Un’auto su cinque vendute lo scorso anno nel mondo appartiene alla categoria Suv-crossover. La bellezza di circa 18 milioni di unità, a testimonianza di una crescita esponenziale di consensi che non accenna ad arrestarsi. In Europa, il rapporto è di una su quattro, pari al 23 per cento del mercato, e anche l’Italia non si discosta da questa percentuale, confermando tra l’altro l’importanza strategica del segmento, forse l’unico a “tirare” veramente in una fase di crisi perdurante.
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Nessun costruttore, quindi, neppure chi produce top-car, può restare fuori dalla partita e, anzi, in listino è ormai d’obbligo avere una sorta di gamma parallela a quella dei modelli tradizionali, offrendo un’alternativa, nelle stesse fasce commerciali, a berline, wagon e monovolume.
Renault, come marchio - perché, a livello di gruppo, Nissan è da tempo in pole nel settore e Dacia sta facendo bene la sua parte- ha accumulato un bel po’ di ritardo in materia, accontentandosi per lungo tempo soltanto dei non brillantissimi risultati della Koleos, una Suv di classe media con passaporto coreano, realizzata in alleanza con la Samsung.
La svolta nel 2013, con la Captur, parente stilisticamente meno estrema della Nissan Juke, che ha conquistato la vetta, in Francia e in Europa, fra le crossover compatte superando le 200.000 unità. In attesa della evoluzione della Koleos, restava però da colmare il vuoto nella categoria baricentrica, dove la concorrenza è accanita, ma dove non è più possibile essere assenti, soprattutto quando si tratta di un produttore di massa.
Ecco perché Carlos Ghosn, big manager del gruppo, ha presentato in anteprima la nuova crossover Kadjar definendola, senza mezzi termini, “fondamentale” e tracciando le intenzioni strategiche di una vettura che, dalla fabbrica di Palencia in Spagna, approderà sul mercato europeo e africano nell’estate prossima, per poi radicarsi, a partire dal 2016, anche in Cina, dove il segmento vale il 30% del mercato, come prima Renault prodotta in loco nello stabilimento di Wuhan.
Lunga 4,45 metri, la debuttante segue, nell’aspetto esterno, il filone stilistico impostato dal chief designer Laurens van den Acker per l’ultima Clio e la Captur, ma con più forti sottolineature che ne identificano la vocazione polivalente, di stradista dai toni sportiveggianti e, al tempo stesso, auto capace di affrontare qualche (non eccessiva) difficoltà off-road.
Gli interni verranno compiutamente svelati dopo il lancio effettivo al prossimo Salone di Ginevra, ma in Renault sottolineano subito ambizioni premium in fatto di qualità di finiture e dotazioni (in evidenza il sistema interattivo R-Link 2 con riconoscimento vocale), mentre le misure di abitacolo e vano di carico sono in sintonia con il lato più funzionale della personalità della Kadjar.
Sul piano tecnico, la neonata crossover non nasconde il legame con la sorella giapponese Nissan Qashqai, sia nella condivisione della piattaforma che della maggior parte delle componenti rivolte alla dinamica. Lo schema di trasmissione prevede tre diverse possibilità di scelta: versioni a sola trazione anteriore, optional un “estende grip” con differenziale elettronico utile sui terreni a scarsa aderenza in abbinamento ai pneumatici M+S e, al vertice della gamma, varianti a trazione integrale con possibilità di blocco su ripartizione fissa della coppia per non sfigurare in condizioni più impegnative. Bocche cucite per quanto riguarda la scuderia motori, altro annuncio riservato a Ginevra, ma è ipotizzabile l’impiego delle note unità Energy di ultima generazione, come i diesel 1.500 e 1.600 e il 1.200 turbo a benzina, patrimonio delle recenti Renault di fascia media.
Nessuna dichiarazione neppure sui prezzi, che comunque dovrebbero orientarsi su quelli delle principali rivali, dalla Peugeot 3008 alla Volkswagen Tiguan, dalle coreane Hyundai ix35 e Kia Sportage alla Mazda CX-5, dalla Ford Kuga alla stessa Nissan Qashqai.