LONDRA - Quarto tempo: Federica Pellegrini approda alla finale dei 200 stile libero di domani, vincendo la sua semifinale e staccando il pass per l'appuntamento con le medaglia con il quarto miglior tempo assoluto. Dopo la delusione dei 400 di ieri, solo quinta, ecco che la Regina ritrova fiato, forza e anche il sorriso: ''Spero di poter tornare a sognare''. Una medaglia non è facile ma nemmeno impossibile, adesso. Il suo quarto tempo (1'56”67) è a mezzo secondo dal terzo, nessuna stavolta ha tirato molto: ma un paio di rivali sono in grado di scendere intorno a 1'55”00, e anche Federica dovrà superarsi. Fare l'impresa. Fare meglio di quanto ha fatto negli ultimi tempi. ''Nessun problema-dice subito dopo la sua semifinale-se ci sono state delle critiche dopo i 400, non mi interessa. Io so di avere fatto tutto il possibile, adesso sarà un'altra gara''. Non si accontenterebbe di un bronzo, vuole qualcosa di più: ''Voglio giocarmela sino alla fine, non sono stupita dei tempi delle altre, forse erano stanche dopo i 400. Domani vado in 'all in' e vediamo. Se farò di nuovo sognare gli italiani? Spero di poter sognare io. Sono stanca per tutte queste gare in serie. Ieri sera abbiamo finito all'una di notte fra antidoping e terapie. Stamani alle 6 ero già in piedi per i preliminari. Domani mattina ci riposiamo un po' e poi vediamo di divertirci in gara. Lotterò sino alla fine, senza mai tirarmi indietro come ho sempre fatto. Metterò di tutto e di più, cuore, testa, tattica , mi si devono staccare anche le braccia...''. Vinta la sua batteria in mattinata, in semifinale ha girato terza ai 100, poi seconda ai 150 e un ottimo finale le ha consentito di arrivare prima nella sua gara (con il quarto tempo assoluto).
''MI FERMO UN ANNO'' - Domani sera, alle 20,30 (italiane), la finale. La sua gara. A Pechino 2008 era stata la prima azzurra a vincere una medaglia d'oro (1'54"82) olimpica nel nuoto. Il primato mondiale è ancora suo (1'51"17), resiste dal 2009 e resisterà ancora. E' la Regina. In mattinata aveva ripetuto: "Mi fermo un anno, farò solo i campionati italiani e le staffette internazionali". Niente da rimproverarsi per il quinto posto dietro anche a Lotte Friis la danese, che non l'aveva mai battuta: "Ho capito che più di così non potevo fare, ho dato il massimo, dispiace ma va bene così". Ha 24 anni Fede, ma nelle braccia e nel cuore un secolo. Responsabilità, dolori, pretese, vasche su e giù ogni giorno da quando 16enne arrivò nell'Olimpo ad Atene 2004, un argento che fu il nuovo inizio del nuoto italiano.
In dieci anni ha vinto tutto, ori e record, le hanno chiesto molto, lei ha dovuto rispondere e produrre gioie per un intero paese. Ha perso il suo amatissimo allenatore Alberto Castagnetti nell'ottobre 2009, da allora si è dovuta ricostruire sempre: da Verona a Parigi a Roma, la rottura del rapporto con Luca Marin e l'inizio con Filippo Magnini, quattro nuovi coach in due anni. "Non è questo il problema, ne discuteremo tra un anno, non adesso. E' che avrei dovuto staccare già dopo gli europei di Budapest, me lo diceva anche Alberto". Claudio Rossetto, che la segue da gennaio insieme al gruppo dei velocisti, ha imparato a conoscere in fretta Fede: "Non abbiamo da rimproverarci nulla nella preparazione. Federica forse è arrivata a Londra con il fiato lungo, con poca leggerezza, e non bisogna condannarla. E' il nuoto italiano, una carriera sublime, paga adesso quello che ha vissuto nell'ultimo anno e anzi un decennio. Vuole prendersi una pausa, e va capita".
Una pausa lunga una notte, adesso, ha dormito poco ma non per il rimpianto, la coscienza che sale anzi la calma: "Quello che è successo ieri non cancella quello che ho fatto, almeno per me. Per gli altri amen". E' sicura Fede, persino serena: "L'amarezza è finita lì perché so di aver dato tutto. Le risposte di oggi sono buone, io cerco di crearmele da sola, la voglia di spaccare il mondo c'era anche ieri sera, la cattiveria è sempre la stessa, a volte le risposte sono buone, altre no. E' che ieri tra antidoping e il resto sono andata a letto all'una e mezza". Nessuna insonnia, i fantasmi non hanno più potere, c'è solo Fede e una vita che vuole sua.
