Supplemento Auto

Le regole dell’attrazione

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La fatidica domanda fa passare intere giornate sulle scrivanie e notti insonni ai guru del marketing. Cosa deve avere ma, soprattutto, come deve essere un’auto per piacere ed essere apprezzata?

Saperlo, ancora prima di buttare giù su un foglio di carta i primi schizzi che inquadrano le forme di un modello da sviluppare è fondamentale. Specialmente se si è alle prese con una vettura nuova di pacca, priva quindi di una tradizione alle spalle che in molti casi può aiutare nel successo sopperendo ad alcune mancanze.

Vanno allora guardate le tendenze, quelle caratteristiche per intenderci che in un dato momento storico guidano i clienti convincendoli all’acquisto, oppure addirittura li scoraggiano visto il boom che stanno avendo fenomeni tipo il car-sharing. Si fa allora spesso ricorso alle tante ricerche di mercato svolte dagli analisti del settore che possono aiutare i progettisti a fare centro. Nonostante l’auto, alla pari della maggior parte di oggetti d’uso comune, sia in continua evoluzione e influenzata nei contenuti dalle mode e dalle tecnologie che cambiano a una velocità impressionante.
Partendo ad esempio dalla tipologia di carrozzeria, a riscuotere molti consensi adesso sono Suv e crossover che solo in Italia contano circa il 26% delle vendite totali, mostrando quanto sia diventato importante avere un carattere trasversale e adattabile a ogni situazione persino nel mondo delle quattro ruote.

Passando invece al colore della carrozzeria un recente studio dell’azienda americana PPG, tra i principali produttori al mondo di vernici per auto, ha evidenziato come il bianco, seguito dal nero e dal grigio, sia quello preferito. Mettendo, però, in luce che negli anni a venire saranno le tonalità rosso e arancio a essere predilette in quanto rappresentative di ottimismo nello stato d’animo dei consumatori.

Determinante poi è diventata nella scelta di una vettura, in piena era dei social network, la quantità di dispositivi presenti a bordo, volti ad assicurare sempre e ovunque una connessione grazie alla quale poter comunicare al mondo che si è vivi pure mentre si sta, magari, fermi nel parcheggio del supermercato.
Lasciando comunque da parte l’ironia, essere in grado di viaggiare veloci nella rete prima ancora che sulle strade è una priorità assoluta sulle moderne automobili. Tanto che, stando ai dati di un recente report sull’argomento realizzato da AlixPartners, nel 2018 ogni vettura venduta in Europa sarà provvista di un’infrastruttura per il collegamento veloce a internet e il mercato delle connected cars svilupperà un giro d’affari di oltre 40 miliardi di euro con un incremento anno per anno del 20%.
Vi è poi un altro fattore che sembra diventato determinante per il grande pubblico nello scegliere la compagna di vita motorizzata. Ovvero l’economia d’utilizzo e l’impatto ecologico che quest’ultima ha. Essendo ormai un trend molto diffuso quello di preferire dei mezzi parchi quanto a sete di carburane e poco inquinanti. Favoriti in molti casi, vedi le auto ibride, dai diversi vantaggi per promuoverne l’acquisto tra cui l’esenzione del bollo e l’accesso nelle zone a traffico limitato in numerose città europee.
Senza contare che parecchie vetture, in particolar modo nei segmenti premium, vengono richieste ponendo attenzione non solo all’anima verde delle loro motorizzazioni, ma addirittura guardando ai materiali con i quali vengono fabbricate. Spingendo i costruttori a fare una vera e propria gara a chi, arrivando persino a impiegare le bucce di pomodoro per alcune componenti come sta sperimentando la Ford, riesce a trovare l’ingrediente più “pulito” ed esclusivo.
Altra tendenza imperante al momento è quella di preferire le automobili poco appariscenti. Supercar e grintose sportive certo continuano a far sognare e ad avere un’elitaria clientela. Dare nell’occhio e farsi notare nel traffico è però diventato anche per chi può permetterselo demodé. Sono infatti in aumento quelle vetture con la doppia anima: dotate fuori di una carrozzeria sobria e sotto al vestito di meccaniche a tutto cavalli pronte a lasciare il segno sulle piste.
In ultimo la guida autonoma. Pur essendo vero che ancora non esistono modelli omologati per circolare liberamente sulle strade lasciando al pilota la libertà di staccare le mani dal volante e non guardare la strada, è anche vero che tantissime auto forniscono una infinità di aiuti durante la marcia, riuscendo persino a perdonare al conducente distrazioni ed errori gravi. Bene, se un tempo l’elettronica spaventava, oggi chi più ne ha più ne metta. Pure sulle utilitarie telecamere, sensori e altri aggeggi comandati da chip e bit sono apprezzati e possono far salire di rango una vettura facendola preferire a un’altra.