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Land Rover Discovery atto quinto

Niente incertezze siamo inglesi: dal glamour Evoque al più classico dei Suv, la risposta al dominio dei tedeschi è “family feeling”

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Ai cambi di passo, alle corpose evoluzioni, a vere e proprie rivoluzioni, la Land Rover ci ha ormai abituato da tempo.

Un marchio nato nel dopoguerra per offrire un mezzo tuttofare, seguendo l’esempio dell’americana Jeep, votato agli impieghi più gravosi, è stato in grado di creare, già nel 1970, un modello come la Range, antesignana delle Suv premium, fino a stupire, più di recente, con icone glamour come la Evoque, declinata perfino in versione cabriolet. Design ricercato, alta tecnologia e allestimenti lussuosi sono, inoltre, andati di pari passo con uno sviluppo tecnologico che non ha mai messo in secondo piano doti off-road senza compromessi.

Oggi, mentre si attende l’arrivo dell’erede della mitica Defender, quella che ha rappresentato la continuità con la purezza originaria della prima Land, la gamma si aggiorna e si arricchisce ancora in una fase assai positiva di espansione commerciale e di estensione dei poli produttivi che comprendono anche la fabbrica di Changshu inaugurata nel 2014 in Cina.

Sul palcoscenico del Salone di Parigi ha debuttato la quinta generazione della Discovery, vettura che nel 1989 segnò una svolta significativa per il marchio, occupando uno spazio a ridosso della Range per far fronte alla allora emergente ed aggressiva concorrenza nipponica. Meno raffinata nello stile e negli equipaggiamenti rispetto alla sorella maggiore, la Suv britannica offriva però prestazioni da autentica fuoristrada accompagnate da estrema versatilità e grandi qualità funzionali, caratteristiche che ne hanno accompagnato sempre lo sviluppo.

Nel tempo, l’immagine, ma non la sostanza, off-road si è andata affievolendo e, mentre la Range è approdata alle vette assolute della categoria, per affrontare rivali del calibro di Porsche Cayenne o Bentley Bentayga, la Discovery, nella sua ultima evoluzione, guarda ad avversarie come la Bmw X5, l’Audi Q7 o la Mercedes GLE, segnando la distanza con la Discovery Sport, nata nel 2014 per sostituire di fatto la compatta Freelander.

Nell’aspetto, i tratti, definiti dal chief designer del marchio Gerry McGovern, seguono il family feeling, dai forti accenti dinamici, inaugurato con la Evoque, ma in questo caso non poteva venir meno l’attenzione alla massima sfruttabilità degli spazi, per garantire tra l’altro comodità e facilità di accesso a sette passeggeri oltre alla scontata capienza e modulabilità del vano di carico. Un abitacolo accogliente, curato nei dettagli e dotato di sistemi d’infotainment avanzati, identifica poi una personalità più ricercata rispetto al passato e, sotto questo aspetto, la parentela con la Range si fa più stretta.

Come già accennato, però, la nuova Discovery doveva comunque onorare il motto “Above and Beyond” che nessuna Land Rover può tradire. Le prerogative della piattaforma PLA (Premium Lightweight Architecture) sono state dunque interpretate per consentire il disimpegno nelle condizioni difficili e gli apparati elettronici che assistono la trazione integrale, come il Terrain Response o il Torque Vectoring, sono della più recente generazione , studiati per un utilizzo della vettura praticamente a 360°.

Del resto, la “diversità” del marchio nell’ambito premium del settore, dove le case tedesche spadroneggiano e dove le giapponesi non sono certo da sottovalutare, sta proprio, oltre che nella apprezzata identità stilistica, nell’offrire argomentazioni da prima della classe in un impiego fuori della norma. Ciò non vuol dire che vengano trascurati gli aspetti legati alla dinamica sulle strade normali e, in questo senso, i legami con Jaguar producono i loro effetti. I motori due litri turbo, a benzina e a gasolio, della famiglia battezzata Ingenium sono ormai una consolidata presenza positiva nel panorama di categoria e ad essi si aggiungono i sei cilindri per connotazioni ancora più forti quanto a prestazioni.

Con ambizioni commerciali superiori a quelle del modello che sostituisce, la nuova Discovery affronta un mercato europeo che, nonostante le incertezze, assegna alle Suv di lusso una posizione di rilievo (siamo nell’ordine del 2% del totale) e Land Rover è in costante crescita. Situazione simile anche in Italia, con Evoque a fare la parte del leone (oltre 5.000 le unità vendute nei primi sei mesi di quest’anno), ma dove l’area di potenziale espansione è quanto mai aperta.