IL TRIONFO DELLA QUINDICENNE LITUANA - Tra le finali di giornata, spicca l'oro oro conquistato dalla 15enne Ruta Meilutyte nei 100 rana. La giovanissima lituana si è imposta in 1'05"47, resistendo al ritorno della statunitense Rebecca Soni (1'05"55). Bronzo per la giapponese Satomi Suzuki in 1'06"46. Nei 100 dorso trionfo statunitense. A vincere l'oro tra gli uomini è Matthew Grevers che realizza anche il record olimpico con 52''16. Argento sempre agli Stati Uniti con Nick Thoman (52"92). Terzo il giapponese Ryosuke Irie (52"97). Il campione del mondo Camille Lacourt si ferma alle spalle del podio, quarto con 53"08. Tra le donne la spunta Missy Franklin, 17 anni, con il tempo di 58''33. Argento per l'australiana Emily Seebohm (58''68), terza la giapponese Aya Terakawa (58''83)
PHELPS INSEGUE LA STORIA - Vittoria francese nei 200 stile libero maschili. Yannick Agnel bissa la prestazione dei 4x100 e vince l'oro con 1'43'' 14. Ryan Lochte si ferma ai piedi del podio. Argento ex-aequo per il cinese Yang Sun e il coreano Taehwan Park (1'44''93). Missione compiuta per Michael Phelps, che ha conquistato l'accesso alla finale dei 200 farfalla col quarto tempo complessivo delle semifinali (1'54"53) e potrà cercare di vincere il terzo oro olimpico consecutivo nella stessa prova dopo quelli di Atene e Pechino, impresa mai riuscita ad alcun nuotatore.
''MI FERMO UN ANNO'' - Domani sera, alle 20,30 (italiane), la finale. La sua gara. A Pechino 2008 era stata la prima azzurra a vincere una medaglia d'oro (1'54"82) olimpica nel nuoto. Il primato mondiale è ancora suo (1'51"17), resiste dal 2009 e resisterà ancora. E' la Regina. In mattinata aveva ripetuto: "Mi fermo un anno, farò solo i campionati italiani e le staffette internazionali". Niente da rimproverarsi per il quinto posto dietro anche a Lotte Friis la danese, che non l'aveva mai battuta: "Ho capito che più di così non potevo fare, ho dato il massimo, dispiace ma va bene così". Ha 24 anni Fede, ma nelle braccia e nel cuore un secolo. Responsabilità, dolori, pretese, vasche su e giù ogni giorno da quando 16enne arrivò nell'Olimpo ad Atene 2004, un argento che fu il nuovo inizio del nuoto italiano.
In dieci anni ha vinto tutto, ori e record, le hanno chiesto molto, lei ha dovuto rispondere e produrre gioie per un intero paese. Ha perso il suo amatissimo allenatore Alberto Castagnetti nell'ottobre 2009, da allora si è dovuta ricostruire sempre: da Verona a Parigi a Roma, la rottura del rapporto con Luca Marin e l'inizio con Filippo Magnini, quattro nuovi coach in due anni. "Non è questo il problema, ne discuteremo tra un anno, non adesso. E' che avrei dovuto staccare già dopo gli europei di Budapest, me lo diceva anche Alberto". Claudio Rossetto, che la segue da gennaio insieme al gruppo dei velocisti, ha imparato a conoscere in fretta Fede: "Non abbiamo da rimproverarci nulla nella preparazione. Federica forse è arrivata a Londra con il fiato lungo, con poca leggerezza, e non bisogna condannarla. E' il nuoto italiano, una carriera sublime, paga adesso quello che ha vissuto nell'ultimo anno e anzi un decennio. Vuole prendersi una pausa, e va capita".
Una pausa lunga una notte, adesso, ha dormito poco ma non per il rimpianto, la coscienza che sale anzi la calma: "Quello che è successo ieri non cancella quello che ho fatto, almeno per me. Per gli altri amen". E' sicura Fede, persino serena: "L'amarezza è finita lì perché so di aver dato tutto. Le risposte di oggi sono buone, io cerco di crearmele da sola, la voglia di spaccare il mondo c'era anche ieri sera, la cattiveria è sempre la stessa, a volte le risposte sono buone, altre no. E' che ieri tra antidoping e il resto sono andata a letto all'una e mezza". Nessuna insonnia, i fantasmi non hanno più potere, c'è solo Fede e una vita che vuole sua.
IL TRIONFO DELLA QUINDICENNE LITUANA - Tra le finali di giornata, spicca l'oro oro conquistato dalla 15enne Ruta Meilutyte nei 100 rana. La giovanissima lituana si è imposta in 1'05"47, resistendo al ritorno della statunitense Rebecca Soni (1'05"55). Bronzo per la giapponese Satomi Suzuki in 1'06"46. Nei 100 dorso trionfo statunitense. A vincere l'oro tra gli uomini è Matthew Grevers che realizza anche il record olimpico con 52''16. Argento sempre agli Stati Uniti con Nick Thoman (52"92). Terzo il giapponese Ryosuke Irie (52"97). Il campione del mondo Camille Lacourt si ferma alle spalle del podio, quarto con 53"08. Tra le donne la spunta Missy Franklin, 17 anni, con il tempo di 58''33. Argento per l'australiana Emily Seebohm (58''68), terza la giapponese Aya Terakawa (58''83)
PHELPS INSEGUE LA STORIA - Vittoria francese nei 200 stile libero maschili. Yannick Agnel bissa la prestazione dei 4x100 e vince l'oro con 1'43'' 14. Ryan Lochte si ferma ai piedi del podio. Argento ex-aequo per il cinese Yang Sun e il coreano Taehwan Park (1'44''93). Missione compiuta per Michael Phelps, che ha conquistato l'accesso alla finale dei 200 farfalla col quarto tempo complessivo delle semifinali (1'54"53) e potrà cercare di vincere il terzo oro olimpico consecutivo nella stessa prova dopo quelli di Atene e Pechino, impresa mai riuscita ad alcun nuotatore.