Il dizionario del Salone
Dalla A alla Z: curiosità tendenze, protagonisti e novità sugli stand del più importante motorshow dell’anno
A ALPINE Il marchio sportivo francese ritorna enfin, a Ginevra sono attese comunicazioni più precise. Fra un sorriso e una occhiata al cielo, gli uomini della Renault hanno fatto già capire che la nuova Alpine, erede della mitica A110, dovrebbe arrivare sul mercato alla fine dell’anno, o a massimo a inizio 2018. Dal prototipo visto in passato, è certo che avrà uno chassis interamente in alluminio, garanzia di leggerezza e agilità, e dunque di prestazioni.
B BOXER È il motore principe di tutte le Subaru e dunque non mancherà sotto il cofano della nuova generazione della XV, suv rinato sei anni dopo su un nuovo pianale, più rigido e più efficiente. Subaru resta un mistero della fede: in Europa è un marchio di nicchia specialista di trazione integrale, mentre in Nordamerica straccia nelle vendite marchi europei blasonati. Non è “spinto” dai giapponesi come premium, e forse è…
B BOXER È il motore principe di tutte le Subaru e dunque non mancherà sotto il cofano della nuova generazione della XV, suv rinato sei anni dopo su un nuovo pianale, più rigido e più efficiente. Subaru resta un mistero della fede: in Europa è un marchio di nicchia specialista di trazione integrale, mentre in Nordamerica straccia nelle vendite marchi europei blasonati. Non è “spinto” dai giapponesi come premium, e forse è…
A ALPINE Il marchio sportivo francese ritorna enfin, a Ginevra sono attese comunicazioni più precise. Fra un sorriso e una occhiata al cielo, gli uomini della Renault hanno fatto già capire che la nuova Alpine, erede della mitica A110, dovrebbe arrivare sul mercato alla fine dell’anno, o a massimo a inizio 2018. Dal prototipo visto in passato, è certo che avrà uno chassis interamente in alluminio, garanzia di leggerezza e agilità, e dunque di prestazioni.
B BOXER È il motore principe di tutte le Subaru e dunque non mancherà sotto il cofano della nuova generazione della XV, suv rinato sei anni dopo su un nuovo pianale, più rigido e più efficiente. Subaru resta un mistero della fede: in Europa è un marchio di nicchia specialista di trazione integrale, mentre in Nordamerica straccia nelle vendite marchi europei blasonati. Non è “spinto” dai giapponesi come premium, e forse è questo è il suo peccato originale. Ma guidatene una (entro l’anno anche questa nuova XV), e poi ne riparliamo.
C CROSSLAND La Opel sta facendo battage da due mesi sulla Crossland X, erede completamente diversa della Meriva, nata come monovolume compatta con gli sportelli posteriori che si aprono ad armadio con quelli anteriori. Sula Crossland, sportelli tradizionali e vestito a festa da crossover, come moda e mercato impongono a tutti. Il là del cambiamento lo ha dato l’anno scorso la Renault Scénic, la Opel si adegua e non è la sola. La Crossland si affianca alla Mokka X per rafforzare la presenza tedesca su un segmento di mercato molto effervescente.
D DRIVERLESS Nessuno si presenterà sulla stretta rampa che porta all’ingresso del Salone a bordo di un’auto guidata da un robot dopo essere sopravvissuto al traffico ginevrino. Ma veicoli a guida autonoma e senza pilota resteranno sicuramente al centro delle discussioni fra media e manager nei due giorni che precedono l’apertura al pubblico, nella speranza di capire meglio se e quando la realtà supererà nuovamente la nostra fantasia.
E EF7 la eft vision granturismo è uno di quei concept che storicamente danno gran lustro a tutto il salone. il prototipo nasce dalla collaborazione fra pininfarina e l’ex campione del mondo di formula uno emerson fittipaldi. in un teaser di un mese fa, si è visto un grosso alettone posteriore fisso in fibra di carbonio e una linea da “supercattiva”. il progetto potrebbe portare alla produzione di questo modello da parte delle fittipaldi motors in collaborazione con hwa, motor racing team.
