Un sistema ibrido completamente rinnovato, la prima applicazione della piattaforma TNGA (Toyota New Global Architecture) e un design altamente aerodinamico studiato per ridurre consumi ed emissioni. Il tutto con un’accelerazione da 0-100 km/h in soli 10,6 secondi e una ripresa da 80 a 120 km/h in 8,3…
Insomma che le promesse lanciate da Toyota per la quarta generazione della Prius siano state mantenute, soprattutto in fatto di emissioni di diossido di carbonio che partono oggi da una soglia di 70 g/km, con una media dei consumi a partire da 3,0 l/100 km.
Gli affinamenti apportati al sistema ibrido recitano un ruolo centrale per questi traguardi, incluso lo sviluppo di un motore benzina 1.8 VVT-i a ciclo Atkinson capace di realizzare un’efficienza termica del 40%. Questi miglioramenti assicurano all’unità minori attriti meccanici e perdite di pompaggio, massimizzando, così, la produzione di energia derivante da ogni singola goccia di carburante.
I principali componenti dell’intero sistema, tra cui il differenziale, il motore elettrico e l’unità di controllo della potenza, sono stati ridisegnati per ridurne il peso e migliorarne l’efficienza.
La nuova batteria al nichel-metallo idruro (NiMH) è stata resa più compatta e dotata di una densità energetica superiore, assicurando così una performance ulteriormente migliorata e un packaging semplicissimo da collocare al di sotto del sedile posteriore senza compromettere in alcun modo la capacità di carico.
L’aerodinamica si attesta a sua volta come un contributo importantissimo alla performance generale della nuova Prius. Il design risulta più slanciato e accattivante, con un baricentro ribassato che ne migliora la performance aerodinamica. Toyota è riuscita inoltre a migliorare il coefficiente di resistenza (Cx) dallo 0,25 attuale a 0,24. La scocca e l’area sottostante il pianale beneficiano di particolari elementi che aiutano a rendere più omogeneo il flusso dell’aria sulla vettura, riducendone ulteriormente i consumi.
Come dicevamo la nuova Prius accelera da 0-100 km/h in 10,6 secondi, mentre la velocità massima raggiungibile è di 180 km/h. La potenza del nuovo sistema ibrido è di 122 cavalli/90 kW, un totale raggiungibile oggi in maniera estremamente lineare e progressiva. La nuova PCU (Unità di Controllo della Potenza) consente al sistema di sfruttare maggiormente l’energia elettrica assicurando al cliente un’accelerazione assolutamente in linea con i regimi del motore, i quali aumentano contestualmente alla velocità della vettura.
Anche la fruibilità della vettura risulta ulteriormente migliorata: questa quarta generazione del modello è infatti la prima ad avere una capacità di traino di 725 kg (senza freni).
L’impegno nei confronti di una maggiore efficienza è stato tradotto anche in termini di dinamica di guida. Elemento chiave per realizzare tale intento è stata l’adozione della prima piattaforma basata sulla TNGA (Toyota New Global Architecture), chiamata piattaforma GA-C, che ha consentito l’abbassamento di 2,5 centimetri del baricentro assicurando alla vettura maggiore maneggevolezza.
Insomma che le promesse lanciate da Toyota per la quarta generazione della Prius siano state mantenute, soprattutto in fatto di emissioni di diossido di carbonio che partono oggi da una soglia di 70 g/km, con una media dei consumi a partire da 3,0 l/100 km.
Gli affinamenti apportati al sistema ibrido recitano un ruolo centrale per questi traguardi, incluso lo sviluppo di un motore benzina 1.8 VVT-i a ciclo Atkinson capace di realizzare un’efficienza termica del 40%. Questi miglioramenti assicurano all’unità minori attriti meccanici e perdite di pompaggio, massimizzando, così, la produzione di energia derivante da ogni singola goccia di carburante.
I principali componenti dell’intero sistema, tra cui il differenziale, il motore elettrico e l’unità di controllo della potenza, sono stati ridisegnati per ridurne il peso e migliorarne l’efficienza.
La nuova batteria al nichel-metallo idruro (NiMH) è stata resa più compatta e dotata di una densità energetica superiore, assicurando così una performance ulteriormente migliorata e un packaging semplicissimo da collocare al di sotto del sedile posteriore senza compromettere in alcun modo la capacità di carico.
L’aerodinamica si attesta a sua volta come un contributo importantissimo alla performance generale della nuova Prius. Il design risulta più slanciato e accattivante, con un baricentro ribassato che ne migliora la performance aerodinamica. Toyota è riuscita inoltre a migliorare il coefficiente di resistenza (Cx) dallo 0,25 attuale a 0,24. La scocca e l’area sottostante il pianale beneficiano di particolari elementi che aiutano a rendere più omogeneo il flusso dell’aria sulla vettura, riducendone ulteriormente i consumi.
Come dicevamo la nuova Prius accelera da 0-100 km/h in 10,6 secondi, mentre la velocità massima raggiungibile è di 180 km/h. La potenza del nuovo sistema ibrido è di 122 cavalli/90 kW, un totale raggiungibile oggi in maniera estremamente lineare e progressiva. La nuova PCU (Unità di Controllo della Potenza) consente al sistema di sfruttare maggiormente l’energia elettrica assicurando al cliente un’accelerazione assolutamente in linea con i regimi del motore, i quali aumentano contestualmente alla velocità della vettura.
Anche la fruibilità della vettura risulta ulteriormente migliorata: questa quarta generazione del modello è infatti la prima ad avere una capacità di traino di 725 kg (senza freni).
L’impegno nei confronti di una maggiore efficienza è stato tradotto anche in termini di dinamica di guida. Elemento chiave per realizzare tale intento è stata l’adozione della prima piattaforma basata sulla TNGA (Toyota New Global Architecture), chiamata piattaforma GA-C, che ha consentito l’abbassamento di 2,5 centimetri del baricentro assicurando alla vettura maggiore maneggevolezza.