La Fraser resta regina
Gran Bretagna, serata d'oro
La giamaiaca, campionessa a Pechino, si conferma la n. 1 nei 100 precedendo Jeter e Campbell Brown. Il Regno Unito si gode i trionfi di Farah nei 10000, della Ennis nell'eptathlon e di Rutherford, a sorpresa, nel lungo. Italia, rimpianti per la Grenot
LONDRA - Aspettando Bolt, le Olimpiadi laureano Shelly-Ann Fraser-Pryce regina dei Giochi. La campionessa di Pechino si ripete, 4 anni dopo, anche a Londra beffando in 10.75 l'americana Carmelita Jeter (10.78) e l'altra giamaicana Veronica Campbell Brown (10.81) grazie a una super-partenza. Un oro che ha anche un pizzico di riflesso d' azzurro visto che la giamaicana vive e si allena a Lignano Sabbiadoro.
FARAH-ENNIS-RUTHERFORD, FESTA BRITANNICA - Gara-clou a parte, la serata ha regalato gioie ed emozioni soprattutto al pubblico britannico che si è goduto ben 3 ori in mezz'ora: ha iniziato la festa Jessica Ennis, che ha concluso le fatiche dell'eptathlon trionfando nella propria batteria degli 800, ha proseguito Greg Rutherford che ha vinto a sorpresa una modesta finale del salto con la misura di 8.31, ha completato Mohamed Farah che col tempo di 27'30"42 ha messo in fila l'americano Rupp Galen, ed il campione olimpico uscente, l'etiope Kenenisa Bekele nei 10000.
GRENOT…
FARAH-ENNIS-RUTHERFORD, FESTA BRITANNICA - Gara-clou a parte, la serata ha regalato gioie ed emozioni soprattutto al pubblico britannico che si è goduto ben 3 ori in mezz'ora: ha iniziato la festa Jessica Ennis, che ha concluso le fatiche dell'eptathlon trionfando nella propria batteria degli 800, ha proseguito Greg Rutherford che ha vinto a sorpresa una modesta finale del salto con la misura di 8.31, ha completato Mohamed Farah che col tempo di 27'30"42 ha messo in fila l'americano Rupp Galen, ed il campione olimpico uscente, l'etiope Kenenisa Bekele nei 10000.
GRENOT…
LONDRA - Aspettando Bolt, le Olimpiadi laureano Shelly-Ann Fraser-Pryce regina dei Giochi. La campionessa di Pechino si ripete, 4 anni dopo, anche a Londra beffando in 10.75 l'americana Carmelita Jeter (10.78) e l'altra giamaicana Veronica Campbell Brown (10.81) grazie a una super-partenza. Un oro che ha anche un pizzico di riflesso d' azzurro visto che la giamaicana vive e si allena a Lignano Sabbiadoro.
FARAH-ENNIS-RUTHERFORD, FESTA BRITANNICA - Gara-clou a parte, la serata ha regalato gioie ed emozioni soprattutto al pubblico britannico che si è goduto ben 3 ori in mezz'ora: ha iniziato la festa Jessica Ennis, che ha concluso le fatiche dell'eptathlon trionfando nella propria batteria degli 800, ha proseguito Greg Rutherford che ha vinto a sorpresa una modesta finale del salto con la misura di 8.31, ha completato Mohamed Farah che col tempo di 27'30"42 ha messo in fila l'americano Rupp Galen, ed il campione olimpico uscente, l'etiope Kenenisa Bekele nei 10000.
GRENOT, CHE PECCATO - La seconda giornata delle gare di atletica si chiude con un pizzico d' amarezza per l'Italia. Giorgio Rubino ha deluso nella finale della 20 km di marcia giungendo 42°, a 6'42" dal vincitore, il cinese Chen Ding, senza mai dare l'impressione di poter essere competitivo. Non è andata meglio a Meucci che ha chiuso la finale dei 10000 al 24° posto, doppiato dai migliori. Libania Grenot è risultata la prima delle escluse dalla finale dei 400. All'italo-cubana non è bastato giungere 3/a nella seconda batteria con il crono di 51"18. E un pizzico di rimpianto resta anche al giovane Josè Reynaldo Bencosme, 20enne cuneese di origini dominicane, al quale è costata cara un'incertezza Al 6° ostacolo nella semifinale dei 400 ostacoli. Ha finito per chiudere 6° in 50"07, a un secondo e mezzo dall'ultimo posto disponibile per la finale.
CINA, NELLA MARCIA UN ORO TARGATO DAMILANO - C'è un pezzo d'Italia, ad ogni buon conto, nella medaglia d'oro e in quella di bronzo conquistate dalla Cina nella marcia: è quello rappresentato da Sandro Damilano che negli ultimi anni ha allenato contemporaneamente marciatori italiani e quelli cinesi. E oggi pomeriggio, lungo il percorso che porta a Buckingham Palace, il tecnico di Scarnafigi ha visto premiato il lavoro della sua scuola con il successo di Chen Ding e il terzo posto di Zhen Wang.
IL DRAMMA DI BORCHIN - La gara ha avuto un drammatico epilogo per l'olimpionico russo Valeriy Borchin, che ha collassato nel chilometro finale della gara stremato dalla fatica, mentre era ancora in corsa per la medaglia di bronzo. Borchin ha cominciato a sbandare vistosamente, perdendo il controllo e finendo addosso alle transenne che delimitavano il tracciato. Si è accasciato al suolo, con gli occhi sbarrati, facendo accorrere subito il servizio di gara. Subito soccorso, fortunatamente le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.
