Supplemento Auto

Quel legame indissolubile tra vacanze e automobile

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di VALERIO BERRUTI
L’auto viaggia, eccome. Quest’anno la useranno per le vacanze oltre il 62 per cento degli italiani, segno che non era proprio vero che la sua corsa stava per finire. Così come stanno le cose oggi sembrerebbe proprio il contrario, quasi l’inizio di una nuova vita. In tre, quattro anni è cambiato tutto. Molto in fretta. O meglio talmente in fretta che la gran parte degli analisti, ricercatori ed esperti del settore ci hanno capito ben poco. Cominciamo dal mercato. Quello più vicino a noi, quindi Europa e poi Italia. Il vecchio continente sembrava tagliato fuori con una ripresa difficile quanto impossibile che ha portato addirittura alcuni marchi ad abbandonare tutto in cerca di zone migliori e maggiormente profittevoli (Chevrolet e Daihatsu, per esempio) ed altri a ridurre l’investimento per puntare altrove. E, invece, ecco il “miracolo”. Trentadue mesi consecutivi di crescita e la certezza di tornare ai tempi d’oro.

Un po’ come l’Italia dove era tutto buio e triste e adesso c’è di nuovo il sole e finalmente sono finite pure le lamentele. E non solo quelle dei soliti “gufi”.

L’auto viaggia di nuovo. Le strade sono tornate larghe perché tante cose sono cambiate e molte indubbiamente ne cambieranno.
Nessuno parla più di potenza e prestazioni ma di connessione ed emissioni zero. Gli automobilisti guardano altrove. La mobilità sostenibile non è più uno slogan, tanto per essere “ecologicamente corretti” ma qualcosa che riguarda molto da vicino e in maniera concreta la sopravvivenza del pianeta e insieme quella delle nostre automobili. Qualcosa che sta stravolgendo anche l’approccio culturale, se così si può dire, nei confronti dell’auto.

Secondo uno studio europeo di McKinsey and company dal titolo “connected car: automotive value chain unbound” per il 28% degli acquirenti la connettività viene prima dei consumi. Mentre il 13% non acquista una vettura che non sia connessa a Internet e il 20% è disposto a passare ad un altro marchio per avere una migliore connettività. Una percentuale che sale al 41% per i conducenti che passano più di 20 ore a settimana al volante. Si tratta di una ricerca che sta influenzando tutti i grandi costruttori. Nissan in testa che l’ha usata per sviluppare la connettività a bordo. La casa giapponese ha creato un team specifico.

Obiettivo: assicurare che il più recente hardware e software funzioni con la maggioranza dei telefonini in commercio, dai nuovi ai più datati. Se non è una rivoluzione questa? La chiamano rivoluzione digitale e sta trasformando le nostre automobili in qualcosa di diverso e sicuramente migliore. Un giorno non molto lontano, infatti, saranno loro a non avere più bisogno di noi perché diventeranno autonome a tutti gli effetti. Basterà impostare una destinazione sul navigatore 3D, spingere il tasto del “pilota automatico” e al resto penseranno i computer. Un po’ come avviene sugli aerei solo che sulle strade è tutto più complicato e per questo ci vorrà ancora un po’ di tempo.

C’è chi è pronto a giurare che basteranno solo cinque anni e chi invece pensa che ne serviranno almeno il doppio. La convinzione, però, è che quel momento arriverà. Nessuno e niente potrà impedirlo. Per il momento non resta che vivere la trasformazione, il cambiamento veloce e irresistibile, l’innovazione e i suoi effetti. Vederli giorno per giorno, nei nuovi modelli sempre più avanzati, nell’elettronica che un po’ alla volta prende il comando dell’automobile rendendola più sicura e godibile. Tutto cambierà in fretta meno le nostre vacanze che continueremo a fare in automobile. Magari senza lo stress di doverle guidare.