Pallanuoto

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Settebello e Setterosa
Quelle che non tradiscono

La squadra azzurra guidata da Campagna è pronta per Londra: "Abbiamo lavorato molto e bene, possiamo essere la sorpresa del torneo olimpico. La squadra sarà all'altezza delle aspettative"

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OSTIA - I ragazzi si osservano l'un altro, ognuno con i pezzi del guardaroba olimpico addosso. Maurizio Felugo, uno che ha estro e fantasia non solo in vasca, controlla e prova i pantaloni della tuta, loghi e loghini che devono rispettare il rigido regolamento olimpico; il capitano-portiere Stefano Tempesti, uno che nelle graduatorie internazionali è anche più su di Buffon per capirsi, oltre due metri e cinque di altezza, si preoccupa per le scarpe strette; il centroboa Matteo Aicardi, più che il guardaroba osserva la cicatrice sulla mano destra infortunata che lo ha tenuto in forse fino all'ultimo. Ce l'ha fatta, arruolato. Tutti insieme, nel ritiro di Ostia dove si preparano i bauli con le calottine, i costumi e i palloni, dicono che comunque il Settebello, col suo marchio e le sue conquiste  -  ultima, il mondiale vinto un anno fa a Shangai  -  c'è e ovviamente lotta insieme a noi. In valigia soprattutto tre Olimpiadi, tre mondiali, tre europei e molto altro. Mercoledì 25 lo sbarco a Londra 2012.

La pallanuoto italiana c'è, nella versione del Settebello e in quella del Setterosa, campione olimpico ad Atene, ed europeo sei mesi fa ad Eindhoven. Lo sport a squadre qui ha uno zoccolo solido. A Londra le squadre azzurre sono quattro, le due della pallanuoto e le due del volley. Le altre ferme al palo: niente calcio, niente basket, niente baseball e softball. Ad Atene le squadre azzurre erano 9, a Pechino 5, adesso 4. "Molto spesso  -  dice Alessandro Campagna, il ct che la medaglia d'oro l'ha vinta da giocatore alle Olimpiadi di Barcellona  -  come pallanuoto ci piangiamo addosso, ma il Settebello ha una storia, è un marchio dello sport italiano. Anche nei momenti difficili. Evidentemente siamo l'espressione di un movimento importante: la pallanuoto italiana è riconosciuta nel mondo, due partite alla settimana vanno in tv, c'è un bel movimento di tifo. La pallanuoto è uno sport di tradizione. I ragazzi che sono qui magari devono dire grazie agli Attolico, Campagna, Porzio, Pomilio, Silipo; noi abbiamo detto grazie ai Lonzi, Pizzo e così via. E qualcosa certo dobbiamo lasciare a chi verrà dopo...".

Al di là della tradizione, ricordate di cosa si lamentava Prandelli agli ultimi Europei di calcio? Diceva che la nazionale è figlia di nessuno, e addirittura che a nessuno frega qualcosa. Poche date, poca attenzione, giocatori dati col contagocce, nessuna collaborazione. Il Settebello, tanto per fare un paragone, ha giocato ben 35 partite dai Mondiali di Shangai dello scorso anno, e per le Olimpiadi è in preparazione e dunque in ritiro da oltre due mesi. "Il movimento della pallanuoto  -  dice il presidente Paolo Barelli, capo della Federnuoto che con 71 atleti (tra nuoto, pallanuoto, tuffi, fondo e sincronizzato), è il massimo fornitore della spedizione azzurra  -  si basa su circa ventimila partite l'anno. Si lavora spesso in condizioni difficili, con spese fortissime per la gestione delle piscine. Il segreto è far sì che le nazionali, Settebello e Setterosa, siano centrali e dunque tenute in alta considerazione dai club, parimenti al campionato e alle Coppe che devono affrontare".

"Arriviamo alle Olimpiadi  -  dice Campagna  -  consapevoli di aver fatto tutto, e di avere una squadra all'altezza di ciò che l'Italia ci chiede. Per il torneo olimpico i bookmakers dicono nell'ordine Serbia, Ungheria, Montenegro, Croazia e Italia. Io credo che Spagna, Usa e Italia possono determinare una sorpresa nei primi quattro posti". Il capitano Tempesti e il vice capitano Felugo, entrambi della corazzata Pro Recco che fornisce ben 14 giocatori alle due nazionali, dicono di tenere in massima considerazione la Croazia. "Il nostro orgoglio  -  afferma Tempesti  -  è vedere che le avversarie cercano di imitarci, di copiarci in qualcosa". Il Settebello in questa lunga preparazione è apparso quantomeno squadra tosta: "Il nostro punto di forza è la difesa". "E anche un po' l'incoscienza, l'aver avuto il coraggio di costruire una squadra nuova dopo il fallimento di Roma 2009" dice Felugo. La pallanuoto mondiale è molto fisica, quella italiana è più tecnica e fantasiosa, proprio per ovviare alle preparazioni da superman.

Tra le donne del Setterosa che vinse l'oro ad Atene sono rimaste solo la Di Mario e la Gigli. "Al momento le ragazze  -  dice il ct Fabio Conti  -  hanno le braccia un po' appesantite dalla preparazione, ma è buon segno. Non bisogna essere al massimo adesso. L'idea è quella di ricalcare la squadra che ha vinto gli Europei, ma con qualche novità, qualche sorpresa, in maniera da sorprendere un po' gli avversari. Ovviamente abbiamo la consapevolezza che ci chiamiamo Italia e che da noi ci si aspetta molto". Entrambi i tecnici, Campagna e Conti, hanno avuto i contratti prolungati fino alle prossime Olimpiadi di Rio 2016. Si guarda all'oggi e anche al domani.