"Voglio diventare una leggenda
Ma se perdo non sarà un dramma"
Prime parole a Londra per uno dei protagonisti più attesi, Usain Bolt, che sarà il portabandiera giamaicano: "Ho superato i problemi fisici. Ho lavorato sulle partenze, ma non voglio farne un problema. Posso correre lo stesso più veloce di tutti"
LONDRA - E' uno dei protagonisti più attesi delle Olimpiadi di Londra, ma per la prima volta dopo molti anni il regno di Usain Bolt è messo in discussione, tanto che non sono mancati alcuni pronostici della vigilia che lo vogliono sconfitto nella gara regina dei 100 metri. Il giamaicano, che sarà portabandiera domani per il suo paese, è però tranquillo e sicuro dei suoi mezzi: "I miei problemi fisici sono superati, sono qui perché voglio diventare una leggenda". Bolt non pensa di poter perdere, ma non ne fa un dramma: "Quando mi presento in una competizione come questa non penso mai che posso perdere, ma se dovesse succedere non sarebbe la fine del mondo".
"Sto a Londra - ha aggiunto il velocista, che alloggerà al villaggio atleti - per rifare quello che ho fatto a Pechino: voglio vincere. Ho capito che la partenze sono un problema sul quale ho lavorato, ma non voglio farne un problema più di tanto. Posso …
"Sto a Londra - ha aggiunto il velocista, che alloggerà al villaggio atleti - per rifare quello che ho fatto a Pechino: voglio vincere. Ho capito che la partenze sono un problema sul quale ho lavorato, ma non voglio farne un problema più di tanto. Posso …
LONDRA - E' uno dei protagonisti più attesi delle Olimpiadi di Londra, ma per la prima volta dopo molti anni il regno di Usain Bolt è messo in discussione, tanto che non sono mancati alcuni pronostici della vigilia che lo vogliono sconfitto nella gara regina dei 100 metri. Il giamaicano, che sarà portabandiera domani per il suo paese, è però tranquillo e sicuro dei suoi mezzi: "I miei problemi fisici sono superati, sono qui perché voglio diventare una leggenda". Bolt non pensa di poter perdere, ma non ne fa un dramma: "Quando mi presento in una competizione come questa non penso mai che posso perdere, ma se dovesse succedere non sarebbe la fine del mondo".
"Sto a Londra - ha aggiunto il velocista, che alloggerà al villaggio atleti - per rifare quello che ho fatto a Pechino: voglio vincere. Ho capito che la partenze sono un problema sul quale ho lavorato, ma non voglio farne un problema più di tanto. Posso correre più veloce di tutti lo stesso".
Nel 2008 a Pechino portabandiera del paese caraibico era stata la velocista Veronica Campbell. Il triplo campione olimpico si è detto "pronto e felice". Bolt ha aggiunto: "E' un onore portare la bandiera del mio Paese, per il quale farei tutto. E' fantastico essere sempre al centro dell'attenzione delle televisioni: sono veramente felice".
"Sto a Londra - ha aggiunto il velocista, che alloggerà al villaggio atleti - per rifare quello che ho fatto a Pechino: voglio vincere. Ho capito che la partenze sono un problema sul quale ho lavorato, ma non voglio farne un problema più di tanto. Posso correre più veloce di tutti lo stesso".
Nel 2008 a Pechino portabandiera del paese caraibico era stata la velocista Veronica Campbell. Il triplo campione olimpico si è detto "pronto e felice". Bolt ha aggiunto: "E' un onore portare la bandiera del mio Paese, per il quale farei tutto. E' fantastico essere sempre al centro dell'attenzione delle televisioni: sono veramente felice".