F FIAT CHRYSLER Il gruppo di Marchionne si chiama così, ma al Salone si viene quest’anno per vedere da vicino l’Alfa Romeo Stelvio, primo suv del costruttore in oltre cent’anni di vita. Va bene che l’anteprima mondiale è stata fatta a Los Angeles nel novembre scorso, ma in Europa è red carpet da non perdere. Lo Stelvio ha un compito mica facile: trainare le vendite del marchio e dare una svolta. Prendere o lasciare.
G GIULIA Dopo quasi due anni di passerelle dalla prima assoluta al museo di Arese nel giugno del 2015, alla rassegna svizzera la berlina dell’Alfa Romeo cede la scena allo Stelvio. Di lei si parlerà naturalmente ancora: come va sul mercato, come va in America dove è stata lanciata da poco, perché è stato appena deciso che non avrà una versione familiare. Marchionne l’ha fatto capire: meglio investire i soldi della wagon su un altro suv più compatto. È ciò che vuole il mercato.
H H600 Si chiama H600 ed è il prototipo di una elegante berlina a propulsione elettrica firmato Pininfarina per Hybrid Kinetic Group. H, in genere, sta per hydrogen, idrogeno. Altro argomento che non passerà sotto silenzio in un motor show che di impatto ambientale deve comunque occuparsi. Honda e Gm hanno annunciato alla vigilia una nuova cooperazio ne sulle fuel cell, in un settore dove Honda (con la Clarity) è già presente su strada insieme a Toyota (con la Mirai) e Hyundai (con la ix35).
I IBIZA Debutta in società dopo una prima a casa sua, a Barcellona. È la quinta generazione di una berlina di segmento B fin qui dimenticabile e che ora ambisce a diventare indimenticabile. Tutta nuova, a cominciare dalla piattaforma inedita del gruppo Volkswagen Mqb A0, che più avanti nell’anno condividerà la prossima generazione della Polo. Tratti caratteristici: è più grande, superando per la prima volta i 4 metri di lunghezza (4.04), e più larga di ben 8,6 centimetri. Passeggeri e bagagli al seguito ringrazieranno.
L LAMBORGHINI Il primo suv della Casa di Sant’Agata Bolognese andrà in produzione poco dopo che i riflettori di Ginevra saranno spenti. Urus comincerà a girare sulle linee della fabbrica in aprile e quei primi modelli saranno delle pre-serie, ha detto il boss Stefano Domenicali. La successiva commercializzazione di una Lambo a forma di suv – a regime si prevedono 3.500 unità all’anno - cambierà i connotati di una piccola ed esclusiva azienda, per farla diventare, numericamente parlando, grande come mai è avvenuto dal 1963.
M MONOVOLUME C’era una volta. Si chiamava così un tipo di carrozzeria non granché bello a vedersi, un po’ squadrato esternamente ma molto pratico all’interno. Si diceva: un’auto intelligente, che poi non fosse tanto carina era una questione di dettagli. Auto da famiglia. C’era una volta: la monovolume diventa crossover e al Salone toccheremo con mano di ciò di cui si parla. Date una occhiata da vicino alla C-Aircross della Citroen, prototipo di un modello che soppianterà la C3 Picasso, e alla Opel Crossland X (come sopra alla C).
N NOLEGGIO La parola è antica, quanto è moderno il business che oggi indica. Perché il noleggio non è più soltanto l’affitto temporaneo di un’auto, ma la condivisione o car sharing da pagare anche a minuti come il traffico sul cellulare, o un taxi privato come Uber che battaglia contro il servizio pubblico, prossimamente un velivolo che chiameremo via app da uno smartphone e ci porterà a spasso pure senza autista. Ci penserà un robot.
