Olimpiadi

LA POLEMICA

Niente accredito per Lukashenko
Mosca: "Sport non si mischi a politica"

Il leader bielorusso, anche presidente del comitato olimpico, bandito da Londra. Contro il suo regime repressivo in vigore sanzioni Ue. Ma Mosca protesta: "Violata la tregua olimpica"

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MOSCA - Niente Olimpiadi per Alexandr Lukashenko. E' persona sgradita, il suo nome è inserito nella black list dell’Unione Europea. Guida la Bielorussia con il pugno di ferro, reprime ogni forma di libertà. E poi è stato lo stesso presidente della Bielorussia a sfogarsi pubblicamente dicendo che "lo sport è politica, sporca politica". Il paese è già sottoposto a delle sanzioni economica da parte della Ue.

Scoppia così il primo incidente diplomatico di Londra 2012. Il minuto di silenzio chiesto e respinto per ricordare gli atleti israeliani trucidati nel 1972 a Monaco, ancora brucia. Le vedove di due delle 11 vittime hanno invitato il pubblico ad alzarsi in piedi. Vedremo cosa accadrà. Il visto negato al dittatore dell’ex repubblica sovietica solleva invece una breve ma forte reazione diplomatica. La notizia è data da Alexandr Zhucov, vulcanico vicepresidente della Duma e presidente del Comitato olimpico russo. Di prima mattina denuncia su twitter. "Non è stata rispettata la tregua olimpica, hanno negato il visto d’ingresso al presidente Lukashenko". Denuncia seguita da considerazioni piene di sarcasmo: "Ma lo sport non era fuori dalla politica? Cosa pensare dei valori e delle tradizioni olimpiche? Ogni scolaro sa bene che l’antica Grecia era sempre in pace durante i Giochi".

Ma la decisione è irrevocabile. La portavoce dell’ambasciata inglese a Minsk, Inna Romashvskaya ha motivato così il provvedimento: "Il nome del presidente resta nella lista delle persone alle quali è vietato entrare nei paesi della Ue. Per questo motivo non gli sarà consentito di partecipare alle Olimpiadi programmate a Londra. Il bando resta in vigore anche durante i Giochi. E’ una misura che non sarà cancellata".

Da Minsk nessuna reazione ufficiale. Le proteste sono state affidate a Mosca con cui la Bielorussia continua ad avere un rapporto privilegiato. Ma è facile immaginare che il presidente Lukashenko non abbia affatto gradito. Ci teneva ai Giochi. Due settimane fa aveva accompagnato personalmente la squadra olimpica fino all’aeroporto. E in uno scatto di orgoglio patriottico l’aveva spronata a farsi onore. "Dovete tornare a casa con il carniere pieno. Almeno 25 medaglie". Seguirà i suoi ragazzi e le sue ragazze in tv. Magari con a fianco il figlio, minorenne, che ama mostrare in pubblico con la divisa e la pistola d’ordinanza bene in vista.