Atletica

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Finalmente Felix
Bolt passeggia

Dopo 2 argenti, la statunitense riesce a vincere l'oro olimpico nei 200. Merritt domina i 110 hs e conquista il 1° grande alloro in carriera. La Antyukh a 31 anni corona il sogno di trionfare nei 400 hs, la Reese vince il titolo nel lungo. Il giamaicano e Blake in finale dei 200 passeggiando

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LONDRA -  Al 3° tentativo, dopo due argenti, Allyson Felix è riuscita finalmente a superare la Campbell-Brown e a prendersi il 1° oro olimpico nei 200. La statunitense ha vinto in scioltezza (21"88) mai impensierita dalla giamaicana Shelly-Ann Fraser, seconda, e dalla connazionale Carmelita Jeter che si è tolta la soddisfazione di buttare giù dal podio proprio la Campbell-Brown, quarta in 22"38.

LA LAUREA DI MERRITT - L'altro protagonista della serata è stato Aries Merritt che ha vinto il suo primo grande titolo in carriera mettendosi alle spalle (12"92 contro 13"04) il connazionale Jason Richardson. Bronzo al giamaicano Hansle Parchment che ha approfittato dell'infortunio occorso durante la gara al terzo grande favorito, il cubano Dayron Robles.
 
ANTYUKH, A 31 ANNI LA PRIMA VOLTA -
Nei 400 ostacoli femminili, invece, la russa Natalya Antyukh, a 31 anni, si è tolta la soddisfazione di vincere per la prima volta qualcosa di importante a livello mondiale (52"70) rintuzzando il ritorno della statunitense Lashinda Demus, respinta per 7 centesimi. Il bronzo è andato alla ceca Zuzana Hejnova. Infine, l'ultima medaglia di giornata l'ha conquistata la statunitense Brittney Reese che, con 7,12, ha vinto l'oro nel lungo, beffando, per soli 5 centimetri, la russa Elena Sokolova. Terza un'altra americana, Janay Deloach, in 6,89.
 
BOLT E BLAKE IN FINALE NEI 200 - Le altre gare. Come da pronostico, Usain Bolt ha centrato senza problemi l'appuntamento con la finale dei 200: Ha vinto la seconda semifinale in 20"18 e domani proverà a bissare l'oro di Pechino. In finale è andato agevolmente anche Yohan Blake, che nella prima batteria si è imposto rallentando in 20"01, rischiando di essere beffato da Wallace Spearmon e Christophe Lemaitre che hanno chiuso in 20"02 e 20"03. La finale è in programma giovedì sera alle 21.55 italiane.
 
SEMENYA, BUONA LA PRIMA - Ha fatto il suo esordio negli 800 a Londra  Caster Semenya, portabandiera del Sudafrica nella cerimonia d'apertura e campionessa del mondo di Berlino 2009 poi fermata temporaneamente dalla Iaaf dopo i dubbi sulla sua sessualità. Si è limitata a correre senza spingere al massimo nella prima batteria, in cui si è piazzata al secondo posto in  2'00"71. "Ho fatto una gara tattica, volevo solo la qualificazione - ha poi detto -, ma nei prossimi turni per fare bene dovrò andare sotto i due minuti".
 
BORGES, QUANTO SPAVENTO -
Ma la giornata d'atletica ha riservato anche tante altre emozioni e curiosità. A cominciare dagli strani incidenti. Spavento per il cubano Labaro Borges, uno dei favoriti del salto con l'asta di cui oggi si sono svolte le qualificazioni: mentre era impegnato a superare la misura di 5,35 gli si è spezzato l'attrezzo in tre pezzi. L'atleta, vice-campione del mondo, è uscito indenne dall''incidentè ma non è più riuscito ad avere la concentrazione di inizio gara ed alla fine è stato eliminato. Ha superato 5,50 al secondo tentativo, ma non gli è bastato per arrivare in finale. Si è infatti piazzato al 16/mo posto, mentre gli ammessi alla sfida per il titolo olimpico sono stati i primi 14.
 
SALIS, MARTELLO BEFFARDO - E' stata sfortunata anche l'azzurra Silvia Salis che nell'unico lancio utile per tentare la qualificazione del martello (gli altri due sono stati nulli), ha lanciato l'attrezzo contro la gabbia prima di far registrare un beffard ed inusuale 10,84 che, naturalmente, oltre all'eliminazione, ke è costato l'ultimo posto. Non è il primo infortunio che capita alla Salis, visto che un episodio del genere le era già accaduto agli Europei di Helsinki.
 
ABATE A 4 CENTESIMI DAL SOGNO - Non è andata meglio agli altri due azzurri impegnati oggi. Emanuele Abate ha dovuto riporre nel cassetto, per soli 4 centesimi, il sogno di prendere parte alla finale dei 110 ostacoli di Londra 2012. Si è infatti piazzato al quarto posto nella terza semifinale, correndo in 13"35, tempo che lo ha fatto risultare il secondo degli esclusi. Si può quindi dire che il ligure chiude la sua Olimpiade in decima posizione. Peggio ha fatto Daniele Meucci nei 5000: il tempo di 13'28"71, 8° della propria batteria, non gli è bastato per qualificarsi, superiore di oltre 7" rispetto all'ultimo ammesso.
 
LA COMMOZIONE PER AYDN -
Applausi scroscianti e commozione ha suscitato la prova della turca Merve Aydin, che si è infortunata nel corso della seconda 'serie' degli 800 ed è finita a terra. Nonostante il dolore, ha provato a rialzarsi, non ce l'ha fatta ma ha voluto ugualmente concludere la propria prova, e lo ha fatto 'gattonando' mentre le lacrime le scorrevano sul viso. Ha concluso in 3'24"35, ben lontana dalla vincitrice, la russa Savinova (2'01"56), ma si è presa tutti gli applausi del pubblico.
 
LA PRIMA VOLTA DI SAWALHA E ATTAR - E' stato poi il turno della palestinese Woroud Sawalha e della saudita Sarah Attar, una delle due atlete donne (l'altra è stata la judoka Wodjan Shaherkani) che per la prima volta hanno rappresentato il loro paese in un'Olimpiade. Entrambe rigorosamente velate, e con maglia a maniche lunghe e 'leggins', Woroud e Sarah hanno fatto del loro meglio. La Sawalha, unghie dipinte con i colori della bandiera palestinese, ha migliorato il proprio primato personale correndo in 2'29"16 ma si è piazzata ultima nella 5/a batteria. Ultima, nella 6/a serie, anche la Attar in 2'44"95, ma ugualmente felice. L'Olimpiade è anche questo.