O OCTAVIA La berlina e wagon della Skoda, auto classiche da famiglia, vengono presentate in versione sportiva. È la RS 245, con il numero che indica i cavalli disponibili sotto il cofano: quattro cilindri turbo benzina, 6,4 secondi negli 0-100, cambia manuale a sei marce o automatico doppia frizione a sette, velocità autolimitata a 250 km/h. Skoda sta facendo i numeri nel gruppo Volkswagen cui appartiene, per vendite e profitti, e una Octavia “cattiva” e potente magari non mancava a nessuno, ma c’è. Anche per una nicchia.
P PIECH Se c’è un top manager che a Ginevra non manca mai ma proprio mai è lui. Ferdinand Piech, il padre padrone della Volkswagen, gruppo che ha diretto con pugno di ferro e fatto grande e di cui è azionista di riferimento, compie 80 anni il prossimo 17 aprile. Super ingegnere, appassionato cultore della materia, Piech ha fatto recentemente infuriare i suoi perché avrebbe accusato l’ex pupillo, Martin Winterkorn, ceo defenestrato per lo scandalo Dieselgate, di essere stato a conoscenza del software truffaldino. Smentite, minacce di querele e di danni. Piech mancherà Ginevra per una volta?
Q Q50 Con questa lettera va forte solo Infiniti, il marchio di lusso del gruppo Nissan. Al Salone vedremo la berlina Q50 restyling, ma è chiaro che è andata molto meglio in gennaio al salone di Detroit dove – chi è andato – si è trovato di fronte la nuova crossover in forma di concept QX50. Il marchio cresce, +20% di vendite nel mondo in gennaio, +40% in Europa occidentale. Ma addirittura vola se guardiamo alla percentuale di crescita in Italia, che – come ogni percentuale – va tuttavia presa per quello che è: segnatevi uno stupefacente +559%.
R RANGE ROVER Potrebbe essere la regina del Salone, dipenderà dall’accoglienza. Gli inglesi portano in passerella una nuova Range Rover Velar che ha un posizionamento di mercato esattamente a metà fra una Evoque e una Range Sport. Detto in centimetri, un prodotto con una lunghezza intorno ai 4,70 metri, fra i 4,36 della prima e i 4,85 della seconda. Una zona che è il cuore del mercato dei suv di lusso e non solo. Una corsa sulle concorrenti premium di Audi, Bmw e Mercedes, fin su all’Alfa Romeo Stelvio e Porsche Macan. Senza dimenticare una sportellata al marchio “cugino” Jaguar e alla sua F-Pace.
S SICUREZZA A Ginevra non sarà l’argomento principe, eppure è un tema che riguarda tutti i marchi e i modelli. È la prova di crash test cui l’Euro NCAP – ente europeo indipendente – sottopone esattamente da vent’anni le nostre auto. Praticamente quasi nove su dieci di quelle uscite ogni anno, 1.800 modelli verificati dal 1997, un controllo in autonomia su quanto siano sicure nel caso di incidente. Sicurezza, un anniversario da non dimenticare.
T TRUMP Il presidente statunitense non è stato invitato, ma aleggia. Un po’ perché la Svizzera è notoriamente un campo neutro per tutti, più che mai per l’industria dell’auto in un Paese che non è produttore, dunque un luogo idealmente aperto a qualsiasi ospite. Lontano da Ginevra, Trump ha dato la scossa ai Big di Detroit e ai costruttori stranieri, costringendo tutti a ripensare strategie e investimenti: soldi e fabbriche soltanto in America per posti di lavoro soltanto in America. Come dire, l’unica cioccolata è soltanto svizzera.
U UBER L’appli cazione californiana di taxi privati che presto potrebbe debuttare in borsa (valore stimato: circa 70 miliardi di dollari) non va ancora ai Motor Show, ma è come se ci fosse, da classico convitato di pietra. Perché Uber, non possedendo auto proprie, sta lavorando allo sviluppo di sistemi di guida autonoma insieme a Volvo, Mercedes e Ford. Oltre che a Google, altra impresa tech californiana che con l’industria dell’auto c’entra sempre di più. Anche se ancora non va ai Motor Show.
