Calcio

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Neymar, un oro per il passato
''Giochiamo per tutto il Brasile''

La nazionale verdeoro va caccia nella finale contro il Messico del primo titolo olimpico della sua storia. Il talento del Santos: ''Questa nostra squadra rappresenta tutti i fenomeni che cercarono di conquistare la vittoria alle Olimpiadi: siamo qui per tutti i brasiliani"
dall'inviato ENRICO CURRO'

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LONDRA - Il Brasile del calcio si gioca domani sera a Wembley, contro il Messico, il primo oro della sua storia olimpica e mette in vetrina la sua stella Neymar. Per il ventenne attaccante del Santos, futuro barcellonista, è un assaggio di ciò che lo aspetta quando, a partire dal 2014, dovrebbe stabilmente diventare un attore fisso degli stadi europei. E' toccato a lui, infatti, bersagliato dalle domande degli inviati di ogni parte del mondo, oscurare alla vigilia ogni altro protagonista della finale delle Olimpiadi, nella conferenza stampa.

Ha parlato dell'esperienza olimpica con Ronaldo, che come tutti i fuoriclasse del calcio brasiliano non è mai riuscito a vincere l'oro ai Giochi?
"Non ne ho parlato con lui, ma è un grande onore giocarsi l'oro alle Olimpiadi. E' molto difficile vincere, altrimenti un paese con la nostra tradizione calcistica avrebbe già vinto venti medaglie d'oro. Questa nostra squadra, in un certo senso, rappresenta tutti i fenomeni che cercarono di conquistare la vittoria alle Olimpiadi: siamo qui per tutti i brasiliani".
Questo vi crea pressione?
"Penso in ogni momento alla partita col Messico. Però le notti sono tranquille, non ci perdiamo il sonno. Semmai, sarà difficile dormire dopo, se vinceremo".
Che giudizio dà dei suoi Giochi, finora?
"Sono soddisfatto del mio lavoro. E molto felice di come stiamo giocando, spero solo di dare ancora di più nella finale, in questi 90' che possono farci entrare nella storia".
Il Messico non è un ostacolo impossibile.
"Per me è una grande squadra, con grandi giocatori: lo rispettiamo molto".
Secondo lei, questo Brasile olimpico è più attrezzato alla vittoria, rispetto alle squadre delle edizioni precedenti?
"Non so se la nostra generazione sia la più pronta, credo che anche tutte le altre si siano preparate per vincere, ma che sfortunatamente non ci sono riuscite. Ci siamo allenati a tutto: a difendere, a tirare in porta, a qualunque situazione di gioco".
Il suo è il ruolo del leader.
"Il mio è il ruolo di ognuno di noi: aiutare la squadra. Una finale significa qualcosa di molto importante, dopo due anni di lavoro, a dicembre, rinunciando alle nostre vacanze, per qualificarci. Siamo qui in 19, col terzo portiere Renato che non può nemmeno sedersi in panchina e che è venuto qui e sta qui per aiutare la squadra. Giocheremo per la nostra famiglia, che è a casa a soffrire, per tutto il mondo, per i brasiliani che vogliono l'oro".
L'avversario più pericoloso, Giovani dos Santos, potrebbe non giocare per un infortunio muscolare: è un vantaggio?
"Ho sempre detto che è un campione, mi dispiace che si sia fatto male. Se non gioca, è meglio per noi. Ma in una finale non esistono favoriti, con lui in campo o senza di lui. Speriamo di vincere noi".
Con quale stato d'animo affronta questa partita?
"Con quello col quale affronto qualunque partita, anche le amichevoli: per me sono tutte importanti. Certo, lo stato d'animo è un po' diverso, perché nessun brasiliano nel calcio ha mai vinto l'oro olimpico".
Leandro Damiao, il suo partner d'attacco, finora è stato decisivo.
"Sono sempre felice quando un mio compagno segna. Andiamo molto d'accordo, scherzo molto con lui".
Che cosa ha scommesso con suo padre?
"Con mio padre scommetto sempre, ho scommesso che vinceremo i Giochi, sono scherzi tra padre e figlio, per darmi ancora più stimoli. Mi piace scommettere con lui, per vincere".
Che emozione le dà Wembley?
"E' la prima volta che ci gioco, è un onore entrare in uno stadio come questo, nel quale però non ha giocato il più grande: Pelé. Speriamo di fare la storia a Wembley".
Mano Menezes, il vostro ct, cambia sempre formazione.
"E' difficile per un tecnico scegliere gli undici, ognuno di noi conosce il proprio potenziale e quello dei compagni. Nel nostro gruppo non esistono la gelosia, nè la vanità: è un gruppo eccellente, che si sta allenando per fare la storia. Dimostreremo di meritare l'oro".
Che cosa pensa di Cristiano Ronaldo?
"Lo vedo come un idolo, l'ho sempre ammirato, da quando ho cominciato a fare il calciatore. E' uno tra i migliori del mondo: ci sono Messi e lui".
Chi è il vostro trascinatore?
"Thiago Silva. Ci ha mostrato la medaglia di bronzo e ci ha detto che vuole di più, perché questa è un'occasione unica. Lui è il più forte difensore del mondo e ci ha trasmesso questo messaggio: dobbiamo approfittare del momento. Da un mese stiamo in ritiro, il che non è facile. Ma è per una buona causa: ormai siamo a un passo dall'oro".