Ciclismo

Ciclismo

L'oro della Vos, la Merckx in gonnella
Quinto posto per la Bronzini

L'olandese domina in tutte le fasi la gara in linea femminile, precedendo in una volata a tre la britannica Armitstead e la russa Zabelinskaya. Fuoriclasse infaticabile, in questa stagione ha già vinto mondiale di ciclocross e Giro d'Italia
di LUIGI PANELLA

2 minuti di lettura
LONDRA - E' stata definita la Eddy Merckx del ciclismo femminile, e la definizione non pecca di esagerazione. L'olandese Marianne Vos vince l'oro nel ciclismo su strada, ed appare perfino riduttivo parlare di successo meritato. La Vos fa praticamente tutto, domina ogni fase della gara: su un percorso 'facilè per fare selezione, rende la corsa dura facendo lavorare le compagne nella prima parte, poi entra in scena portando via il terzetto che si gioca la medaglia d'oro. Insieme alla Vos, due storie da raccontare: la russa Zabelinskaya, figlia dell'oro di Mosca '80 Sergej Suchorucenkov (allora i prof stavano a casa), e la velocissima inglese Armitstead.

La britannica ha sulle spalle il peso di una nazione in psicosi da oro (mentre scriviamo nessun titolo), salta un paio di cambi per essere più fresca nel momento della verità. Niente da fare però, la Vos va a marcia doppia, imposta una volata lunga, potentissima, trionfa. Un fenomeno, visto che la giovane Marianne (25 anni nonostante una bacheca enorme) in inverno si era 'scaldata' vincendo il mondiale di ciclocross (sei titoli negli ultimi sette anni), ed a seguire aveva strapazzato le avversarie al Giro d'Italia. L'unica cosa che poteva fregarla era un tabù psicologico: quei cinque campionati mondiali consecutivi risolti con un argento beffardo, ma non è stato così. Le ultime due maglie iridate, alla fuoriclasse orange gliele aveva portate via Giorgia Bronzini, ma la piacentina si è dovuta accontentare del quinto posto. Se c'è un appunto da fare alle azzurre però, la destinataria non è la campionessa del mondo: se c'era gente che dovevano cogliere l'attimo quando la Vos ha scatenato l'inferno, dovevano essere Guderzo e Cantele.

Un po' di cronaca. Ai nastri di partenza da battere Teutenberg, Bronzini, Johansson ed Armitstead, oltre naturalmente alla Vos: sono quindi altrettante le squadre che hanno interesse a controllare la corsa. Una situazione ben diversa da quella della gara maschile, dove prima di essere fregati alla grande da Vinokourov, tutti avevano fatto fronte contro lo spauracchio britannico. Il fattore comune rispetto alla gara degli uomini è la straordinaria presenza di pubblico lungo il tracciato, quello differente è il brutto tempo, con una giornata di pioggia, a tratti anche violenta. Nella prima metà nulla di eclatante da segnalare: le olandesi tirano, le azzurre accusano un paio di momenti di preoccupazione - ed energie buttate - per dei problemi tecnici a Cantele e Bronzini.

Nella seconda parte la Vos inizia una sorta di lavoro ai fianchi delle avversarie, dando tirate di grande intensità agonistica che costringono le altre alla difesa. Un lavoro che dà i primi frutti importanti l'olandese porta con sè la russa Zabelinskaya, la Armitstead e la statunitense Olds, la prima a cedere A parte l'importanza dell'attacco, uno schiaffo micidiale a tedesche e italiane, costrette ad una affannosa rincorsa che poi si rivelerà vana. La Vos sui tratti di salita soprattutto dà tirate importanti, le altre tengono a stento. L'olandese dà anche la sensazione di esagerare, quasi da far ipotizzare la beffa finale. Non accade, la pioggia battente le ricorda tanto il clima dell'amato ciclocross, e la Merckx in gonnella non fallisce.

ORDINE D'ARRIVO
1 Marianne Vos (Netherlands) 3:35:29
2 Elizabeth Armitstead (Great Britain) 3:35:29
3 Olga Zabelinskaya (Russian Federation) 3:35:31
4 Ina Teutenberg (Germany) 3:35:56
5 Giorgia Bronzini (Italy) 3:35:56
6 Emma Johansson (Sweden) 3:35:56
7 Shelley Olds (United States of America) 3:35:56
8 Pauline Ferrand Prevot (France) 3:35:56
9 Liesbet De Vocht (Belgium) 3:35:56
10 Aude Biannic (France) 3:35:56