V VANQUISH È l’Aston Martin che vorremmo tutti vedere da vicino, dopo la foto del modello diffusa qualche mese fa. La Vanquish S Volante è la versione cabriolet della S Coupé, qui con un tetto in tela destinato a non essere usato da chi ama andare a cielo aperto. A occhio, non sembra l’auto adatta alla pettinatura di Trump: ha un motore V12 di 5.9 di cilindrata e 600 cavalli, per il quale sono necessari mani ferme sul volante e capelli (veri) al vento. Non è un’auto democratica, ma quando mai lo è stata una Aston Martin?
Z SVIZZERA E’ l’unica parola con doppia z che ci aiuta quest’anno a completare in qualche modo il dizionario. La Svizzera è il paese ospitante del Salone e ha un mercato che non flette mai, anche se poi andando a guardare la classifica delle auto più vendute, il risultato è un po’ noioso (un po’ svizzero, direbbe qualche maligno). Il modello più venduto nel 2016? La Volkswagen Golf. Il secondo? La Skoda Octavia. Il terzo? La Volkswagen Polo. Vabbè.
B BOXER È il motore principe di tutte le Subaru e dunque non mancherà sotto il cofano della nuova generazione della XV, suv rinato sei anni dopo su un nuovo pianale, più rigido e più efficiente. Subaru resta un mistero della fede: in Europa è un marchio di nicchia specialista di trazione integrale, mentre in Nordamerica straccia nelle vendite marchi europei blasonati. Non è “spinto” dai giapponesi come premium, e forse è questo è il suo peccato originale. Ma guidatene una (entro l’anno anche questa nuova XV), e poi ne riparliamo.
C CROSSLAND La Opel sta facendo battage da due mesi sulla Crossland X, erede completamente diversa della Meriva, nata come monovolume compatta con gli sportelli posteriori che si aprono ad armadio con quelli anteriori. Sula Crossland, sportelli tradizionali e vestito a festa da crossover, come moda e mercato impongono a tutti. Il là del cambiamento lo ha dato l’anno scorso la Renault Scénic, la Opel si adegua e non è la sola. La Crossland si affianca alla Mokka X per rafforzare la presenza tedesca su un segmento di mercato molto effervescente.
D DRIVERLESS Nessuno si presenterà sulla stretta rampa che porta all’ingresso del Salone a bordo di un’auto guidata da un robot dopo essere sopravvissuto al traffico ginevrino. Ma veicoli a guida autonoma e senza pilota resteranno sicuramente al centro delle discussioni fra media e manager nei due giorni che precedono l’apertura al pubblico, nella speranza di capire meglio se e quando la realtà supererà nuovamente la nostra fantasia.
E EF7 la eft vision granturismo è uno di quei concept che storicamente danno gran lustro a tutto il salone. il prototipo nasce dalla collaborazione fra pininfarina e l’ex campione del mondo di formula uno emerson fittipaldi. in un teaser di un mese fa, si è visto un grosso alettone posteriore fisso in fibra di carbonio e una linea da “supercattiva”. il progetto potrebbe portare alla produzione di questo modello da parte delle fittipaldi motors in collaborazione con hwa, motor racing team.
F FIAT CHRYSLER Il gruppo di Marchionne si chiama così, ma al Salone si viene quest’anno per vedere da vicino l’Alfa Romeo Stelvio, primo suv del costruttore in oltre cent’anni di vita. Va bene che l’anteprima mondiale è stata fatta a Los Angeles nel novembre scorso, ma in Europa è red carpet da non perdere. Lo Stelvio ha un compito mica facile: trainare le vendite del marchio e dare una svolta. Prendere o lasciare.
G GIULIA Dopo quasi due anni di passerelle dalla prima assoluta al museo di Arese nel giugno del 2015, alla rassegna svizzera la berlina dell’Alfa Romeo cede la scena allo Stelvio. Di lei si parlerà naturalmente ancora: come va sul mercato, come va in America dove è stata lanciata da poco, perché è stato appena deciso che non avrà una versione familiare. Marchionne l’ha fatto capire: meglio investire i soldi della wagon su un altro suv più compatto. È ciò che vuole il mercato.
