LONDRA - Un sms spedito due settimane fa per dire che era tutto ok, poi il silenzio più totale fino ad un nuovo messaggio che però non chiarisce il mistero: "Sto tornando". A tre giorni dal debutto nel salto triplo ai Giochi di Londra non si hanno notizie certe di Philips Idowu, superfavorito di casa per la conquista dell'oro.
LE FOTO
ULTIMA APPARIZIONE IL 21 LUGLIO - L'ultima apparizione in pubblico di Idowu risale allo scorso 21 luglio, quando portò la fiaccola olimpica al Villaggio. Una apparizione fugace, immortalata come un evento dai media britannici vista la sua notorietà in patria. Da allora di lui si sono perse le tracce o quasi. Tifosi e staff tecnico della Gran Bretagna sono adesso nel panico. Si sono moltiplicate notizie e leggende sulla sua decisione, anche perché Idowu si porta dietro una fama di 'bad boy'.
CARATTERE PARTICOLARE - Sono svariate le storie che si susseguono riguardo Idowu: litigi con la federazione e l'allenatore, voglia di prepararsi da solo o, più semplicemente, i postumi di un infortunio che lo perseguita da giugno. Qualunque sia la motivazione, Idowu non si è visto e non si è fatto neanche sentire. La federazione britannica ha dovuto ammettere di non saperne nulla. "Fino a due settimane fa, era regolarmente in contatto con il suo allenatore Aston Moore che l'ha visto anche allenarsi, poi è scomparso. Ci ha inviato un breve sms ed è finita così ", ha spiegato nei giorni scorsi il direttore tecnico di atletica della Gran Bretagna. La federazione in questi anni ha investito, tra allenamenti e strutture, un milione di sterline su di lui per portarlo con i favori del pronostico ai Giochi.
BENIAMINO IN PATRIA - Idowu, nato 33 anni fa ad Hackney, un quartiere nei pressi del Parco Olimpico, in Inghilterra è una vera star. Decorato con il prestigioso 'Ordine dell'Impero britannico', ha vinto un argento a Pechino 2008. L'anno successivo si è imposto nei campionati del mondo. Ma la gente lo adora anche per il suo aspetto da 'duro': tatuaggi e piercing su tutto il volto che gli danno un'aria da ribelle. Una volta ha sorpreso tutti, tingendosi i capelli di rosso con delle strisce nere. Insomma, sembrava che a Phillips l'anonimato non piacesse e che, anzi, non disdegnasse la luce dei riflettori. Almeno finora.
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ULTIMA APPARIZIONE IL 21 LUGLIO - L'ultima apparizione in pubblico di Idowu risale allo scorso 21 luglio, quando portò la fiaccola olimpica al Villaggio. Una apparizione fugace, immortalata come un evento dai media britannici vista la sua notorietà in patria. Da allora di lui si sono perse le tracce o quasi. Tifosi e staff tecnico della Gran Bretagna sono adesso nel panico. Si sono moltiplicate notizie e leggende sulla sua decisione, anche perché Idowu si porta dietro una fama di 'bad boy'.
CARATTERE PARTICOLARE - Sono svariate le storie che si susseguono riguardo Idowu: litigi con la federazione e l'allenatore, voglia di prepararsi da solo o, più semplicemente, i postumi di un infortunio che lo perseguita da giugno. Qualunque sia la motivazione, Idowu non si è visto e non si è fatto neanche sentire. La federazione britannica ha dovuto ammettere di non saperne nulla. "Fino a due settimane fa, era regolarmente in contatto con il suo allenatore Aston Moore che l'ha visto anche allenarsi, poi è scomparso. Ci ha inviato un breve sms ed è finita così ", ha spiegato nei giorni scorsi il direttore tecnico di atletica della Gran Bretagna. La federazione in questi anni ha investito, tra allenamenti e strutture, un milione di sterline su di lui per portarlo con i favori del pronostico ai Giochi.
BENIAMINO IN PATRIA - Idowu, nato 33 anni fa ad Hackney, un quartiere nei pressi del Parco Olimpico, in Inghilterra è una vera star. Decorato con il prestigioso 'Ordine dell'Impero britannico', ha vinto un argento a Pechino 2008. L'anno successivo si è imposto nei campionati del mondo. Ma la gente lo adora anche per il suo aspetto da 'duro': tatuaggi e piercing su tutto il volto che gli danno un'aria da ribelle. Una volta ha sorpreso tutti, tingendosi i capelli di rosso con delle strisce nere. Insomma, sembrava che a Phillips l'anonimato non piacesse e che, anzi, non disdegnasse la luce dei riflettori. Almeno finora.