Nuoto

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Pellegrini ancora giù dal podio
La staffetta è solamente settima

Dopo la delusione nei 200 la campionessa azzurra trascina la 4x200 stile libero alla gara per le medaglie, ma nella finale il risultato è nettamente peggiore rispetto alla qualificazione, dove era arrivato il quarto crono complessivo e nuovo record italiano. Fede farà la staffetta mista. "Ma ora potrei anche dedicarmi alla tv"

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LONDRA - Va a fondo anche la staffetta 4x200 stile, non basta la Pellegrini. Le azzurre finiscono settime in una finale vinta dagli Usa (7'42"9") in volata sull'Australia, con la Francia terza staccata. L'Italia chiude in 7'56"30 con la Mizzau, la Nesti, la Carli e la Pellegrini in ultima frazione (1'57"61). Balletto e canzoncina portafortuna, le azzurre sorridono e festeggiano lo stesso ("almeno in questo siamo le più originali" dice la Pellegrini), anche se peggiorano nettamente rispetto alla semifinale. Spiega Federica:"L'importante era arrivare in finale, ricostruire una staffetta forte e divertirci. Noi non abbiamo riserve, gareggiamo tutte la mattina e il pomeriggio". L'Italia (Mizzau, Nesti, Carli e Pellegrini) in mattinata si era qualificata per la finale con il quarto posto, finendo seconda (7'52"75, nuovo record italiano) nella sua batteria dietro agli Usa. Federica, in ultima frazione, aveva chiuso in 1'56"46 (il giorno prima con 1'56"73 era finita quinta in finale). Non è stata certo un'Olimpiade felice per la regina del nostro nuovo: due quinti posti nei 200 e 400 stile libero, e adesso questo settimo posto nella staffetta. Venerdì farà anche la staffetta mista.

"Serve un'esame di coscienza", ha detto la Pellegrini. Il fidanzato, Magnini, è stato ancora più duro. Gianni Petrucci non è certo un amico di Paolo Barelli ma difende la Federnuoto: "Non ha colpe, non posso rimproverare nulla: e Federica resta la n.1". Rossetto, il suo allenatore, però ha detto che non sa se l'allenerà ancora il prossimo anno. Ma ora sarà tempo di processi, molto le cose da rivedere in Casa Fin: il presidente e senatore Pdl, Paolo Barelli, diventerà n.1 della Federazione europea ma intanto oggi ha preferito non farsi vedere troppo in giro, rinunciando ad una premiazione (al suo posto Mario Pescante). Lei, Fede, pensa invece ad un reality il prossimo anno: nessuno cancella il suo passato, d'accordo, ma non sarà per niente semplice risalire la china.

IN MATTINATA ERA STATO RECORD ITALIANO - In mattinata la Pellegrini aveva dato segni di risveglio, chiudendo la frazione della 4x200, rimontando al secondo posto dietro le americane e porta il gruppo della staffetta alla finale di stasera col tempo di 7'52"75, nuovo record italiano (quarto tempo complessivo delle semifinali a cinque cerchi). Prime le australiane, le azzurre col quarto crono generale. Secondo posto dopo le batterie per gli Usa, terzo il Canada e quinte dopo le azzurre le francesi con Camille Muffat, nuova regina olimpica nei 400 e argento nei 200, che si è di nuovo sfidata con la Pellegrini nell'ultima frazione. "Andiamo tutte e quattro d'accordo e siamo molto affiatate e determinate. Questa è la nostra carta vincente" dice Fede del gruppo dove c'è Alice Mizzau che parte con un ottimo lanciato (1'57"95, secondo crono italiano all time), Alice Nesti (1'59"80) e Diletta Carli (1'58"54), quindi Fede che chiude (1'56"46). Non è triste Federica, ha coscienza. Ha perso tutto: i 400 (quinta), e persino i 200 (quinta ancora) dove era imbattuta dal 2007. Ha perso il regno, ma sembra quasi in pace, con sé e col nuoto azzurro, a secco di medaglie e invischiato in accuse rabbie generali: "Il mio risveglio è stato ottimo: non sono traumatizzata da questa Olimpiade. Ora pensiamo a divertirci"'.

MESSAGGI CARINI DALL'ITALIA - Dall'Italia le sono arrivati molti messaggi carini: "Mi volevano rincuorare, mi hanno scritto in molti cercando di tirarmi su. Ma io sto bene''. Sorride Fede, perché la consapevolezza aumenta dopo che tutto è successo: "Abbiamo steccato lo stato di forma, se nessuno è riuscito a trascinare l'Italia, neanche le punte, serve un esame di coscienza da parte di atleti, allenatori e dirigenti perché quando si sbaglia, si sbaglia tutti". Un'analisi che a caldo, troppo a caldo, ieri aveva fatto anche il suo fidanzato Filippo Magnini dopo il flop (insieme a Luca Dotto) nei 100 stile libero, a poche ore dalla finale di Fede, mettendo a fuco il mondo intero. "Ieri Filippo intendeva questo, gli atleti ci mettono la faccia ma dietro di loro ci sono anche tecnici e dirigenti, se sbaglia l'atleta, non sbaglia solo lui. A freddo qualche riflessione va fatta e spero che si cambi in meglio. Né io né Filippo il prossimo anno dovremo pensare al risultato e quindi ci sarà tempo per fare le giuste analisi". Ora vuole solo prendersi il suo anno di riposo, di stacco: poche gare, magari il dorso, i tempi per le staffette, ma niente che somigli ai parametri troppo alti dell'essere la Pellegrini. Avrebbe dovuto smettere prima, il suo coach amatissimo Alberto Castagnetti, morto a ottobre 2009, glielo aveva detto che non poteva spingere così a fondo così lontano: "Ma quando lui è venuto a mancare ho continuato, volevo farlo rivivere nei miei risultati".