H H600 Si chiama H600 ed è il prototipo di una elegante berlina a propulsione elettrica firmato Pininfarina per Hybrid Kinetic Group. H, in genere, sta per hydrogen, idrogeno. Altro argomento che non passerà sotto silenzio in un motor show che di impatto ambientale deve comunque occuparsi. Honda e Gm hanno annunciato alla vigilia una nuova cooperazio ne sulle fuel cell, in un settore dove Honda (con la Clarity) è già presente su strada insieme a Toyota (con la Mirai) e Hyundai (con la ix35).
I IBIZA Debutta in società dopo una prima a casa sua, a Barcellona. È la quinta generazione di una berlina di segmento B fin qui dimenticabile e che ora ambisce a diventare indimenticabile. Tutta nuova, a cominciare dalla piattaforma inedita del gruppo Volkswagen Mqb A0, che più avanti nell’anno condividerà la prossima generazione della Polo. Tratti caratteristici: è più grande, superando per la prima volta i 4 metri di lunghezza (4.04), e più larga di ben 8,6 centimetri. Passeggeri e bagagli al seguito ringrazieranno.
L LAMBORGHINI Il primo suv della Casa di Sant’Agata Bolognese andrà in produzione poco dopo che i riflettori di Ginevra saranno spenti. Urus comincerà a girare sulle linee della fabbrica in aprile e quei primi modelli saranno delle pre-serie, ha detto il boss Stefano Domenicali. La successiva commercializzazione di una Lambo a forma di suv – a regime si prevedono 3.500 unità all’anno - cambierà i connotati di una piccola ed esclusiva azienda, per farla diventare, numericamente parlando, grande come mai è avvenuto dal 1963.
M MONOVOLUME C’era una volta. Si chiamava così un tipo di carrozzeria non granché bello a vedersi, un po’ squadrato esternamente ma molto pratico all’interno. Si diceva: un’auto intelligente, che poi non fosse tanto carina era una questione di dettagli. Auto da famiglia. C’era una volta: la monovolume diventa crossover e al Salone toccheremo con mano di ciò di cui si parla. Date una occhiata da vicino alla C-Aircross della Citroen, prototipo di un modello che soppianterà la C3 Picasso, e alla Opel Crossland X (come sopra alla C).
N NOLEGGIO La parola è antica, quanto è moderno il business che oggi indica. Perché il noleggio non è più soltanto l’affitto temporaneo di un’auto, ma la condivisione o car sharing da pagare anche a minuti come il traffico sul cellulare, o un taxi privato come Uber che battaglia contro il servizio pubblico, prossimamente un velivolo che chiameremo via app da uno smartphone e ci porterà a spasso pure senza autista. Ci penserà un robot.
O OCTAVIA La berlina e wagon della Skoda, auto classiche da famiglia, vengono presentate in versione sportiva. È la RS 245, con il numero che indica i cavalli disponibili sotto il cofano: quattro cilindri turbo benzina, 6,4 secondi negli 0-100, cambia manuale a sei marce o automatico doppia frizione a sette, velocità autolimitata a 250 km/h. Skoda sta facendo i numeri nel gruppo Volkswagen cui appartiene, per vendite e profitti, e una Octavia “cattiva” e potente magari non mancava a nessuno, ma c’è. Anche per una nicchia.
P PIECH Se c’è un top manager che a Ginevra non manca mai ma proprio mai è lui. Ferdinand Piech, il padre padrone della Volkswagen, gruppo che ha diretto con pugno di ferro e fatto grande e di cui è azionista di riferimento, compie 80 anni il prossimo 17 aprile. Super ingegnere, appassionato cultore della materia, Piech ha fatto recentemente infuriare i suoi perché avrebbe accusato l’ex pupillo, Martin Winterkorn, ceo defenestrato per lo scandalo Dieselgate, di essere stato a conoscenza del software truffaldino. Smentite, minacce di querele e di danni. Piech mancherà Ginevra per una volta?
