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Partita la sfida dei superman
Sarà Eaton l'uomo perfetto?

L'americano potrebbe essere il vero anti-Bolt dei Giochi. Re del Decathlon, ha strappato il primato del mondo al ceco Sebrle, e rappresenta una disciplina in cui bisogna eccellere non solo in una, ma in dieci specialità diverse
dall'inviato ENRICO SISTI

3 minuti di lettura
LONDRA - E se il vero mostro dell'atletica non fosse Bolt ma Ashton Eaton? Se i più grandi non fossero i più famosi, i più veloci, i più resistenti, ma i decatleti, le eptatlete, quelli che riescono a fare tutto eccellendo non in una ma in sette o in dieci specialità? Domanda aperta. Forse ci sono più risposte. In Gran Bretagna, dove amano e capiscono lo sport, dove forse lo vedono da un'angolazione diversa rispetto a noi, Jessica Ennis, medaglia d'oro nell'eptathlon e medaglia d'oro di addominali scolpiti, è la regina delle cronache almeno quanto lo sono le sei medaglie di una leggenda del ciclismo su pista come Chris Hoy. Aspettavano tutti che superasse il 7000 punti complessivi, non c'è riuscita per una spanna, ma la gloria raccolta con le sue prestazione è rimasta immacolata. Quando è tornata a casa, a Sheffield, nello Yorkshire, la terra dell'acciaio, un disco di Joe Cocker si chiamava "Sheffield Steel", l'hanno portata in trionfo come fosse la più grande atleta britannica di tutti i tempi. Dal luglio del 2011 è nel Museo di Madame Tussaud. E forse non siamo così lontani dal vero. Pochi badano alle prove multiple dell'atletica.

Ma sbaglia chi non lo fa. Oggi è iniziato il decathlon. La star "multipla" è Ashton Eaton, il 24enne americano che durante i Trials, a Eugene, proprio sul campo dove si allena per tutta la stagione, l'Hayward Field dell'Università dell'Oregon, ha stabilito il nuovo record del mondo con 9039 punti, superando di poco il vecchio primato del ceco Sebrle (9026). Il più celebre decatleta della storia è probabilmente l'inglese Daley Thompson (da cui la popolarità attuale della Ennis). Thompson vinse l'oro a Mosca '80 e Los Angeles '84. Prevale l'errata convinzione che al decathlon o all'eptathlon si dedichino quei ragazzi o quelle ragazze che non avrebbero chance nelle gare individuali. Ma per fortuna c' è anche il punto di vista opposto, riassumibile con un'osservazione: andate voi a correre i 100 in 10"21 (come per esempio ha fatto Eaton) e poi a saltare 5,30 nell'asta! Oppure: andare a guardare in quanto Jessica Ennis ha corso i 110 hs qualche giorno fa: 12"54. Da prendere la medaglia anche nell'individuale.

Sono i più completi o i più scarsi individualmente ma abilmente riciclati? Più probabile la prima. Durante le grandi manifestazioni, mondiali, olimpiadi, europei, sono quel gruppo di ragazzi o ragazze, spesso corposo, che si sposta da una pedana all'altra, col fagotto degli stracci, tute, maglie, scarpe speciali a seconda che debbano saltare in lungo o in alto. Ed è come se le loro gare si infilassero nel programma degli eventi importanti, come se disturbassero. Mentre forse sono proprio loro il senso più profondo, loro incarnano la più profonda natura dell'atletica: ogni volta, senza volerlo, ma con la massima fermezza, i decatleti e le eptatlete spiegano a tutti che questo sport è uno straordinario e spietato mix di gesti diversi. Fra i decatleti c'è quello che non regge i 1500 e scoppia regolarmente, c'è che eccelle nei salti, ci sono quelli per i quali il peso è davvero un peso oppure chi non riesce proprio a digerire l'altezza degli ostacoli nei 110 (1,06).

Ma alla fine mettono insieme il loro bravo risultato, che nella tabella in vigore dal 1985 è il punteggio che si ottiene moltiplicando l'esito delle dieci prestazioni (100, lungo, peso, alto, 400, 110 ostacoli , disco, asta, giavellotto e 1500) o delle sette prestazioni (100 hs, alto, peso, 200, lungo, giavellotto, 800) per le eptatlete, per tre diversi coefficienti combinati fra loro a seconda della disciplina (non tutte pagano allo stesso modo, il disco meno di tutte). E hanno anche una vita lontano dalle telecamere diversa dagli altri atleti: i loro allenamenti sono la somma degli allenamenti di tutte le altre specialità ma ciò non significa che si allenano dieci o sette volte di più degli altri. E' solo che debbono programmarsi in modo da prevedere ritocchi di tecnica per ogni disciplina, esaltando comunque la preparazione di base, che sarà aerobica, di volume, di costruzione della condizione generale.

Di solito se un atleta è più predisposto alla velocità e ai salti (come Eaton) tenderà a perfezionare (al contrario di quanto si potrebbe supporre) proprio la qualità naturali, cercando di rimediare col talento del momento nelle specialità in cui è meno portato. C'è un altro aspetto: la quantità di materiale necessario alla loro attività. Debbono procurarsi scarpe chiodate diverse: a Eaton ne serve un paio per la velocità, uno per i lanci, uno per il salto in alto, uno per in salto in lungo, uno probabilmente, più robusto ma simile a quello della velocità, per il mezzofondo. C'è un ultimo aspetto: il fatto che vivano le gare insieme, spostandosi per il campo. E che hanno, nel calendario, poche possibilità di gareggiare (le prove multiple non sono previste da nessun meeting ufficiale): solo nei campionati nazionali, quelli di società, europei o di altri continenti, mondiali (sia outdoor che indoor, dove però le prove diminuiscono) e, ovviamente, Olimpiadi. Nella battaglia fra superman a Eaton l'oro non dovrebbe sfuggire.