UN REALITY IN FUTURO? - Adesso però è il momento, lo dice il fisico, lo dicono i risultati. Vuole studiare, imparare l'inglese, vivere. E fare altro: "Partecipare a un reality? Non lo so, il prossimo anno vorrei fare tutto quello che mi può dare divertimento e spensieratezza poi vedrò". Vuole essere a Rio 2016: "Certo vanno trovate le motivazioni". Le deve trovare il nuoto in un'altra giornata deludente: il toscano Sebastiano Ranfagni non riesce ad entrare nelle semifinali dei 200 dorso, 19° in 1'58"76, tempo peggiore del suo personale stagionale di 1'57"49. Fuori Federico Turrini dalle batterie dei 200 misti, 20° in 2'00''63. E niente da fare nei 200 rana per Chiara Boggiatto, che si peggiora rispetto al tempo di iscrizione di 2'26"63 finendo solo 22esima in 2'27''74.

ROSSETTO: "NON SO SE LA ALLENERO' ANCORA" - Prima della gara, aveva parlato il tecnico Claudio Rossetto: "Se la vita mi porterà a essere allenatore di Federica per il prossimo quadriennio o meno è troppo complicato da prevedere, perché lei cambierà alcune cose della sua vita", dichiara a Rtl 102.5. A Rossetto viene chiesto se il flop olimpico possa influire nel rapporto con la Pellegrini e Magnini. "Con Filippo non si è incrinato nulla e con Federica non mi sembra", spiega l'allenatore. "Lei - prosegue - ha fatto una scelta di vita venendo a vivere a Roma, facendo determinate scelte in funzione delle Olimpiadi e credo che voglia continuare così, però non posso garantirlo al 100 %. Filippo in questi anni ha garantito un rendimento massimale, ma negli ultimi tre anni faceva un po' fatica a confermarsi ad altissimo livello, l'anno scorso ha mancato la finale anche se di poco".

"La certezza - spiega Rossetto - è che il rapporto non si è rotto con nessuno dei due, poi se la vita mi porterà a essere allenatore di Federica per il prossimo quadriennio o meno è troppo complicato da prevedere, perché Federica cambierà alcune cose della sua vita. Vuole prendersi un anno più tranquillo dove continuare a nuotare ma con molta meno tensione , prendendosi delle sue soddisfazioni, divertendosi un po', facendo quello che una ragazza di ventiquattro anni deve fare".

"Se penso di aver commesso degli errori? La cosa che penso di poter aver 'sbagliato' e quello di essermi fatto carico di una situazione molto complicata ma dalla quale non potevo tirarmi indietro ed è la gestione di Federica e di tutti gli altri ragazzi. Federica la conoscevo, non così bene da prevedere che sarebbero stati sei mesi molto difficili e molto duri, ma non sono assolutamente pentito". Sullo sfogo di Magnini: "Un po' mi ha amareggiato ma Filippo lo conosco, a parte che lui mi ha detto di non essere stato rigido come ripreso dai giornali, ma lo conosco da 10 anni e lui quando è contento è un poco eccessivo e quando è arrabbiato e a caldo è eccessivo lo stesso", chiarisce il tecnico, secondo cui, in ogni caso, "un capitano non abbandona la nave che affonda. Io sto con i ragazzi, perché se i ragazzi hanno sbagliato, ho sbagliato anche io e se ho sbagliato io hanno sbagliato anche i ragazzi".

LE ALTRE GARE, CADONO DUE RECORD DEL MONDO - La finale più bella è stata quella dei 200 rana, con l'oro e record del mondo per l'ungherese Daniel Gyurta, che si è imposto in 2'07"28, migliorando di 3 centesimi il precedente primato fatto segnare dall'australiano Christian Sprenger ai Mondiali di Roma nel 2009. Gyurta, già due volte campione del mondo sulla distanza, si è imposto davanti al britannico Michael Jamieson, argento in 2'07"43. Bronzo al giapponese Ryo Tateishi (2'08"29). Nei 100 stile libero maschili, oro per lo statunitense Nathan Adrian in 47"52, precedendo l'australiano James Magnussen, argento in 47"53, e il canadese Brent Hayden, bronzo in 47"80. A seguire Yannick Agnel, solo sesto il brasiliano Cesar Cielo.
Nei 200 farfalla donne, oro alla cinese Jiao Liuyang in 2'04"06, nuovo record ai Giochi (il precedente lo aveva stabilito un'altra cinese, Liu Zige, a Pechino col tempo di 2'04"18). Argento per la spagnola Mireia Belmonte Garcia (2'05"25), bronzo alla giapponese Natsumi Hoshi (2'05"48). Altro record del mondo, ma in semifinale, per l'americana Rebecca Soni nei 200 rana: la nuotatrice ha fatto fermare il cronometro in 2'20"00 in semifinale, che migliora il 2'20"12 fatto dalla canadese Annamay Pierse ai mondiali di Roma del 2009.
Nella stessa semifinale, i 200 misti maschili, Lochte che ha vinto in 1'56"013, e Phelps secondo in 1'57"011. Terzo il britannico Goddard in 1'58"049.