Q Q50 Con questa lettera va forte solo Infiniti, il marchio di lusso del gruppo Nissan. Al Salone vedremo la berlina Q50 restyling, ma è chiaro che è andata molto meglio in gennaio al salone di Detroit dove – chi è andato – si è trovato di fronte la nuova crossover in forma di concept QX50. Il marchio cresce, +20% di vendite nel mondo in gennaio, +40% in Europa occidentale. Ma addirittura vola se guardiamo alla percentuale di crescita in Italia, che – come ogni percentuale – va tuttavia presa per quello che è: segnatevi uno stupefacente +559%.
R RANGE ROVER Potrebbe essere la regina del Salone, dipenderà dall’accoglienza. Gli inglesi portano in passerella una nuova Range Rover Velar che ha un posizionamento di mercato esattamente a metà fra una Evoque e una Range Sport. Detto in centimetri, un prodotto con una lunghezza intorno ai 4,70 metri, fra i 4,36 della prima e i 4,85 della seconda. Una zona che è il cuore del mercato dei suv di lusso e non solo. Una corsa sulle concorrenti premium di Audi, Bmw e Mercedes, fin su all’Alfa Romeo Stelvio e Porsche Macan. Senza dimenticare una sportellata al marchio “cugino” Jaguar e alla sua F-Pace.
S SICUREZZA A Ginevra non sarà l’argomento principe, eppure è un tema che riguarda tutti i marchi e i modelli. È la prova di crash test cui l’Euro NCAP – ente europeo indipendente – sottopone esattamente da vent’anni le nostre auto. Praticamente quasi nove su dieci di quelle uscite ogni anno, 1.800 modelli verificati dal 1997, un controllo in autonomia su quanto siano sicure nel caso di incidente. Sicurezza, un anniversario da non dimenticare.
T TRUMP Il presidente statunitense non è stato invitato, ma aleggia. Un po’ perché la Svizzera è notoriamente un campo neutro per tutti, più che mai per l’industria dell’auto in un Paese che non è produttore, dunque un luogo idealmente aperto a qualsiasi ospite. Lontano da Ginevra, Trump ha dato la scossa ai Big di Detroit e ai costruttori stranieri, costringendo tutti a ripensare strategie e investimenti: soldi e fabbriche soltanto in America per posti di lavoro soltanto in America. Come dire, l’unica cioccolata è soltanto svizzera.
U UBER L’appli cazione californiana di taxi privati che presto potrebbe debuttare in borsa (valore stimato: circa 70 miliardi di dollari) non va ancora ai Motor Show, ma è come se ci fosse, da classico convitato di pietra. Perché Uber, non possedendo auto proprie, sta lavorando allo sviluppo di sistemi di guida autonoma insieme a Volvo, Mercedes e Ford. Oltre che a Google, altra impresa tech californiana che con l’industria dell’auto c’entra sempre di più. Anche se ancora non va ai Motor Show.
V VANQUISH È l’Aston Martin che vorremmo tutti vedere da vicino, dopo la foto del modello diffusa qualche mese fa. La Vanquish S Volante è la versione cabriolet della S Coupé, qui con un tetto in tela destinato a non essere usato da chi ama andare a cielo aperto. A occhio, non sembra l’auto adatta alla pettinatura di Trump: ha un motore V12 di 5.9 di cilindrata e 600 cavalli, per il quale sono necessari mani ferme sul volante e capelli (veri) al vento. Non è un’auto democratica, ma quando mai lo è stata una Aston Martin?
Z SVIZZERA E’ l’unica parola con doppia z che ci aiuta quest’anno a completare in qualche modo il dizionario. La Svizzera è il paese ospitante del Salone e ha un mercato che non flette mai, anche se poi andando a guardare la classifica delle auto più vendute, il risultato è un po’ noioso (un po’ svizzero, direbbe qualche maligno). Il modello più venduto nel 2016? La Volkswagen Golf. Il secondo? La Skoda Octavia. Il terzo? La Volkswagen Polo. Vabbè.