LONDRA - Ogni quattro anni, il calcio fa un bel bagno d'umiltà in un mondo che lo guarda dall'alto in basso. Magari con un po' d'invidia repressa, come si giudica il compagno ricco che si imbuca nella festa working class, perché sa che lì troverà la ragazza carina della scuola. Ogni quattro anni il calcio torna alle Olimpiadi, circuendo questo pianeta di sprinter ipermuscolati, canoiste biondissime, maratoneti da due dollari al giorno, con un misto di curiosità e soggezione. E per molti che sono passati da questa esperienza, il ricordo resterà indimenticabile, nonostante gli ingaggi da Champions League, gli yacht e i privée. Domani, quando alla cerimonia inaugurale mancheranno ancora due giorni, il calcio avvierà il suo programma da sport separato in casa con le partite del torneo femminile.
Paradossalmente, il movimento meno emarginato dai cinque cerchi, perché buona parte delle campionesse sono qui, hanno scritto pagine della storia olimpica. Perché gli Stati Uniti, maggior azionista del business olimpico, qui presentano una squadra da medaglia d'oro, ricca di protagoniste come la bellissima Hope Solo, portiere che ha svelato come l'attività più diffusa nel villaggio olimpico sia il sesso, non la preparazione all'evento. A Pechino hanno vinto loro, che esordiranno domani con la Francia, mentre il Brasile, forte anche tra le ragazze, giocherà con il Camerun. Ma le campionesse del mondo sono le giapponesi, commoventi nel loro dedicare il titolo alle vittime dello tsunami.
A questo torneo sarà concesso l'onore di giocare negli stadi della leggenda, della Premier, della Champions, Wembley, Hampden Park, ma è chiaro che il calcio nel Regno Unito fa pensare inevitabilmente agli uomini. E se in passato il torneo olimpico ha applaudito Messi, Tevez, Xavi, Romario, Crespo, il Kanu che sconfisse il Brasile in una memorabile edizione ad Atlanta '96, stavolta bisognerà capire chi diventerà re degli intrusi. Forse Neymar, emigrato con tutta la squadra in campagna per non essere distratto dalle tentazioni del villaggio? Forse Giggs, baluardo di un improbabile team anglo-gallese che scomparirà dopo i Giochi? O forse ci sarà l'ennesimo show di una Spagna liofilizzata ("La nazionale assoluta è una cosa, quella olimpica un'altra" spiega il ct Luis Milla)? Di sicuro non ci sarà l'Italia, che alle Olimpiadi non è arrivata. Stroncata dalla forza della Bielorussia. Ma questo torneo, si sa, fa brutti scherzi, magari un giorno incontri lo Zambia e ci perdi 4-0.
Paradossalmente, il movimento meno emarginato dai cinque cerchi, perché buona parte delle campionesse sono qui, hanno scritto pagine della storia olimpica. Perché gli Stati Uniti, maggior azionista del business olimpico, qui presentano una squadra da medaglia d'oro, ricca di protagoniste come la bellissima Hope Solo, portiere che ha svelato come l'attività più diffusa nel villaggio olimpico sia il sesso, non la preparazione all'evento. A Pechino hanno vinto loro, che esordiranno domani con la Francia, mentre il Brasile, forte anche tra le ragazze, giocherà con il Camerun. Ma le campionesse del mondo sono le giapponesi, commoventi nel loro dedicare il titolo alle vittime dello tsunami.
A questo torneo sarà concesso l'onore di giocare negli stadi della leggenda, della Premier, della Champions, Wembley, Hampden Park, ma è chiaro che il calcio nel Regno Unito fa pensare inevitabilmente agli uomini. E se in passato il torneo olimpico ha applaudito Messi, Tevez, Xavi, Romario, Crespo, il Kanu che sconfisse il Brasile in una memorabile edizione ad Atlanta '96, stavolta bisognerà capire chi diventerà re degli intrusi. Forse Neymar, emigrato con tutta la squadra in campagna per non essere distratto dalle tentazioni del villaggio? Forse Giggs, baluardo di un improbabile team anglo-gallese che scomparirà dopo i Giochi? O forse ci sarà l'ennesimo show di una Spagna liofilizzata ("La nazionale assoluta è una cosa, quella olimpica un'altra" spiega il ct Luis Milla)? Di sicuro non ci sarà l'Italia, che alle Olimpiadi non è arrivata. Stroncata dalla forza della Bielorussia. Ma questo torneo, si sa, fa brutti scherzi, magari un giorno incontri lo Zambia e ci perdi 4-0.