Atletica

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Andare a messa o vedere Bolt?
In Giamaica scoppia la polemica

La finale dei 100 metri, ma anche altre gare, coincideranno con le seguitissime e lunghe funzioni. Alcuni sacerdoti sposteranno l'orario, altri non ammettono deroghe: "Se si prega non ci si può distrarre per altre cose"
dall'inviato ENRICO SISTI

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LONDRA - Messa o 100 metri? Andare in chiesa o restare a casa a guardare la tv? In Giamaica si discute. Alcuni parroci hanno già risolto senza interpellare le massime autorità: "Per aiutare i nostri fedeli ad essere buoni cristiani e anche buoni tifosi accorceremo le funzioni di sabato prossimo". La fede, il reggae, qualche fumata proibita, ma soprattutto Usain Bolt, che rappresenta lo sballo nazionale più tollerato: si può anche trovare un compromesso per evitare che la gente debba privarsi di una di queste gioie o provandola debba sconfinare nelle fosche terre del peccato?

E' il fuso orario a rendere tutto più complicato: la finale dei 100 maschili di domenica prossima si disputerà alle 4 del pomeriggio ora giamaicana, proprio l'ora in cui solitamente si tiene il "worship" più dialogato e lungo. Ma ci sono anche le altre gare. A causa di questa non certo benedetta coincidenza, non tutto il clero dell'isola si trova d'accordo sulle strategie liturgiche da adottare per fare contenti un po' tutti, anche Gesù Bambino. Quattro anni fa, i membri della Fellowship Tabernacle di Pembroke Hill, a Kingston, furono i primi a sperimentare una spaventosa innovazione: uno schermo gigante dentro la chiesa. D'accordo il vescovo Alvin Baily, strenuo sostenitore dello sviluppo sportivo del suo paese, lui che proviene dal distretto di St. Catherine che ha dato i natali anche a Fiona May: "Cambierò senza problemi l'orario del nostro servizio domenica: Nostro Signore capirà...!".

Farà il possibile perché i fedeli tornino a casa in tempo per semifinali e finali. Le polemiche sono dietro l'angolo (della chiesa ovviamente). Il diacono più regressivo è Alvin Miller. Lui non ammette ritardi alle funzioni: "La messa è la messa". La pensano così anche altri dignitari come il direttore della comunicazione della Chiesa Avventista del Settimo Giorno: "Non si può spostare tutto per una gara". Inferocito Donald Reece, presidente del Concilio delle confessioni giamaicane: "Se si prega non ci si può distrarre perdendo la concentrazione". Tollerano la visione delle Olimpiadi ma non quando c'è da pregare: "Chi va in chiesa lo fa per un motivo, non può avere un buon motivo per uscire dopo essere entrato". Nel sillogismo rigido del vescovo della Emmanuel Apostolic Church Everton Thomas c'è l'ansia dei giamaicani che si sentono un po' traditi: vedere Bolt e marinare la funzione? "Per una domenica, io farò così", ammettono alcuni intervistati dal "Jamaica Observer". Bolt o anima monda? Questo il dilemma.