IL RISCATTO DELLA PERKOVIC - La croata Sandra Perkovic ha vinto l'oro nel disco stabilendo, con la misura di 69.11, il nuovo primato nazionale. Al secondo posto, e argento, la russa Darya Pishchalnikova (67.56), terza e bronzo la cinese Li Yanfeng (67.22 m), campionessa del mondo l'anno scorso a Daegu. Due volte campionessa d'Europa, la discobola di Zagabria era risultata positiva ad un controllo antidoping per uno stimolante ma era stata squalificata solo per 6 mesi, perché era riuscita a dimostrare la propria innocenza.
MERRITT, CLAMOROSA ELIMINAZIONE NEI 400 - Tra le tante batterie, la sorpresa della giornata è arrivata dai 400 dove il campione olimpico in carica LaShawn Merritt, che a Pechino vinse 2 ori con quello della staffetta, non ha portato al termine la sua prova ed è stato eliminato. L'anno scorso Merritt era tornato in pista ai Mondiali di Daegu dopo una squalifica di 21 mesi per essere risultato positivo al testosterone in tre differenti occasioni. Si era giustificato spiegando di aver preso del Viagra, ma si era dovuto comunque fermare. A Daegu aveva poi vinto l'argento nella prova individuale e l'oro in staffetta.
FARAH-ENNIS-RUTHERFORD, FESTA BRITANNICA - Gara-clou a parte, la serata ha regalato gioie ed emozioni soprattutto al pubblico britannico che si è goduto ben 3 ori in mezz'ora: ha iniziato la festa Jessica Ennis, che ha concluso le fatiche dell'eptathlon trionfando nella propria batteria degli 800, ha proseguito Greg Rutherford che ha vinto a sorpresa una modesta finale del salto con la misura di 8.31, ha completato Mohamed Farah che col tempo di 27'30"42 ha messo in fila l'americano Rupp Galen, ed il campione olimpico uscente, l'etiope Kenenisa Bekele nei 10000.
GRENOT, CHE PECCATO - La seconda giornata delle gare di atletica si chiude con un pizzico d' amarezza per l'Italia. Giorgio Rubino ha deluso nella finale della 20 km di marcia giungendo 42°, a 6'42" dal vincitore, il cinese Chen Ding, senza mai dare l'impressione di poter essere competitivo. Non è andata meglio a Meucci che ha chiuso la finale dei 10000 al 24° posto, doppiato dai migliori. Libania Grenot è risultata la prima delle escluse dalla finale dei 400. All'italo-cubana non è bastato giungere 3/a nella seconda batteria con il crono di 51"18. E un pizzico di rimpianto resta anche al giovane Josè Reynaldo Bencosme, 20enne cuneese di origini dominicane, al quale è costata cara un'incertezza Al 6° ostacolo nella semifinale dei 400 ostacoli. Ha finito per chiudere 6° in 50"07, a un secondo e mezzo dall'ultimo posto disponibile per la finale.
CINA, NELLA MARCIA UN ORO TARGATO DAMILANO - C'è un pezzo d'Italia, ad ogni buon conto, nella medaglia d'oro e in quella di bronzo conquistate dalla Cina nella marcia: è quello rappresentato da Sandro Damilano che negli ultimi anni ha allenato contemporaneamente marciatori italiani e quelli cinesi. E oggi pomeriggio, lungo il percorso che porta a Buckingham Palace, il tecnico di Scarnafigi ha visto premiato il lavoro della sua scuola con il successo di Chen Ding e il terzo posto di Zhen Wang.
IL DRAMMA DI BORCHIN - La gara ha avuto un drammatico epilogo per l'olimpionico russo Valeriy Borchin, che ha collassato nel chilometro finale della gara stremato dalla fatica, mentre era ancora in corsa per la medaglia di bronzo. Borchin ha cominciato a sbandare vistosamente, perdendo il controllo e finendo addosso alle transenne che delimitavano il tracciato. Si è accasciato al suolo, con gli occhi sbarrati, facendo accorrere subito il servizio di gara. Subito soccorso, fortunatamente le sue condizioni non desterebbero preoccupazione.
IL RISCATTO DELLA PERKOVIC - La croata Sandra Perkovic ha vinto l'oro nel disco stabilendo, con la misura di 69.11, il nuovo primato nazionale. Al secondo posto, e argento, la russa Darya Pishchalnikova (67.56), terza e bronzo la cinese Li Yanfeng (67.22 m), campionessa del mondo l'anno scorso a Daegu. Due volte campionessa d'Europa, la discobola di Zagabria era risultata positiva ad un controllo antidoping per uno stimolante ma era stata squalificata solo per 6 mesi, perché era riuscita a dimostrare la propria innocenza.
MERRITT, CLAMOROSA ELIMINAZIONE NEI 400 - Tra le tante batterie, la sorpresa della giornata è arrivata dai 400 dove il campione olimpico in carica LaShawn Merritt, che a Pechino vinse 2 ori con quello della staffetta, non ha portato al termine la sua prova ed è stato eliminato. L'anno scorso Merritt era tornato in pista ai Mondiali di Daegu dopo una squalifica di 21 mesi per essere risultato positivo al testosterone in tre differenti occasioni. Si era giustificato spiegando di aver preso del Viagra, ma si era dovuto comunque fermare. A Daegu aveva poi vinto l'argento nella prova individuale e l'oro in staffetta.