LONDRA - Nessuna falsa partenza finora. Nemmeno negli stressanti 100 metri, dove le false sono più frequenti (anche se si sono viste false anche nei 1500). Tutti ricorderanno quella, assordante, di Usain Bolt ai Mondiali di Daegu dello scorso anno, che escluse il fenomeno dalla finale, appunto, dei 100 lasciando spazio e notorietà al suo compagno di allenamento e connazionale Blake. Ma un motivo c'è. Ed è che la Iaaf, la federazione internazionale di atletica, ha cambiato la regola della falsa partenza provvedendo a un ritocco normativo fondamentale che ha reso tutti più tranquilli, dallo starter agli atleti passando per uomini addetti al richiamo in caso di irregolarità (recall crew).
Il poco pubblicizzato arrotondamento della severissima norma adesso "permette agli atleti di muoversi sui blocchi con i piedi senza essere squalificati fino a quando le mani non lasciano il terreno e i piedi si staccano dai blocchi". In pratica, il pericolo di un movimento involontario, il "twitch" o il "flinch", di una contrazione muscolare che arriva sino all'alluce e crea una turbolenza nervosa che lo starter percepisce come mutamento di pressione sul blocco, è scongiurato. E con esso è sconguirato il rischio che un atleta, in un giorno cruciale della sua carriera agonistica, possa tornare a casa per un minimo, ma veramente un minimo, di tensione, magari provocata da un'espirazione incompleta prima della partenza o da un imperfetto appoggio della punta delle dita sulla pista (alcuni posano il dorso delle dita piegate, soprattutto le donne con le unghie lunghe).
Prima di quest'aggiornamento, qualunque, seppur invisibile a occhio nudo, messaggio di alterazione della pressione sui blocchi avrebbe provocato il doppio sparo dello starter e l'inevitabile squalifica dell'atleta, con un margine esiguo di discrezionalità da parte dello starter stesso. Chiaro è stato David Katz, uno dei diciassette membri del comitato tecnico della Iaaf, parlando alla Reuters: "Fatta eccezione per gli atleti che staccano le mani dalla pista o i piedi dal blocco, nient'altro costituisce falsa partenza". Ovviamente la discussa "falsa" comminata a Bolt lo scorso anno ha aggiunto temi di discussione e forse accelerato una modifica del provvedimento: "E' stato fatto in modo che la regola non sia più così fiscale, diciamo che adesso esiste una valvola di sicurezza", riconosce Tom McTaggart, uno che in vita sua ha fischiato centinaia di false in quarant'anni di attività come starter. E' chiaro che la pressione diminuisce e che gli atleti, anche in caso di movimento sui blocchi, potranno al massimo essere sanzionati con un cartellino giallo, che vuol dire attenti, c'è qualcosa che non va, ma non corrono il rischio di venir squalificati.
Restando alla vecchia e rigida interpretazione della norma, molti spettatori potrebbero essere indotti a credere che alcune false non vengano segnalate: "Ma fa parte della curva di apprendimento della novità", dice ancora McTaggart. Jon Drummond, ora tecnico delle staffette Usa e allenatore di Tyson Gay, che ai Mondiali del 2003 fu coinvolto in una delle più spettacolari proteste per una falsa partenza (c'era anche la vecchia regola della prima falsa abbonata chiunque la facesse), sbotta: "Era ora che provvedessero. Era un provvedimento penalizzante!". Nove anni fa Drummond rimase steso sulla pista per 15 minuti. L'unico ad avere qualche dubbio è proprio Tyson Gay: "Supponiamo che io veda il movimento di chi mi sta accanto, a lui non viene sanzionato ma io per riflesso parto e faccio la falsa: come la mettiamo?". Non si può contentare tutti. O forse sì. La Iaaf sta anche studiando un sistema di registrazione video della partenza da un ben preciso punto, immediatamente visionabile dallo starter in caso di contestazioni. Una super moviola che decide sulla base di millesimi di secondo. Ma forse è troppo. E comunque state calmi ragazzi...
Il poco pubblicizzato arrotondamento della severissima norma adesso "permette agli atleti di muoversi sui blocchi con i piedi senza essere squalificati fino a quando le mani non lasciano il terreno e i piedi si staccano dai blocchi". In pratica, il pericolo di un movimento involontario, il "twitch" o il "flinch", di una contrazione muscolare che arriva sino all'alluce e crea una turbolenza nervosa che lo starter percepisce come mutamento di pressione sul blocco, è scongiurato. E con esso è sconguirato il rischio che un atleta, in un giorno cruciale della sua carriera agonistica, possa tornare a casa per un minimo, ma veramente un minimo, di tensione, magari provocata da un'espirazione incompleta prima della partenza o da un imperfetto appoggio della punta delle dita sulla pista (alcuni posano il dorso delle dita piegate, soprattutto le donne con le unghie lunghe).
Prima di quest'aggiornamento, qualunque, seppur invisibile a occhio nudo, messaggio di alterazione della pressione sui blocchi avrebbe provocato il doppio sparo dello starter e l'inevitabile squalifica dell'atleta, con un margine esiguo di discrezionalità da parte dello starter stesso. Chiaro è stato David Katz, uno dei diciassette membri del comitato tecnico della Iaaf, parlando alla Reuters: "Fatta eccezione per gli atleti che staccano le mani dalla pista o i piedi dal blocco, nient'altro costituisce falsa partenza". Ovviamente la discussa "falsa" comminata a Bolt lo scorso anno ha aggiunto temi di discussione e forse accelerato una modifica del provvedimento: "E' stato fatto in modo che la regola non sia più così fiscale, diciamo che adesso esiste una valvola di sicurezza", riconosce Tom McTaggart, uno che in vita sua ha fischiato centinaia di false in quarant'anni di attività come starter. E' chiaro che la pressione diminuisce e che gli atleti, anche in caso di movimento sui blocchi, potranno al massimo essere sanzionati con un cartellino giallo, che vuol dire attenti, c'è qualcosa che non va, ma non corrono il rischio di venir squalificati.
Restando alla vecchia e rigida interpretazione della norma, molti spettatori potrebbero essere indotti a credere che alcune false non vengano segnalate: "Ma fa parte della curva di apprendimento della novità", dice ancora McTaggart. Jon Drummond, ora tecnico delle staffette Usa e allenatore di Tyson Gay, che ai Mondiali del 2003 fu coinvolto in una delle più spettacolari proteste per una falsa partenza (c'era anche la vecchia regola della prima falsa abbonata chiunque la facesse), sbotta: "Era ora che provvedessero. Era un provvedimento penalizzante!". Nove anni fa Drummond rimase steso sulla pista per 15 minuti. L'unico ad avere qualche dubbio è proprio Tyson Gay: "Supponiamo che io veda il movimento di chi mi sta accanto, a lui non viene sanzionato ma io per riflesso parto e faccio la falsa: come la mettiamo?". Non si può contentare tutti. O forse sì. La Iaaf sta anche studiando un sistema di registrazione video della partenza da un ben preciso punto, immediatamente visionabile dallo starter in caso di contestazioni. Una super moviola che decide sulla base di millesimi di secondo. Ma forse è troppo. E comunque state calmi ragazzi...