il mercato del nuovo che si spezza in due e dove perfino l'usato segna il passo (dai Aci di oggi) appare su un altro pianeta.

D'altra parte è tutto in linea: come può essere paragonato all'Italia un Paese come la Svizzera che domenica dovrà decidere con un referendum se concedersi sei settimane di vacanze l'anno, due in più rispetto al minimo legale di quattro settimane attualmente previsto? "Nel Paese della prosperità operosa" tutto è insomma possibile, anche sognare. E in questo il salone di Ginevra è formidabile.

Qui i famosi "prototipi di ricerca" si chiamano sempre così ma la ricerca non si riferisce al mondo universitario ma alla caccia, alla "ricerca" di qualche folle che alla fine dello show compri la macchina esposta sullo stand. E di gente simile - anche qui siamo anni luce dall'Italia dove le supercar vengono ormai accusate di ogni male - in Svizzera è pieno: la famosa Lamborghini Aventador senza tetto e parabrezza è stata subito piazzata a 2,1 milioni di euro ad un collezionista. E la Bentley ha avuto il suo bel da fare per cacciare via clienti che avrebbero pagato qualsiasi cifra per comprare quella specie di veicolo industriale che hanno il coraggio di chiamare Suv. "E' solo un prototipo, per la versione di serie si vedrà" hanno ripetuto fino alla noia gli standisti della casa inglese.

E la Ferrari? Un trionfo assoluto: la Berlinetta da 740 cavalli è andata a ruba e sembra che già durante la rassegna elvetica sia stata piazzata tutta la produzione del primo anno. Senza che nessuno si sia mai posto la domanda che, invece, qui in Italia, tutti si sono fatti subito: ma quanto paga di superbollo questa GT da 740 cavalli? La risposta è 7200 euro, ma poco importa.

Tutto questo, ovvio, sa di follia. Ma racchiude però anche qualcosa di geniale, di speciale. Di magico. E si perché significa che l'auto non rinuncia a sognare e che - nonostante tutto - riesce ancora a lasciarsi alle spalle i tremendi problemi da cui è afflitta e a proporre ancora cose bellissime.

E' questo lo spirito del Salone di Ginevra che abbiamo cercato di raccontare. E ai tanti lettori che ci hanno scritto denunciando la follia di parlare di supercar da oltre 700 cavalli e listini milionari che in un momento come questo, rispondiamo che hanno ragione. Ma Ginevra, come dicevamo, non è il mondo reale. E' solo un grande sogno.